venerdì 26 gennaio 2018

Uscar 2017.

Sono anni che non faccio propositi per il nuovo anno, farli tra l'altro a fine gennaio sarebbe ridicolo, ogni volta che lascio il blog per qualche mese poi mi riprometto di non trascurarlo, di provare a scrivere tutti i giorni e così via. È un ciclo che si ripete con una certa regolarità fin da quando ho messo su il mio primo blog nel 2005.
Le letture di quest'anno, ahi me, hanno ricalcato un po' questa tendenza che ho. Addirittura per un mese e mezzo, ottobre e novembre, non ho letto niente. Ho avuto il blocco del lettore, non mi accadeva da anni, ho ripreso un po' le cose a dicembre e finalmente a gennaio si è tornati ad una certa normalità. Questo non significa che non abbia letto nel 2017 cose interessanti. Con il mio gruppo di lettura ogni anno compiliamo la nostra personalissima scheda e come ogni anno non vince neanche un libro tanto sono eclettici i nostri gusti, comunque servono per scoprire cose nuove, libri interessanti, avventure mai avute fino ad allora. Ecco la mia scheda.

The nominees are:
- i cinque libri migliori dell'anno


J.K. Rowling: Animali fantastici.
Nonostante avessi già visto il film leggere la sceneggiatura mi è piaciuto moltissimo, ha in parte dato sollievo a quella fame di Harry Potter e del suo mondo che continua ad essere tanta. Bello perché mentre leggevo in testa avevo le immagini, i momenti e le sensazioni del film. Naturalmente vorrei la valigia di Newt.

Daisy Goodwin: Victoria.
Letto dopo aver visto la prima stagione della serie tv. Per una volta meglio perché nella serie c'è un certo salto temporale con delle questioni aperte, mentre nel libro c'è più spazio per approfondire. (quando scrivi un libro non ti devi di certo preoccupare del budget ;-)

Giorgio Bassani: Il giardino dei Finzi-Contini.
Per anni ho sentito parlare di questo libro e del relativo film, per anni ci ho girato intorno poco attratto dal leggere un libro vecchio e che in qualche modo trattava della guerra. Va da se che erano inutili preconcetti basati su qualche luogo comune.
Innanzitutto il libro ha una scrittura molto bella, e per essere stato scritto nel 1962, è molto moderna e snella. La trama è interessante, tiene incollati alla pagina e da un'idea di che cosa hanno significato le leggi razziali per gli ebrei italiani dell'epoca.

Stephen King: La chiamata dei tre.
Mi avevano detto: non ti fermare al primo libro, che avevo trovato noioso, continua a leggere e vedrai che ritroverai il King che ami di più. E infatti così è stato. Mi sono divertito molto a leggere il secondo libro della Torre Nera e sicuramente continuerò a leggere la serie fino alla sua conclusione.

Arthur C. Clarke: Le sabbie di Marte.
Clarke l'ho scoperto da poco e mi sta prendendo tantissimo. Quest'anno di suo ho letto anche Le guide del tramonto, ma ho deciso di mettere Le sabbie di Marte tra i migliori perché mi ha completamente ribaltato a metà romanzo, quando uno dei protagonisti racconta di un suo passato viaggio su Saturno e che cosa ha significato per lui. Per chi è appassionato di cose di astrofisica siamo dalle parti della prospettiva cosmica. Un modo di guardare l'universo.


più, categorie speciali:
il peggiore libro dell'anno

Bill Bryson: the lost continent.
Noia. Oltre a pesare il tempo passato dalla sua pubblicazione, anche la narrazione non aiuta. Bryson me l'hanno venduto come arguto narratore di viaggi, ma non è l'esperienza che ho avuto io leggendo il suo libro.

la sorpresa
Doree Shafrir: Startup.
Sapevo che leggendo il libro di Doree mi sarei ritrovato nel mondo delle startups newyorchesi, quello che non mi aspettavo è che il racconto scendesse così in profondità raccontando anche gli ambienti di lavoro, cosa significa lavorare in quel mondo per le donne. Molto illuminante. Quanto mai attuale.

la delusione
Franz Kafka: Il processo.
Mi aspettavo qualcosa di diverso, sempre perché ti fai un'idea delle cose basata sui preconcetti. Il senso del libro è chiaro ma è troppo lento per i miei gusti, ho fatto molta fatica, nonostante la brevità del testo. Gli ultimi capitoli sono la parte migliore del libro, un pugno nello stomaco.


il più romantico
Rainbow Rowell: Eleanor & Park.
È una bella storia d'amore quella raccontata dalla Rowell, è abbastanza originale e ha un finale che ti spiazza.


il libro che ci ha fatto ridere
Pratchett & Gaiman: Buon apocalisse a tutti.
Metti due dei migliori scrittori inglesi insieme e avrai un libro molto divertente tra le mani. Sebbene io e Neil abbiamo ancora qualche screzio, l'intervento di Terry smussa gli angoli. Bella storia, piena di trovate da lasciarti a bocca aperta.


il libro che ci ha fatto piangere
Ransom Riggs: La biblioteca delle anime.
Piangere no, commuovere sul finale si. L'ultimo libro di questa trilogia ha un finale che non ti aspetti, quasi triste, per fortuna arrivano le ultime pagine a mettere tutto a posto.


miglior personaggio maschile
Anthony Lockwood: Lockwood and Co. È stata la serie di questo 2017, scoperta tardi ho fatto in tempo a leggere tutti e quattro i libri già usciti in attesa del quinto a settembre. Anthony ne è il protagonista insieme alla sua squadra, la sua è una storia molto triste, a tratti, e viene fuori attraverso tutti i libri. È anche un personaggio che nonostante tutto quello che gli è successo riesce ad affrontare la vita a testa bassa e con un sorriso sardonico.


miglior personaggio femminile
Lucy Carlyle: Lucy è la parte femminile della serie di Lockwood. È lei a raccontare in prima persona le loro storie. È una donna forte, con qualche debolezza, ma che riesce con coraggio ad affrontare le palle curve della vita. Mi è piaciuta tantissimo.


miglior autore
Jonathan Stroud.: ho letto cinque suoi libri durante l'anno, mi ha fatto una bella compagnia, mi ha fatto emozionare tanto con le sue storie.


la copertina più bella
The whispering skull. È il secondo libro della serie di Stroud e nella versione che ho io c'è un bel teschio dentro una giara in copertina.


la colonna sonora
Tom Odell. Il cantautore inglese è al secondo disco, colonna sonora dell'anno.


il titolo più bello
Arthur C. Clarke: Le guide del tramonto.


miglior racconto


Special Guest: Anarchy in Us!
Frank Herbert: I figli di Dune.

Terzo libro della serie di Dune. La densità degli argomenti trattati è tanta: molte idee, tante le condivido, altre no. Fa ciò che deve fare un classico della fantascienza.