martedì 8 agosto 2017

Letture di Aprile.

L'aprile passato è stato un mese molto scarso in fatto di letture, perfettamente diviso a metà per quanto riguarda il mero piacere della lettura e questo ha influito. Quando fai fatica ad andare avanti con un libro le strade sono due: tiri avanti e ci metti un sacco o abbandoni. Io faccio fatica ad abbandonare i libri, mi dispiace, sebbene Pennac nel suo Come un romanzo, ci autorizzi a lasciar perdere se un libro non ci ha preso entro un centinaio di pagine, non riesco. È più forte di me.

Frank Herbert: I figli di Dune.
Terzo volume della saga di Dune. Molto bello, non un momento di noia, denso di contenuti dalla religione alla politica alle regole sociali. Il bello della saga di Herbert è che va a fondo alle questioni, non si tira indietro diventando in qualche momento molto complesso ma piacevole da leggere. Lo fa con una scrittura fantastica, che ti lascia a bocca aperta. Ti impegna ma quando arrivi alla fine hai una bella soddisfazione.

Jon Kalman Stefansson; I pesci non hanno gambe.
La seconda metà del mese l'ho dedicata al romanzo di Stefansson. All'inizio sono rimasto affascinato dalla sua scrittura, molto bella, elegante, evocativa delle ambientazioni islandesi raccontate dall'autore. La trama si è fatta fin da subito seria, con rari momenti per tirare il fiato e forse è questo che mi ha causato fatica, la storia della famiglia raccontata nel romanzo ad ogni pagina precipitava sempre di più in un abisso di tristezza, mi ci sono volute due settimane per arrivare alla fine e per me sono tante con libri non troppo lunghi. Non era il momento giusto per leggere questo libro, un peccato perché merita, non ero nella giusta disposizione d'animo per affrontarlo e è pesato sulla lettura e sul giudizio finale.

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