domenica 2 luglio 2017

Letture di Febbraio.

Febbraio ricalca un po' quello che è stato gennaio in fatto di letture: tre libri, due di ottima qualità e una delusione.

Arthur C. Clarke: Le guide del tramonto.
È stata la prima volta che leggevo Clarke, da amante della fantascienza concordo sul fatto che fosse una grave mancanza. Detto questo non posso che iniziare a sperticarmi in lodi: la scrittura è asciutta ma solida, mi sono piaciute molto le ambientazioni e non si sente per niente il peso degli anni sul libro, è stato scritto all'inizio degli anni cinquanta. La cosa che più mi ha colpito è stata la storia. Ha iniziato ad andare in una certa direzione e si è conclusa in maniera inaspettata, mi ha sorpreso molto. Il mistero in parte alla fine si è svelato ma lasciando comunque una certa dose di domande.

Stephen King: La chiamata dei tre.
Mi ci sono voluti anni per venire a patti con la serie de La torre nera. Il primo l'avevo letto tanti anni fa e non mi era piaciuto molto. L'avevo trovato lento, la storia non mi aveva preso granché. Succede con i libri di King: a volte trovi romanzi poco riusciti.
Tutti i miei amici amanti del Re e della Torre mi dicevano: vai avanti. E finalmente l'ho fatto. E mi sono ritrovato un bel romanzo tra le mani. Mi ha appassionato, mi sono divertito a leggere e ho ritrovato tutti gli elementi che fanno di King uno dei miei scrittori preferiti. Sono molto contento di essere riuscito ad andare avanti e sicuramente continuerò a leggere la serie.

Bill Bryson: America perduta.
Questo libro l'ho puntato anni e anni fa, non ero ancora riuscito a leggerlo. La curiosità era tanta, ci tenevo tanto a fare il giro degli Stati Uniti con Bryson. Purtroppo le aspettative non sono state soddisfate.
Mi sono annoiato, ho fatto un enorme fatica ad arrivare alla fine, tanto che ho pensato di mollarlo intorno alla metà. Alla fine il difetto più grande di questo libro è che ridotto all'osso è una mera elencazione di località con qualche cenno sulle medesime. Vero che Bryson inframezza con racconti di quando era bambino e faceva lunghi viaggi in macchina con la famiglia, non serve comunque a risollevare le sorti del libro.

Un peccato.

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