sabato 25 febbraio 2017

UScar 2016.

Come ogni anno con il mio gruppo di lettura compiliamo la nostra personalissima scheda sulle letture dell'anno passato.
In quest'ultima edizione si è verificato un mezzo miracolo con Harry Potter e la maledizione dell'erede che insieme a La fortezza della solitudine di Jonathan Lethem hanno racimolato ben due voti ognuno.
In realtà le schede sono state numerose ma l'ecletticità dei nostri gusti fa si che ognuno legge cose lontane e diverse dagli altri. Alla fine con la scusa delle schede cogliamo suggerimenti, ci annotiamo libri che ci erano sfuggiti o che ancora non abbiamo letto.
Ecco la mia scheda del 2016.

The nominees are:
- i cinque libri migliori dell'anno

Jack Thorne: Harry Potter and the cursed child.
La magia funziona ancora. Mi ha catturato, mi ha tenuto incollato alla pagina, mi ha emozionato, mi ha fatto ridere, mi ha riportato a quando lessi Harry Potter per la prima volta.

Carlo Rovelli: Sette brevi lezioni di fisica.
È giusto un accenno di fisica. Pochi concetti spiegati con tale chiarezza tanto che li ho capiti pure io che al liceo dovetti andare a ripetizione perché non mi entrava in testa. L'ultimo capitolo mi ha lasciato a bocca aperta per quanto è bello.

Giacomo Bevilacqua: Il suono del mondo a memoria.
Per la prima volta una graphic novel si guadagna il podio. Mi sono così identificato nella trama, i protagonisti e i luoghi che quando ho chiuso il libro ho sentito un piccolo vuoto. Ogni tanto ancora ci ripenso. Bellissimo. E i disegni sono spettacolari.

Nick Hornby: Funny Girl.
Credo che sia una delle cose migliori che Nick Hornby abbia scritto. Mi sono divertito, mi ha fatto riflettere e ha trattato temi che mi affascinano. Le storie dei protagonisti mi hanno commosso alla fine. Un bellissimo romanzo.

Jonatham Lethem: La fortezza della solitudine.
La potenza della scrittura di Lethem è indubitabile. La storia mi è piaciuta tantissimo e la sua costruzione mi ha sorpreso. L'ho letto in una settimana: avrebbe voluto un po' più tempo per essere letto e per goderne meglio le qualità che ha.

più, categorie speciali:
- il peggiore libro dell'anno

Nicolas Barreau: La ricetta dell'amore.
Una delle cose peggiori lette nel 2016, come si fa a pubblicare certe porcherie? Boh!

la sorpresa
Zerocalcare: Un polpo alla gola.
Era la prima volta che lo leggevo. Bello, bello. Essendo della stessa generazione dell'autore, i riferimenti li ho colti tutti perché siamo cresciuti quasi con le stesse cose. Quasi malinconico per certi versi, il resto è stato una bella risata dall'inizio alla fine.

la delusione
John Green: Teorema Cathrine
Mi sarei aspettato qualcosa di più. Gli altri due romanzi di John, Città di carta e Colpa delle stelle, mi erano piaciuti molto, qua ho fatto un po' fatica ad arrivare alla fine. Ho provato pochissima empatia per il protagonista.

il più romantico
John Green – David Levithan: Will ti presento Will
Will e Will sono omonimi. Uno etero e l'altro gay. La storia del secondo Wil, di come si innamora per la prima volta, l'ho trovata romantica. Il romanzo è apparentemente leggero ma ha dei momenti in cui da da pensare. Fresco e veloce.

il libro che ci ha fatto ridere
Francesco Abate: Mia madre e altre catastrofi.
Francesco Abate è un giornalista, scrittore sardo che scrive cose molto belle ma anche molto divertenti. Questo libro riporta alcuni dei dialoghi con la mamma avuti durante la sua vita. Fa molto ridere.

il libro che ci ha fatto piangere
Jacqueline Carey: Saints Astray
Non piangere, ma sicuramente sul finale mi ha commosso. Ah! La forza delle donne cosa può fare. 

miglior personaggio maschile
Mahnmut da Europa (satellite gioviano) da Olympos di Dan Simmons
Leggere Ilium e Olympos, in inglese, è stato un viaggio lungo e fantastico. Mahnmut è il personaggio che mi ha preso di più, ogni volta che citava Shakespeare mi strappava una risata. I dialoghi tra lui e Orphu di Io sono una delle cose migliori nei due libri.

miglior personaggio femminile
Loup Garron da Saint Olivia di Jacqueline Carey
Riesce con la sua forza a cambiare il verso della storia. La forza delle donne è incredibile, la storia di Loup lo è altrettanto. 

miglior autore
Licia Troisi.
Ho letto cinque suoi libri quest'anno passato. Ha una bella scrittura, chiara e veloce e costruisce storie che non ti tengono legato alle pagine.

la copertina più bella
Licia Troisi: Dove va a finire il cielo.

la colonna sonora
Postmodern Jukebox

il titolo più bello
Giacomo Bevilacqua: Il suono del mondo a memoria.

miglior racconto
I pescatori di Cork. Leonardo Guzzo: Le radici del mare

Special Guest: Anarchy in Us!
Felicia Day: You're never weird on the internet (almost)
Felicia è uno dei miei punti di riferimento, ha scritto di se, di come è cresciuta e di cosa ci è voluto per trasformarla nella persona che è oggi. Non solo attrice, ma imprenditrice, creatrice. Non poteva non scrivere un libro con il titolo: Non sei mai strano su internet (quasi) perché grazie alla rete ognuno di noi può trovare la propria comunità dove poter essere stessi senza essere giudicati e dove potersi sentire a casa. (Us)