venerdì 20 maggio 2016

Letture di Aprile.

Un po' in ritardo per le letture di Aprile, ma ci siamo.

Muriel Barbery: L'eleganza del riccio.
Molto bello se non fosse stato per quel finale. La domanda che alla fine della lettura sorge spontanea è perché. C'era bisogno di quel finale? Mi domando: ma per un momento di felicità è necessario pagare un prezzo così alto? A quel punto ne vale la pena di essere felici?
Il libro è comunque molto ben scritto e sfida il lettore con i suoi temi. Capisco il successo del libro.

Stephen Hawking: Dal big bang ai buchi neri.
Come mi aspettavo, dopo un inizio agevole, si addentra nella seconda parte del libro in territorio un po' più tecnico e si fa un po' fatica. Bisogna impegnarsi, ma va bene. La lettura di questo libro l'ho trovata affascinante e mi ha lasciato qualche idea che ancora oggi rimastico di continuo.

Charles Dickens: Un canto di natale.
Un classico. La storia la conoscevo, l'avrò vista e letta in mille salse. Leggere l'originale è stato interessante. La scrittura di Dickens è sempre stata molto efficace, è stato un ritrovarsi per me.

David Levithan e John Green: Will ti presento Will.
L'idea che ho avuto durante la lettura di questo libro è stata: perché non c'erano testi così quando ero adolescente io? Non che sarebbe cambiato troppo ma mi avrebbe aiutato a destreggiarmi e magari a fare qualche figura di merda in meno. Mi è piaciuto molto perché i due autori vanno dritti al punto, non prendono in giro i lettori. La scrittura è velocissima, piacevole, difficile staccarsi dalle pagine.

Jonathan Lethem: La fortezza della solitudine.
Alla fortezza ci ho girato intorno per anni, sapevo che era uno di quei libri che devi assolutamente leggere. Un po' perché è difficile da trovare, un po' perché come dico sempre ogni libro ha il suo momento, ci ho messo un po' per decidere di leggerlo. Non mi sono pentito.
È un libro fantastico, la scrittura è la parte migliora. Non si può leggere se l'attenzione non è alta perché ogni parola, ogni frase pesano come macigni. Vedere i protagonisti crescere, fare il viaggio attraverso la vita con loro è stata un'esperienza forte. Alla fine Lethem lega tutti i fili e ci consegna un ottimo finale. Un grandissimo scrittore, uno dei romanzi migliori della letteratura americana degli ultimi quindi anni.