domenica 10 aprile 2016

With a little help from my friends.

Di crowfunding ne ho già parlato in alcuni post.
Sono a favore perché non è un dare giusto per dare ma perché in ritorno, almeno per le raccolte che ho seguito io, ne sono venuti fuori dell'ottimo intrattenimento e dell'ottima informazione.
La scelta è libera: questo è il mio progetto, se ti fidi di me, ti piace ciò che faccio e vuoi contribuire ecco il modo. Ti fa sentire parte di una comunità che, nonostante sia sparsa per il mondo, ha creato qualcosa che resterà.
Poi ci sono i casi diversi. Le volte che mi è capitato di passare attraverso Gofundme in rete, è stato quando qualcuno aveva bisogno di una mano disinteressata, una mano capace di dare. Di solito dagli Stati Uniti e servono ad aiutare chi si trova a dover affrontare le alte spese sanitarie che in quel paese ti possono mandare fallito in un momento. Confesso che le ho sempre guardate con una certa distanza, sono cose che capitano ad altri. È inevitabile, credo, non si può sempre caricarsi pesi più grandi di quanto le proprie spalle possano portare.
Poi ci sono i casi un cui questi bisogni, non sanitari per fortuna, capitano più vicini a te, a persone che conosci anche se solo virtualmente perché ci sono mondi che amate, che condividete e che vi uniscono più di tante altre cose. Voi non siete nerds ma sono sicuro che siete capaci di trovare sintonia con una persona grazie alla vostra squadra di calcio e quindi so che mi capite.
Confesso che in questi casi, casi in cui accade qualcosa che crea difficoltà, fastidi e momenti tristi, mi trovo spesso in imbarazzo perché so che non posso fare molto. Certo, so che una parola di conforto non guasta ma so che spesso non basta.
Poi c'è il coraggio di condividere i propri guai con il mondo. So che in tempi in cui si condividono anche le proprie evacuazioni mattutine può non sembrare coraggioso, ma non è così. Ci sono persone che provano ancora oggi una cosa strana per tanti che si chiama pudore.
È un'emozione che conosco. Si ha pudore a mettere i propri fatti in piazza, si ha pudore a dover raccontare di se così pubblicamente e quando una persona che ha pudore arriva a questo punto significa che tutte le strade possibili si sono esaurite.
Il mio amico Sergio ha allungato quella mano, nel mio piccolo non posso fare di più che provare a condividere, scriverne è il mio modo per fare da eco alla sua voce. La sua storia la racconta meglio lui di me e ascoltarla non costa niente se non qualche minuto del vostro tempo. Grazie.


Letture di Marzo.

Anche per il mese di marzo continua il trend di letture numerose, anche nel mese di marzo ho baratto leggendo cose molto corte, tranne due. Un mese comunque positivo con un picco qualitativo che non mi aspettavo.

Terry Goodkind: Il terzo regno.
Sono alla tredicesima storia di Richard e Kahlan e ancora non mi sono stancato. Anche questa mi è piaciuta molto e ha introdotto tutta una serie di personaggi e elementi che non mi sarei aspettato. E poi e sempre bello ritrovare i protagonisti che tanto amo, anche quando, come in questo caso, il finale si rivela amaro. Ho già il prossimo pronto per essere letto e sarà tra le letture estive. Voglio sapere come continua la storia.

Francesco Abate: Mia madre e altre catastrofi.
Un piccolo libro molto divertente. Piccoli pezzi di vita, il rapporto dello scrittore con la mamma. Esilarante con qualche momento che da da pensare.

J.K. Rowling: Il quidditch attraverso i secoli.
Piccolo tuffo nel mondo di Harry Potter. Magico come al solito, troppo breve.

Nick Hornby: Funny girl.
La sorpresa qualitativa del mese e non perché non abbia fiducia in Nick, tutt'altro, io sono quello che ha amato anche i romanzi considerati generalmente meno riusciti.
Funny girl ha una bella storia, è ben scritto, è divertente, è riflessivo e tratta temi molto attuali sebbene sia ambientato negli anni sessanta. Racconta di come si facevano e come si fanno le serie tv, i metodi quelli sono. Un ottimo libro.

J.K. Rowling: Animali fantastici: dove trovarli.
Una piccola delusione. Come ho avuto modo di dire già in passato io non amo le cose brevi, quando poi diventano mere elencazioni come in questo caso: faccio una fatica bestiale, giusto per stare in tema.
Questa volta la magia non è bastata. Ho idea che questo sarà uno di quei rari casi in cui il film sarà meglio del libro e deve ancora uscire.

Helene Hanff: 84, charing cross road.

Un bellissimo regalo che ho ricevuto, un piccolo gioiello dedicato all'amore per i libri e per la lettura. Un bel rapporto inaspettato, virtuale ante literam visto che è un romanzo epistolare. È breve, corrette a cercarlo e leggetelo, non vene pentirette.