sabato 5 marzo 2016

Letture di Febbraio.

Questo mese di febbraio si è rivelato, dal punto di vista delle letture, eccezionale per due motivi: il primo perché c'è una rilettura e per me sono rarissime. Il secondo motivo è che ho letto sette libri e non mi capitava da un sacco di tempo. Ad onor del vero ho letto cose brevi, ma tant'è.
Ecco due parole di commento.

Adelle Waldman: Amori e disamori di Nathaniel P.
Bello. Me lo aspettavo più leggero e invece si è rivelato più addentro alle relazioni del protagonista che ho trovato a tratti stronzo e supponente e a tratti non proprio sicuro di sapere cosa voleva. Il tutto ambientato nell'ambiente letterario di New York. Un ottima lettura e una scrittrice che leggerò di nuovo. Sottolineo un particolare: donna che descrive il punto di vista maschile. Particolarmente azzecato.


Zerocalcare: un polpo alla gola.
Era la prima volta che leggevo Zerocalcare e mi è piaciuto molto. L'ho preso a caso tra i suoi libri e solo perché in quarta di copertina c'era Jeeg Robot. Bella storia, bei disegni, ma la cosa che più mi ha colpito sono i mille riferimenti a cose che ho amato e che amo tanto ancora oggi. Si vede che siamo della stessa generazione. Sicuramente leggerò altro di suo.


Nick Hornby: Alta fedeltà.
Rilettura. Me lo ricordavo più scemo e maggiormente dedicato alla musica invece ci ho trovato dentro molto di più. (QUI in dettaglio)


Leonardo Guzzo: Le radici del mare.
libro di racconti dedicati al mare. Alcuni molto belli, altri non tanto. Il mio problema è che io non amo la forma racconto quindi è difficile che mi entusiasmi molto. Il libro è comunque scritto molto bene. Prometto che a breve gli dedicherò un post tutto suo, lo merita.


Tess Gerritssen: Sparizione.
Cercato in lungo e in largo, finalmente lo trovo e l'attesa ne è valsa la pena perché mi è piaciuto molto. Un bel thriller teso come non ne leggevo da tempo e senza un attimo per respirare.


Nicolas Barreau: La ricetta del vero amore.
Premessa: con il mio gruppo di lettura stiamo facendo un giochino che mi ha “costretto” a leggere questo libro.
Ho dato due stelle e credo di essere stato pure generoso. Ma se io mi proponessi ad un editore con una cosa così secondo voi che succede? Che mi manda a cagare in due secondi e mi consiglia di zappare la terra. Una scemenza assurda, manco fosse stato scritto da un quindicenne incapace di capire e esprimere a pieno le proprie emozioni. Scemo, che più scemo non si può.
E siccome vorrebbe puntare ad un pubblico femminile mi domando se chi l'ha scritto e chi l'ha pubblicato pensino che le donne siano così sceme, perché io ne conosco una caterva e di sceme non ce n'è una. Insultante.


Carlo Rovelli: Sette brevi lezioni di fisica.
Un breve percorso tra i principi generali della fisica. Scritto molto bene, con un linguaggio appropriato alla materia ma non complesso ne semplicistico. Si fa capire con molta chiarezza. L'ultimo capitolo è il vero gioiello, la dice lunga su di noi come specie che fluttuiamo su questo sasso nelle infinite distese dello spazio. Leggetelo, fatevi questo regalo.


È il miglior libro che abbia letto quest'anno, una piccola meraviglia da conservare e rileggere ogni tanto. Per la serie: leggere regala felicità.

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