giovedì 18 febbraio 2016

Alta fedeltà.

Con il mio gruppo di lettura all'inizio dell'anno abbiamo messo su un giochino per aggiungere qualche brivido alle nostre letture e per aiutarci a smaltire le imponenti pile di libri che abbiamo in attesa di essere letti. A questo giro mi è capitata una rilettura.
Ora, è necessaria una premessa: io detesto le riletture. In vita mia quelle che ho fatto si possono contare sulle dita di una mano. Quando conosco già la storia e dove va a parare io mi annoio. Sono arrivato, per fregare il mio cervello, a rileggere Harry Potter in inglese per dargli una parvenza di novità. È uno dei motivi per i quali ancora non ho avuto il coraggio di rileggere Il signore degli anelli.
Con Alta fedeltà, però, non ho fatto la fatica che temevo. Credo che abbia contribuito il fatto che molti particolari del libro non li ricordavo. Non so esattamente quanti anni sono passati da quando l'ho letto ma credo di poter dire meno di venti, quando uscì, e poco più di quindici, quando ho iniziato a leggere con i ritmi e la curiosità di oggi.
Certo, ricordavo la storia delle classifiche, ricordavo il negozio di dischi, ricordavo i problemi di Rob con le donne. Ricordo di aver visto il film con John Cusack e Jack Black. E qui si fermano i miei ricordi.
A rimanere in superficie la storia delle classifiche credo sia quella che resta più in testa. I tuoi cinque gruppi preferiti di tutti i tempi: Aerosmith, Pearl Jam, Queen, Guns 'n' Roses e System of a Down. I tuoi cinque libri preferiti: Stand by me di Stephen King, Il signore degli anelli di Tolkien, Il druido di Shannara di Terry Brooks, Harry Potter e la pietra filosofale di J. K. Rowling, Il momento di uccidere di John Grisham...
Il gioco è infinito e potrei andare avanti per pagine e pagine.
Le cose cambiano però. Ne scrivo perché mi è piaciuto molto vedere cosa allora mi aveva conquistato del libro e cosa oggi ha attirato maggiormente la mia attenzione.
Della prima lettura ricordo sicuramente la musica e la conoscenza enciclopedica, almeno a me sembrava così, dei protagonisti. In qualche modo anche io ero così, con i miei gruppi e cantanti preferiti, la puzza sotto il naso e la pretesa di saperne più di tutti.
Ho sempre avuto una natura ossessiva e nella musica si manifestava cercando di conoscere e ascoltare tutto quello che il gruppo e/o il cantante che mi appassionava in quel momento aveva prodotto. Non c'era internet, le uniche fonti erano i giornali musicali, un po' di tv e gli amici che ti passavano una cassettina con il disco che ti mancava.
La compilazione delle cassettine, successivamente dei cd, sono stati una scienza nella quale mi bullavo di essere bravo. Oh! Le combinazioni che provavo. Da perderci i pomeriggi, però la soddisfazione di farle ascoltare era tanta. Poter vivere dentro un negozio di dischi, come oggi dentro una libreria, era un sogno. Come oggi mi appassiona entrare in una libreria, allora mi perdevo dietro i piccoli negozi e i grandi megastore. Oggi sono pochi i sopravvissuti, neanche fosse trascorso un secolo da allora.
Nick Hornby parlava di me e di quelli della mia generazione.
Del particolare dei problemi sentimentali del protagonista, delle sue avventure amorose non mi ricordavo una virgola.
Ecco, dei risvolti romantici/sessuali della vita di Rob non ne ho ricordo. Non ricordo se la mia inesperienza mi avesse spinto a leggere tutta quella parte con una certa pruriginosità oppure me la ridevo sotto i baffi per via dei neanche tanto sottintesi sessuali.
Una mia cara amica mi ha scritto una cosa a proposito di questo libro qualche giorno fa: “I libri crescono assieme a noi". È così.
Mi sono ritrovato a pensare che lui fosse uno stronzo per come si comportava con la fidanzata, poi ex e poi ancora insieme. Mi sono ritrovato a pensare alla sua immaturità e alla sua paura all'impegno nonostante lui ami Laura e tanto.
Si può dire che Alta fedeltà, secondo me, sia un romanzo di crescita sentimentale. Probabilmente per via dell'età in comune ho trovato maggiori affinità con questa parte del romanzo piuttosto che con la parte un po' più ludica e cazzara.

E sono sicuro di una cosa: se Rob, Dick e soprattutto Barry sapessero cosa ascolto oggi mi sbatterebero fuori dal negozio senza possibilità di redenzione.


domenica 7 febbraio 2016

Letture di Gennaio.

Eccoci al primo resoconto dell'anno. Breve perché sono riuscito a leggere solo tre libri.

Justin Cronin: Il passaggio.
Me l'ha consigliato la stessa persona che mi ha consigliato Ilium di Dan Simmons e la trilogia The Magicians di Lev Grossman. Fino ad ora sono soddisfatto.
Il passaggio è un buon romanzo post-apocalittico. Mi è piaciuto molto il fatto che Cronin spieghi nel dettaglio come si è arrivati alla quasi estinzione del genere umano. Il primo terzo pone le basi, poi cambia completamente e con l'introduzione di nuovi personaggi sviluppa la storia.
Nonostante le sue 885 pagine scorre bene, intrattiene e ti fa venir voglia di arrivare alla fine per sapere come si conclude. Il finale resta un po' aperto per i miei gusti, ma si può soprassedere.

Gary Russell: The glamour chase. (Doctor Who)
Un bel romanzo dedicato al Dottore. Qui siamo ancora ai tempi di Eleven, Amy e Rory. È stato piacevole ritrovarli tutti e tre. Nella mia testa risuonavano le voci di Matt, Karen e Arthur mentre leggevo. Bellissimo.

Licia Troisi: La clessidra di Aldibah.
Continuo a leggere la pentalogia de La ragazza drago. Questo terzo volume fino ad ora si è rivelato il migliore. C'è un pizzico di viaggio nel tempo con le sue implicazioni, le protagoniste sono cresciute ulteriormente e ci sono due nuovi personaggi molto interessanti. Le posta in gioco si alza, questa cosa mi è piaciuta molto.