domenica 10 gennaio 2016

UScar 2015.

Come ogni anno con il mio gruppo di lettura tentiamo di stilare una piccola e personalissima classifica dei libri che ci sono piaciuti. Non credo che ci saranno vincitori, non ci sono quasi mai. I nostri gusti sono così diversi che riusciamo a non far raggiungere a nessun libro i due voti in grado di farlo vincere. Alla fine è una scusa per vedere cosa ci ha colpiti e per consigliare agli altri libri che possono essere interessanti.
Ecco la mia scheda.

The nominees are:
- i cinque libri migliori dell'anno


Andy Weir: The Martian (Sopravvissuto)
il libro migliore dell'anno per le emozioni che mi ha suscitato. Avevo una mezza idea del finale perché me l'hanno rovinato con la pubblicità del film, che devo ancora vedere, ma nonostante questo mi sono divertito, ho avuto paura per il protagonista, mi sono entusiasmato per i suoi successi e mi ha emozionato il fatto che non abbia perso la sua umanità. Letto in tre giorni, non riuscivo letteralmente a staccarmi.

Douglas Adams: Il salmone del dubbio.
L'ultima cosa scritta dallo scrittore inglese e se è possibile il rimpianto per la sua perdita aumenta considerevolmente. La prima parte del libro è composta da scritti, articoli, brevi note di varia natura: era avanti nel prevedere tante cose.
La seconda parte sono le prime pagine del terzo romanzo riguardante Dirk Gently. Le premesse per una storia fantastica c'erano tutte. Un grande.

Primo Levi: Se questo è un uomo.
Era una lacuna che andava colmata. Come tanti libri mitizzati nella mia testa mi ero fatto una certa idea di questo libro. Sapevo che era importante, sapevo di cosa parlava, sapevo che andava letto, non avevo ancora avuto voglia e modo di farlo.
La lettura ha smontato l'idea preconcetta che avevo. Il tono quasi distaccato, scientifico quasi nel raccontare mi è piaciuto tanto. Levi racconta tutto, non indietreggia davanti a niente ma lo fa senza indugiare sui particolari raccapriccianti. L'esergo è meraviglioso, va da se. Le risposte alle domande frequenti che ha ricevuto, sono un altrettanto esempio di pacatezza e intelligenza. È stato un bene averlo letto ora, ho la testa e gli strumenti per capirlo al meglio.

Marco Missiroli: Atti osceni in luogo privato.
Non è un libro erotico, sebbene la tematica sia presente e nel libro abbia una presenta importante. Non è una novità nel campo dei romanzi di formazione. Quello che mi è piaciuto tantissimo è la scrittura. La scrittura è potente, ricercata, mai fine a se stessa, mai una parola in più. Si sente che dietro c'è stato un lavoro certosino, per questo è stato un piacere leggerlo. Sono rari i libri così.

J.K. Rowling: Harry Potter 3 e 4.
Sto rileggendo i libri della Rowling in inglese e ogni volta la magia si ripete.

più, categorie speciali:
- il peggiore libro dell'anno

Anne Rice: Estasi.
Il terzo della trilogia zozza della mia Annina fa veramente pena.

-la sorpresa
John Green: Città di carta.
Non mi aspettavo che questo libro etichettato come “letteratura per giovani adulti” mi prendesse così tanto. La seconda parte mi ha conquistato, molto originale.
-la delusione
Gary Shteyngart: Storia d'amore vera e supertriste.
Un mondo ben costruito ma poi si perde dietro a personaggi insulsi e ad un linguaggio da sempliciotti. Peccato.

-il più romantico
Jacqueline Carey: Poison Fruit.
Perché la storia d'amore tra i due protagonisti si conclude come volevo io fin dall'inizio della trilogia.

-il libro che ci ha fatto ridere
Terry Pratchett: Tartarughe divine.
Il più arguto, il più divertente.

-il libro che ci ha fatto piangere

Andy Weir: The martian.
Non piangere ma mi sono commosso.

-miglior personaggio maschile
Riley da Forever Man di Eoin Colfer.

-miglior personaggio femminile

Daisy Johanssen dalla trilogia Agent of Hel di Jacqueline Carey.


-miglior autore
Andy Weir.


l-a copertina più bella
S. di Gipi.


-la colonna sonora
quest'anno in due l'hanno fatta da padroni nei miei ascolti: Tom Odell e Damien Rice


-il titolo più bello
Non temete per noi la nostra vita sarà meravigliosa di Mario Calabresi.


-miglior racconto
Le nonne di Doris Lessing.
Il libro ha quattro racconti, il primo che da il titolo al libro è quello che mi è piaciuto di più. Sarà che avevo in testa il bel film con Robin Wright e Naomi Watts. È strano che io riesca ad apprezzare i racconti, sono la forma narrativa che mi prende di meno. Doris Lessing si meritava la menzione.


Special Guest: Anarchy in Us!

Terry Pratchett perché ho letto due suoi libri nel 2015 e la sua scomparsa si sente.

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