venerdì 29 gennaio 2016

Unioni civili.

Inizio questo post mettendo in fila un po' di cose degli ultimi giorni.
Una persona che stimo molto l'altro giorno su Facebook si lamentava dei toni accesi che entrambi gli schieramenti stavano e stanno usando sull'argomento, soprattutto si è irritata del trattamento che le cosiddette “famiglie tradizionali” stavano ricevendo dal campo avverso. A me l'immagine tratta da Shining con la scritta family day mi ha fatto molto ridere ma capisco l'irritazione di chi dice: “questa non è la mia famiglia”. Per inciso, io e questa persona su alcuni aspetti del DDL Cirinnà non la pensiamo allo stesso modo. Questo non toglie ci possa essere un confronto civile.
Su twitter due sere fa giravano appelli a non alzare i toni durante il family day di sabato, perché dare agli oppositori della legge un motivo per aver ragione di qualcosa?
Su Vanity Fair, settimanale a favore fin dalla prima ora, sono apparsi due articoli che mi sono piaciuti molto: uno di Daria Bignardi nel quale la giornalista si oppone alla logica da derby, in Italia ce l'abbiamo nel dna. In soldoni non è un noi contro loro ma una legge per sanare le situazioni di fatto dove l'amore c'è già. (QUI)
Il secondo è una lettera - appello ai parlamentari scritta da Carlo G. Gabardini, molto sentita e dai toni pacati ma con dei ragionamenti ineccepibili, senza trascurare anche un po' di diritto. (QUI)
Da ultimo: oggi mi sono ritrovato a cliccare mi piace su un articolo de Il Post nel quale si segnala il breve intervento al Senato di Sandro Bondi. Oh! Non ci crederete ma le parole che ha usato non solo le ho condivise ma le ho trovate anche sagge. (starà finendo il mondo?) (QUI)
In questo blog ne avevo già parlato tempo fa, (QUI - QUI) avevo già detto come la pensavo, lo ribadisco. Sono a favore, non solo delle unioni civili, ma dell'equiparazione del matrimonio con tutti i diritti e i doveri che questo comporta. 
Io credo con forza che una società aperta, libera per i suoi membri di perseguire il proprio sentire, una società senza paura sia una società migliore, essa dovrebbe essere intollerante solo contro gli intolleranti. Una società così da a ognuno dei suoi membri la libertà di credere in qualsiasi dio vogliano credere, questo non dovrebbe limitare le libertà degli altri. Può apparire un principio scontato, dato per acquisito, ma da quello che si sente in giro in queste settimane mi sembra che siano in tanti a non riconoscersi in esso.
Sono passati quattro anni da quando ho scritto sull'argomento, ero molto pessimista che in Italia succedesse qualcosa. Nel frattempo molti altri stati occidentali hanno approvato le unioni o i matrimoni per le persone dello stesso sesso e non sono andati in rovina e non è arrivata l'apocalisse, ognuno continua a condurre la propria vita come prima.
Alla fine credo che sia giusto scriverne perché credo che “noi eterosessuali” che ci diciamo a favore dovremmo far sentire maggiormente la nostra voce: “oh! Ci siamo anche noi e non siamo d'accordo con le frange bigotte e intransigenti del paese. Approviamo questa legge, molto blanda, e andiamo avanti”.

Come disse quello: my two cents.

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