venerdì 14 agosto 2015

Cose di mezza estate.

Piccolo post per raccontare di un po' di cose belle alle quali ho assistito.
Concerto di Carmen Consoli a Cagliari, mi sono divertito un casino, ha suonato in un trio di tutte donne: lei voce e chitarra e una bassista e una batterista. Sono state fantastiche, delle schiacciasassi, una Carmen in versione così rock non la sentivo da tempo e merita. Un'ottima artista. Ha fatto un sacco di pezzi che mi piacciono, ho ballato e cantato.
Unica nota negativa poco pubblico. L'arena era mezzo vuota. Meglio perché c'era un sacco di spazio per muoversi, peccato perché chi non c'è stato perché ha perso uno spettacolo coi fiochi.
Ho avuto modo di vedere dal vivo anche i Verdena: due ore di concerto senza un attimo di noia. Era anni che non li vedevo e un po' che non li seguo e non sapevo bene cosa aspettarmi e invece mi hanno soddisfatto non poco, una vera e propria macchina da guerra.
Chiudo il capitolo concerti con il più recente, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. Anche nel loro caso era la seconda volta che li vedevo dal vivo e ci hanno regalato una notte magica. Contrabbasso e voce, da brividi lungo la schiena. Peccato che quando hanno chiesto che pezzi volevamo io non abbia trovato il coraggio di urlare Come Together dei Beatles, la loro versione è qualcosa di spettacolare.
Mi hanno emozionato come non mi succedeva da un po' ad un concerto.

Poi c'è stato spazio per due presentazioni:
la prima quella di Gipi intervistato da Gepi Cucciari. Ne ho accennato nel post sui libri del mese, è stata una cosa molto interessante, lei ha fatto le domande giuste senza essere seriosa e Gipi ha raccontato cose interessanti. Ho avuto modo di ascoltarlo e poi leggerlo, un successo in somma.
Infine sono stato a sentire Daria Bignardi. Anche qui la soddisfazione per l'incontro è tanta, mi ha aiutato a capire meglio l'ultimo libro del quale mi erano rimaste alcune perplessità dopo la lettura.

Insomma quando posso e c'è la possibilità tento di andarmi a cercare cose capaci di stimolarmi e arricchirmi. Questa estate 2015 fino ad ora è stata più che positiva.

lunedì 10 agosto 2015

Letture di luglio.

Questo mese le letture sono state numerose e varie. Ho un po' baratto perché ho letto alcune cose brevi ma che valeva la pena leggere.

Daria Bignardi: Santa degli impossibili.
Il giudizio per questo libro è medio. Diciamo che il fatto di essere una novella non ha giocato a suo favore, come ho spesso scritto da queste parti non vado granché d'accordo con le cose brevi. Ancora una volta, come già in altri libri della Bignardi, c'è una donna scontenta della vita che ha, del marito e con cose irrisolte. Un po' di noia, almeno per me.
I lati positivi sono venuti fuori durante una presentazione alla quale ho assistito dove c'è stato spazio per l'autrice di elaborare un po' degli elementi del libro. Mi piace il fatto che sia un libro nel quale vengono fuori a distanza di tempo le piccole cose della vita, piccoli momenti dai grandi significati.

John Stephens: L'atlante di smeraldo.
A me datemi un libro fantasy e sono contento e mi diverto. Il libro di Stephens è abbastanza originale, mi ha divertito e alcuni degli elementi della storia mi hanno affascinato. Questo primo volume della trilogia ha un passo più adatto a degli adolescenti. Ho letto il secondo volume, ne parlerò alla fine di agosto, ma lo stacco narrativo, la crescita dei protagonisti che poi dovrebbe essere la crescita anche dei lettori è palpabile. Ho grandi aspettative per il terzo volume, un ottima trilogia senza dubbio.  

Anne rice: Abbandono.
Annina mia, che noia. Rispetto al primo libro della trilogia ci sono ripetizioni di momenti e stati d'animo, niente di originale sul fronte dei protagonisti e delle scelte che fanno.
C'è tanto sesso, ma ho trovati più erotici i libri sui vampiri dove il sesso non è così esplicito e comporta un maggiore coinvolgimento mentale. Solita avvertenza: sono libri scritti trent'anni fa e il tempo in parte si fa sentire.

Jacqueline Carey: Dark Currents.
Mi mancava leggere qualcosa della Carey, quindi sono andato direttamente alla fonte e mi sono preso il primo libro della serie Agent of Hel (con una sola l perché non si riferisce all'inferno) e devo dire che mi è piaciuto tantissimo. Ho ritrovato l'ottima scrittura dei precedenti romanzi, ho scoperto personaggi molto interessanti e ho apprezzato molto il fatto che magia e sopranaturale siano ambientati nel presente. Non vedo l'ora di poter leggere il secondo e il terzo volume.

John Green: Città di carta.
Io emotivamente devo essere rimasto un adolescente perché questo libro al termine della lettura mi ha lasciato una sorta di malinconia/tristezza. Il finale è giusto, l'avrei voluto forse diverso, ma non sarebbe stato originale come poi il libro è. Mi piace quando un libro ti coinvolge così tanto.

Gipi: S.
e poi alla fine sono riuscito a leggere qualcosa di Gipi. Ho girato per anni intorno a questo autore e per un motivo o per un altro non l'avevo mai letto. Ho rimediato grazie a una presentazione alla quale ho assistito che mi ha divertito molto. Ho preso S. consigliato dal mio libraio di fiducia e posso dire di essere molto soddisfatto della scelta. La cosa che più mi è piaciuta sono stati i disegni, secondo me la parte migliore, è comunque per i temi trattati e il modo in cui vengono trattati un ottimo libro.

Terry Goodkind: Debito di ossa.
Altra novella. Luglio il mese delle novelle. Debito di ossa è una sorta di prologo agli undici volumi de La spada della verità dove un evento in particolare viene descritto qui e là ma senza mai entrare nei particolari. In questo breve racconto si narra di quell'evento e di cosa successe. Molto bello, seppur troppo breve.

Primo Levi: Se questo è un uomo.
Ne avevo già parlato in un altro post qualche tempo fa: i libri importanti trovano il loro momento. Se questo è uomo non l'avevo mai letto, era una lacuna da colmare e finalmente ho deciso di farlo. I temi li conoscete, l'orrore di ciò che è successo è noto ma nonostante questo questa lettura mi è servita a sfatare i preconcetti che mi ero creato io nella mia testa su cosa avrei trovato dentro il libro stesso. La scrittura mi ha stupito tantissimo, il fatto di narrare quasi con un certo distacco quegli orrori mi ha reso la lettura più abbordabile. Non è pesante come si potrebbe immaginare, Levi non indugia troppo sui particolari di quegli orrori, eppure non ci risparmia niente. Un libro da leggere assolutamente.

Alla fine del libro nell'appendice ci sono delle domande alle quali l'autore risponde, domande che gli sono state rivolte spesso durante incontri in cui ha raccontato la sua esperienza. Questo passaggio mi ha colpito tantissimo, lo condivido perché dice cose nelle quali credo fortemente e fermamente.