mercoledì 3 giugno 2015

Letture di maggio.

Caro blog, scusa se ti ho trascurato, mi sei mancato. Riprendiamo le sane abitudini.
Maggio è stato un mese nel quale sono riuscito a leggere un po' più del trend che pare aver preso quest'anno. 4 libri, tre scrittori che conosco e amo e una scrittrice giapponese che se non fosse stato per un regalo non avrei mai letto.

Douglas Adams: Il salmone del dubbio.
Rimpianto e tristezza mi hanno accompagnato per tutta la lettura di questo libro. I vari brani che compongono la prima parte sono una testimonianza dell'intelligenza, dell'arguzia e della lungimiranza di Douglas Adams. La seconda parte con le prime pagine cento de Il salmone del dubbio, terza avventura di Dirk Gently, mi ha fatto impazzire. Sono le basi per quello che sarebbe potuto essere un grandissimo romanzo e che purtroppo non lo diventeranno mai. Manca al giorno d'oggi la voce di Adams, possiamo provare ad armarci di asciugamano e provare a non farci prendere dal panico ma senza di lui non è la stessa cosa.

Kathy Reichs: Le ossa dei perduti.
Avevo bisogno di familiarità e conforto dopo la lettura di Adams, nonostante si parli di omicidi, e il penultimo libro della Reichs faceva al caso mio. Mi piace tanto tornare a far visita a Temperance almeno una volta all'anno. Sapere come stanno tutti e cosa combinano. E certo c'è sempre il solito omicidio da risolvere e questa volta c'è anche un twist che, ho idea, avrà ripercussioni nel prossimo romanzo, che non vedo l'ora di leggere.

Cecilia Randall: Millennio di fuoco, Raivo.
Ho iniziato l'anno con Cecilia Randall e avevo da leggere ancora la seconda parte. Mi è piaciuta tanto, mi è piaciuto come la scrittrice italiana ha sviluppato la trama, non me lo aspettavo. Avrei detto che il finale sarebbe stato più cruento. Un ottima prova e lasciatemi dire che il fantasy italiano è in buone mani.

Yoko Ogawa: La formula del professore.
Per la manifestazione Io leggo perché una mia carissima amica mi ha regalato questo romanzo molto carino, delicato e che suscita tenerezza. Parla dell'amicizia tra due persone che sono molto differenti tra di loro ma che trovano punti in comune sui quali costruire questo strano rapporto. Non ci sono colpi di scena in questo romanzo, non ci sono cose strabilianti, solo il racconto di una storia.

In lettura ho Terry Brooks con il suo penultimo romanzo The high druid's blade. Mi sta piacendo molto, ne parlerò il mese prossimo.
Sabato parteciperò a quello che mi sembra un bell'incontro, spero di riuscire a dirne domenica.


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