lunedì 23 febbraio 2015

The Mentalist. Finale di serie.



(questo post potrebbe contenere possibili SPOILERS)

Un anno fa nel post sulla chiusura di alcune serie tv avevo manifestato il desiderio che chiudessero The Mentalist perché la delusione era tanta dopo sei anni di trama orizzontale che mi aveva tenuto con il fiato sospeso. Volevo fortemente sapere la vera identità di Red John e soprattutto mi aspettavo un avvincente duello finale fatto di sotterfugi e trovate impensate. Invece si risolse tutto con qualche merdoso piccione.
Ripeto: la delusione fu tanta che speravo che al termine della stagione, si era solo alla sesta puntata, chiudessero la serie. Una bella pietra tombale e tanti saluti. (sottinteso: un bel vaffanculo)
La sesta stagione è ripartita da quella sesta puntata, completamente da rifondare. Si sono concentrati più sulle trame verticali, dedicandosi maggiormente al caso della settimana, hanno introdotto nuovi personaggi e credo che la parte interessante fosse vederli interagire con le bizzarrie di Patrick.
Il resto di quella sesta stagione in finale non mi è dispiaciuto, prendevo quello che arrivava senza troppe aspettative, nell'ultima puntata c'è stato spazio anche per la dichiarazione d'amore di Patrick a Teresa. Abbastanza scontato ma ci stava, poteva essere quella la conclusione.
Quando poi l'anno scorso hanno annunciato che ci sarebbero state tredici puntate per chiudere definitamente ho sorriso e ho pensato vediamo cosa riescono a combinare.
Ebbene questa settima stagione non mi è affatto dispiaciuta: ho trovato modo di affezionarmi ad alcuni dei nuovi personaggi, le storie non erano male, c'è stato modo di osservare una accennata trama orizzontale. Il finale dei finali: matrimonio con cattura di eventuale serial killer, detta così sembra drammatica ma è stata piuttosto divertente.
Resta un piccolissimo rammarico per come hanno gestito quello che avevano per le mani: una grande storia che poteva stare nella storia delle serie tv e invece hanno sprecato malamente.

La citazione migliore di tutta la serie: "there is no such thing as psychic".

martedì 17 febbraio 2015

Serie concluse 2.

Avvertenza: questo post contiene grossi SPOILERS su alcune serie tv. Se non siete sicuri di voler leggere, fermatevi qui. Ci sono altri post nel blog che possono essere interessanti. Grazie.

Mi ricordavo di aver scritto un post simile qualche tempo fa, ho controllato e è stato circa un anno fa, marzo 2014. Facevo una sorta di bilancio delle serie tv che guardavo e che si erano concluse. (LINK)
Dopo un anno eccone un'altra infornata. 
Alcune come The Newsroom avrebbero bisogno di maggiore spazio e non è detto che non glielo dedichi, per il momento ecco qualche idea sparsa:

True blood: chi ha avuto la gentilezza di passare da queste parti negli ultimi tempi avrà potuto vedere che oltre alla serie tv, ho concluso la serie di libri dal quale è stata ispirata. Le basi sono comuni ma le direzioni completamente differenti. La conclusione dei libri, manco a dirlo, è migliore.
Le ultime stagioni sono state un'altalena di qualità: qualche puntata buona, qualcun'altra meno. Diciamo che alla fine mi ha spinto continuare a vederla la voglia di sapere come si sarebbe conclusa. Il finale di serie in se non è stato male ma c'è un buco enorme alla fine che resta lì, non viene chiarito, lascia l'amaro in bocca. Per sette anni ci hanno raccontato che Sookie stava bene con le creature sopranaturali perché non percependone i pensieri era libera di vivere quella o altre storie d'amore in libertà. Non ci dicono chi è la persona seduta accanto a lei alla cena del ringraziamento sul finale. Tralasciamo il fatto che alla prima puntata della stagione abbiano ucciso Tara, fuori inquadratura, come fosse stata una comparsa qualsiasi, hanno cercato di mitigare la cosa con una linea narrativa completamente insufficiente. Ho visto di peggio ma la delusione resta.

Sons of Anarchy: la saga dei motociclisti creata da Kurt Sutter si è conclusa come si sarebbe dovuta concludere: con la morte di Jax. Non c'era via di scampo e la pietra tombale l'ha messa la vendetta sulla mamma, quando spari in testa alla persona che ti ha messo al mondo non c'è modo di tornare indietro. Negli anni i miei sentimenti verso la serie sono stati contrastanti: a volte la voglia di vederla era tanta, altre volte nessuna, ogni volta mi divertivo comunque. La scrittura di Sutter è stata magnifica, poche volte ho odiato in maniera così viscerale due personaggi immaginari e pure lui è riuscito a suscitarmi queste emozioni. Una delle migliori cose viste negli ultimi anni.

The Newsroom: maledetto Aaron, solo tre stagioni. Quanto mi fa incavolare questa cosa. Sorkin ha un talento esagerato nello scrivere serie tv. Potremmo discutere per anni sulle scelte che fa, sopratutto sul comportamento dei protagonisti, ma questo signore sa scrivere e ogni volta crea famiglie alle quali ti affezioni e alle quali vorresti stare vicino, sia che si tratti di Sports Night, The West Wing, Studio 60 on the sunset strip o Newsroom, appunto.
In queste tre stagioni la serie della HBO ha esplorato alcuni aspetti del giornalismo, mettendone in luce positività e negatività. Ogni puntata mi lasciava con un bel vortice di pensieri: Capolavoro.

White Collar: la perfetta conclusione per una bella serie che mi ha fatto compagnia per più di cinque anni. Le avventure di Neal Caffrey mi hanno divertito, intrattenuto tra il serio e il faccetto.

Covert Affairs: Chiusura inaspettata per la serie ambientata nel mondo delle spie. Per fortuna siamo davanti a uno di quei finali che possono andar bene per una stagione oppure come finale di serie. Peccato perché a me piaceva e durante l'estate mi faceva una bella compagnia. Ah! I momenti di imbarazzo quando sentivo parlare in italiano. Mi veniva sempre da ridere, credo sia lo stesso se dovessi essere io a parlare in inglese.

Legend of Korra: sono poche le serie animate che hanno catturato la mia attenzione negli ultimi anni, Avatar the last airbender e Korra sono tra queste. Molto, molto bene scritta, disegnata da paura e con un finale da alzarsi dalla poltrona e fare l'applauso per l'azzardo. Fatevi un favore e guardatela.

domenica 1 febbraio 2015

Letture di Gennaio.



Anno nuovo e si ricomincia con un breve sunto delle cose lette mese, mese. Gennaio non è stato generoso nella quantità ma della qualità non mi posso lamentare, tra gli altri ho letto per la prima volta un libro di Doris Lessing. Ecco il resto:

Cecilia Randall: Millennio di fuoco, Seija.
Il fantasy mischiato alla storia, come già l'autrice italiana aveva fatto nei suoi libri precedenti, mi ha catturato ancora una volta. Immaginare l'Europa alle soglie dell'anno duemila ma ancora ferma al medio evo è un idea affascinante. La protagonista, Seija, mi è piaciuta molto, è una donna forte ma non per questo non ha debolezze, anzi. L'unica nota negativa, almeno per il momento, della storia è qualcosa che accade nell'epilogo, non avrei fatto una determinata scelta. Ma, mani alzate, so che è solo il primo volume quindi ho modo di ricredermi. Raivo è lì che aspetta nei libri in attesa.

Nota a margine:
(metto tra parantesi un interrogativo che mi è venuto leggendo: nel libro c'è una guerra permanente e le battaglie a colpi di spade, asce e quant'altro si susseguono, vi garantisco che non vengono risparmiati i dettagli. la mia perplessità sta nel fatto che in libreria sta nella sezione ragazzi. forse un po' troppo forte o sono io che sono anziano?)

Doris Lessing: Le nonne.
Ispirato dal film tratto a sua volta dal primo racconto ho letto per la prima volta la scrittrice inglese. Sono tre racconti: i primi due mi sono piaciuti molto, nonostante io non sia un amante della forma racconto, il terzo mi ha tediato un filo verso la fine. Sono tutti e tre venati da una certa amarezza, sono molto efficaci certe descrizioni. Lo stile l'ho trovato asciutto: dritta al cuore senza troppi giri di parole, non per niente è stata un premio nobel. Leggerò sicuramente altro.

J.K. Rowling: Harry Potter and the prisoner of Azkaban.
Continua la rilettura in inglese e è sempre tutto molto bello Di questo terzo volume non ricordavo alcuni passaggi e di altri ricordavo le cose completamente sbagliate. È stato come leggerlo per la prima volta.


Ho deciso che quest'anno me la prendo comoda, ho un sacco di libri lunghi da leggere quindi dubito che riuscirò ad avere un passo sostenuto. Va bene così, l'importante è leggere roba bella.