lunedì 5 gennaio 2015

Uscar 2014.

Come ogni anno con il mio gruppo di lettura stiliamo una classifica personale e con categorie un po' strambe dei libri che abbiamo letto durante l'anno. Questa è la mia scheda di voto, l'ho postata anche altri anni (2013 - 2012) e mi piaceva continuare la tradizione. Va da se che non ha nessun valore se non quello di un piccolo sguardo di insieme delle mie letture, sono sicuro che chi passa da queste parti mi dirà: “ah! Ma non hai messo questo o quest'altro libro”. No, non li ho messi se non li ho letti e non tutti quelli che ho letto avrebbero potuto trovare posto. Insomma c'è tanta parzialità, ma è il suo bello. Buona lettura.

The nominees are:

i cinque libri migliori dell'anno

Louisa May Alcott: I quattro libri delle piccole donne. Il libro dell'anno, la sorpresa inaspettata, iniziato con qualche perplessità perché è Piccole donne e io che c'entro? Tutti i dubbi si sono dissolti presto, ho letto le più di mille pagine dei quattro libri in pochissimo tempo: i primi due sono fantastici, il terzo cala un po', il quarto rimette tutto in pari. Non l'avrei mai detto che a trentacinque anni avrei trovato incredibili questi libri. (QUI ilpost che avevo scritto)

Susan Abulhawa: Ogni mattina a Jenin. Palestina, Israele e la questione infinita. Non starò qui a dire come la penso perché faremmo notte. È un libro duro, alterna momenti di pace a momenti di vera sofferenza. Se non fosse stato per il mio gruppo di lettura non l'avrei mai letto; un bel prestito.

Brandon Stanton: Humans of New York. È un libro fotografico che racconta un sacco di storie, con una frase o un commento. Mi ha conquistato su FB, non sempre è solo cani e gatti, e da allora me lo guardo sempre perché è un progetto che merita, perché racconta New York e non solo. (QUIil post che avevo scritto)

Terry Goodkind: La spada della verità 11. Il finale, dopo undici volumi, non poteva non esserci nella mia classifica dei libri letti quest'anno. Non solo la serie mi è piaciuta molto ma il finale regge alla perfezione. Cosa accadrebbe se parte dell'umanità si votasse a una fede cieca e ignorante senza mai metterne in discussione i dettami? In questo libro c'è la risposta.

Anne Rice: Il principe Lestat. La mia Anne è tornata con un bel libro, con tutti i personaggi dei suoi libri che ho amato e che amo. La sua scrittura mi fa sentire a casa.


più, categorie speciali:

il peggiore libro dell'anno: Paolo Giordano: Il nero e l'argento. Forse è ingeneroso metterlo come peggiore dell'anno ma devo confessare che mi ha proprio deluso. I suoi due precedenti mi erano piaciuti molto, questo mi ha annoiato, la storia l'ho trovata poco interessante, nonostante la brevità non vedevo l'ora di terminarlo. Peccato.

la sorpresa: Jonathan Tropper: Portami a casa. Mi ha fatto ridere, mi ha fatto riflettere, mi ha sorpreso. Nel gruppo se ne è parlato così tanto che vi confesso ero un filino scettico e invece si è rivelato un libro molto bello, profondo ma non serioso.

la delusione: Joanthan Coe: Expo 58. Secondo me Coe non imbrocca un libro da Circolo Chiuso e già lì qualche perplessità c'era. La pioggia prima che cada sembrava una ripresa e invece niente da fare. Questo l'ho trovato un esercizio di stile un po' sterile, ha scritto un libro ambientato nel 1958 come se fosse scritto nel 1958: noia.

il più romantico: Terry Goodkind: La spada della verità 10. non è un libro romantico ma c'è un momento nel mezzo della narrazione dove si parla della perdita dell'amore della propria vita. È un momento così intenso e straziante che quasi ha fatto stare male anche a me. Credo che sia la summa perfetta del racconto della storia d'amore di Richard e Kahlan.

il libro che ci ha fatto ridere: Richard Castle: Deadly heat. Ogni volta che leggo Castle mi faccio delle grasse risate perché penso ai personaggi della serie tv e faccio i parallelismi e poi perché ci sono sempre delle belle battute.

il libro che ci ha fatto piangere: J.K. Rowling: Harry Potter and the philosopher's stone. Non tanto piangere ma quando Harry vede nello specchio i genitori per la prima volta, ho avuto il groppo in gola.

miglior personaggio maschile: Richard Rahl. Perché combattere l'ignoranza con la razionalità e la logica è sempre la cosa migliore. Richard più di tante magie, più dei tanti suoi poteri, alla fine vince perché usa l'intelligenza. Come dice sempre il nonno: “concentrati sulla soluzione e non sul problema”.

miglior personaggio femminile: Josephine March. Onestamente non so come motivare. È Jo, uno dei migliori personaggi femminili della storia della letteratura. Basta questo.

miglior autore: Jacqueline Carey. Forse tra gli autori che ho letto quest'anno qualcuno surclassa la Carey in fatto di scrittura, solo che lei un posto se lo meritava per il mondo che ha creato e nel quale ogni volta sento una certa familiarità.

la copertina più bella: Robert Heinlein: Universo. Ho sempre da ridire sulle case editrici italiane, non gliene lascio passare una, mi irritano e mi fanno spesso incavolare, questa volta però devo spezzare una lancia in favore della Mondadori che ha ristampato alcuni classici della fantascienza con delle copertine splendide.

la colonna sonora: Choir, Choir, Choir. Non proprio una colonna sonora ma sono stati la costante dell'anno musicalmente parlando. Cercateli su youtube. (QUI il post che avevo scritto)

il titolo più bello: Un cuore rosso rubino in un freddo mare blu. Il romanzo di Morgan Callan Rogers ha indubbiamente il titolo più bello. La storia è affascinante, un altro bel consiglio e regalo del mio gruppo di lettura. Lo so, frequento gente figa.

miglior racconto. (lascio vuoto)

Special Guest: Anarchy in Us!

Lev Grossman con The magician trilogy. Non lo conoscevo, nella mia costante ricerca di fantasy me lo sono andato a prendere direttamente alla fonte e me lo sono letto in inglese. Ne è valsa la pena. Ho scoperto un autore che sa trattare al meglio la materia.

Nessun commento:

Posta un commento