venerdì 2 gennaio 2015

Letture di Dicembre.

E così eccoci qua a chiudere le letture del 2014. Quest'ultimo mese di dicembre è stato soddisfacente, avrei voluto leggere qualche cosa di più ma, come dico sempre, visto che non è una gara va bene così. Mi sono mantenuto nella media. Nei prossimi giorni a complemento di questo post ne aggiungerò altri due: uno con il bilancio dell'anno e un secondo con un po' di numeri. L'anno scorso ho fatto qualcosa del genere e l'ho trovato interessante.

Lev Grossman: The magician's land.
Grossman è stato senza dubbio una delle scoperte dell'anno, l'ho letto in inglese perché ho visto che in Italia si trova a malapena solo il primo volume. Questo terzo tomo conclude la bella trilogia con un finale che lascia appagati. I riferimento che lo scrittore americano fa ad altre saghe sono tanti, in alcuni casi la trama appare apertamente ispirata da, ma lo fa con un punto di vista originale.

J.K. Rowling: Harry Potter and the chamber of secrets.
Poco da dire, sempre bello. Me lo sto rileggendo in inglese e le sensazioni già provate sono tutte lì, come la prima volta. Il senso dell'avventura e della scoperta non si scordano.

Anne Rice: Il principe Lestat.
Ero anni che non leggevo un bel libro di Anne Rice, per fortuna quest'ultimo capitolo delle cronache dei vampiri ripaga dell'attesa. Il principe Lestat è una sorta di summa dei tanti personaggi che ho amato negli anni. Ritrovarli, ritrovare quelle atmosfere proprie della Rice è stato emozionante. Amo come scrive e i mondi che ha creato. Ecco, dovessi fare un proposito – bleah – direi che quest'anno mi voglio comprare i suoi libri che mi mancano e leggerli in originale, anche perché se aspetto di trovarli in italiano sto fresco.

Daria Bignardi: L'amore che ti meriti.
Una bella storia, con qualche tinta di giallo, forse la struttura è un po' frammentaria come mi capita di trovare da un po' nei i libri italiani. Non so se dipende dagli scrittori o dagli editor ma è una costante che a me non piace per niente. Mi lascia sempre qualcosa di irrisolto.
L'amore che ti meriti resta un bel libro, ben scritto, scorre bene, è un bel giro turistico per Ferrara.

Joe Bastianich: Giuseppino.
Da New York all'Italia, la riscoperta delle proprie origini. Si legge facile, facile ma vale la pena di essere letto perché non solo racconta come Bastianich si è appassionato alla cucina, come è nato l'amore per il vino e la sua produzione, ma racconta anche uno spaccato dell'emigrazione dopo la seconda guerra mondiale, le differenze non solo culinarie tra Italia e Stati Uniti e fornisce pure un bello sguardo su Masterchef e come viene costruito. Ci sono delle belle idee dentro.
Se siete una persona che legge poco fa al caso vostro perché non vi impegnerà e può essere la volta buona che vi appassionate, se leggete molto vi farà compagnia per un pomeriggio.

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