mercoledì 3 dicembre 2014

Letture di Novembre.

Novembre si è rivelato un buon mese, sia per numero di libri letti che per qualità.

Ben Blacker & Ben Acker: The Thrilling Adventure Hour. È una graphic novel che nasce da un podcast che nasce da uno spettacolo teatrale costruito come i radiodrammi di una volta. È molto divertente, a volte fa anche commuovere. Le storie all'interno forse perdono un poco rispetto a quelle del podcast, ma le tavole sono assolutamente fantastiche. Gli dedicherò un post apposito.

Cormac McCarthy: Figlio di dio. A volte la leggenda è più grande del libro. Pensavo di ritrovarmi a leggere le descrizioni più abiette che si possono ritrovare nella letteratura mondiale. Pensavo che la perversione del protagonista fosse inenarrabile, pensavo che McCarthy si fosse spinto la dove nessuno era mai arrivato. Invece ho trovato una storia di emarginazione, forte senza dubbio, ma senza quei particolari un po' temuti e un po' cercati. Lo stile dello scrittore americano è come al solito molto scarno ma non per questo meno efficace. Un libro importante.

Charlaine Harris: A punto morto. Penultimo capitolo delle storie di Sookie. Le ultime quindici pagine mi hanno lasciato a bocca aperta perché non mi aspettavo la piega presa dalla storia. Mi succede sempre con la Harris.

J.K. Rowling: Harry Potter and the philosopher's stone. Poco da dire, me lo sto rileggendo in inglese, la magia è ancora tutta lì. Incantato.

Tess Gerritssen: Corpi senza volto. Finalmente Maura Isles entra nella serie da protagonista e questo da al terzo romanzo un sapore diverso dai due precedenti. Una donna diversa dal detective Rizzoli, una donna forte, in posizione che conta ma con le sue fragilità che non ne sminuiscono per niente il carattere, anzi lo arrochiscono. Un bel caso con delle svolte inattese. È una serie che consiglio vivamente.

Charlaine Harris: Morti per sempre. Arrivato alla fine, triste perché non potrò più tornare a Bon Temps, contento perché siamo arrivati alla conclusione, sapere come va a finire la storia è una delle godurie maggiori dei libri. Leggerò sicuramente altro della Harris, è una scrittrice che mi piace molto.


Douglas Adams: La lunga oscura pausa caffè dell'anima. Il secondo romanzo dedicato a Dirk Gently mi ha un po' deluso soprattutto sul finale. Adams è partito da spunti molto interessanti e curiosi ma secondo me si è un po' perso nel mezzo. Lo stile è quello suo, inconfondibile. Peccato.

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