sabato 29 novembre 2014

Anniversari mancati.



Tre giorni fa è stato il compleanno del blog.
Mi sono completamente dimenticato della cosa. Negli ultimi tempi mi sono un po' crogiolato nell'idea che non avevo niente da dire e quindi perché mettermi lì e scrivere? In realtà non è così, mi sono reso conto facendo due minuti di mente locale che cose da dire ne ho un bel po'.
Per esempio: ho finito di leggere tre serie di libri che seguivo da anni. La spada della verità di Terry Goodkind, la saga di Percy Jackson di Rick Riordan e quella di Sookie Stakehouse di Charlaine Harris. Solo per queste tre ce ne sarebbero di cose da dire, soprattutto per La spada della verità che mi ha molto colpito nell'approccio del suo autore nel raccontare lo scontro tra razionalità e cieca obbedienza ad una fede irrazionale.
Sto rileggendo Harry Potter in inglese: la magia è sempre presente.
Ho finito di vedere True Blood: decisamente una fine poco entusiasmante per una serie che per sette stagioni mi ha fatto compagnia nei mesi estivi, da questo punto di vista, come spesso accade: meglio i libri.
Avrei due o tre cose da dire a propositi di certi tizi che stanno in piedi in alcune piazze di alcune città.
Ho finalmente visto I guardiani della Galassia: molto, molto bello, una delle cose migliori che ho visto negli ultimi anni.
Ci sarebbe da fare un breve commento sul teaser di Star Wars VII: come cavolo faccio ad aspettare un anno per vederlo? Ma voi siete matti.
Si è conclusa l'ottava stagione del Dottore: è da quando Matt ha deciso di andarsene che ho in cantiere un post da scrivere in inglese da dedicargli. Aspetto lo speciale natalizio... sono bravo, come si sarà capito a trovare una scusa per aspettare.
Questo post invece di essere celebrativo si sta trasformando in una sorta di dichiarazione di intenti, fossi un politico sarei bravo a fare promesse, ma poi sarei in grado di mantenerle?
Eppure... eppure il blog in questo anno passato qualche piccola soddisfazione me l'ha data. Ecco! Questa potrebbe essere l'idea migliore per spronarmi a coltivarlo di più, ad allargarne i confini: le belle sensazioni che provo ogni volta che pubblico un post, ogni volta che vedo che qualcuno passa da queste parti e dedica alle cose che scrivo qualche minuto del proprio tempo.

Non mi sono riletto le cose che ho scritto per il primo anno e per il secondo, ricordo i mille propositi; tanti, come quelli che si fanno alla fine dell'anno.
Vediamo che succede domani, nel frattempo, anche se in ritardo: Buon Compleanno Blog.

martedì 4 novembre 2014

Punti di vista e manipolazioni.

Questa sera guardavo il TG1 delle 20, non la mia prima scelta se posso decidere io, e hanno fatto vedere un servizio su Brittany Maynard, la ragazza americana con un tumore in stadio avanzato al cervello che ha deciso di optare per la morte assistita e che è morta oggi.
Il servizio non era male, i fatti sono stati raccontati con precisione, forse si è calcato troppo su un registro un po' strappalacrime, ma il tema si presta.
Dopo di che hanno fatto vedere un altro servizio su un signore che ha lo stesso tipo di tumore e che ha deciso di continuare a combattere e fin qui tutto bene. Purtroppo però questo signore aveva un rosario in mano, hanno aperto proprio con inquadratura stretta sulla mano che lo teneva e poi pian piano hanno allargato per raccontare questa storia. E infatti la mia prima reazione è stata: che c'entra e poi ho pensato si trattasse di un prete. Non è stato così. Sono stati nel confezionare il servizio più subdoli.
Questa cosa mi ha molto infastidito, l'ho trovata molto fuori luogo e di cattivo gusto. Non era necessario mettere in campo quel teatrino, il signore intervistato sarà stato sincero e probabilmente la sua fede è forte, non sarò certo io a metterlo in dubbio, però non era necessario fare un servizio del genere. Come a dire: vedete il modo giusto di procedere è questo, prendete esempio. È come spesso accade in questi casi la tesi è: ah! Ma le persone sole o che si sentono sole nella malattia... etc.
Ora! Il tema è arduo a dir poco, non lo risolverò certo io con un post in un blog. Io penso che il fine vita vada regolato, credo che la morte assistita in alcuni casi sia preferibile all'alternativa. Lo ripeto: è il mio pensiero, la mia convinzione e non voglio convincere nessuno: ognuno è libero di credere e di pensare in base alle proprie convinzioni culturali e religiose.
Resta il senso di fastidio per una chiara manipolazione in un telegiornale che dovrebbe avere come prima missione informare e non fare proselitismo, vengono spacciati editoriali per notizie. Quel secondo servizio non era utile, non era informativo, è stato ipocrita tipico del modo cattolico di fare le cose.

Mi domando: si arriverà mai in questo paese a fare un dibattito aperto e pieno sui temi di questo tipo senza per questo avere paura del giudizio di alcuni signori in sottana?

(ricordavo di aver scritto qualcosa di simile qualche anno fa: QUI)

lunedì 3 novembre 2014

Letture di ottobre e altre amenità.

1) Lev Grossman: The magicians
2) Lev Grossman: The magician king
3) Rick Riordan: The blood of olympus.

Ottobre dal punto di vista delle letture è stato scarsino per quantità, non male per qualità.
Ho scoperto un nuovo scrittore fantasy che mi ha conquistato subito fin dalle prime pagine, sto parlando di Lev Grossman e la sua trilogia che inizia con The Magicians.
Non lo conoscevo, ho visto che in Italia è stato tradotto solo il primo della trilogia, sono andato direttamente sull'inglese. L'ho scoperto grazie ad Aisha Tyler che ne ha parlato svariate volte nel suo podcast, Girl on Guy, e mi ha incuriosito molto definendolo Harry Potter con le parolacce e il sesso.
Ha degli elementi in comune con il maghetto inglese ma si allontana nel proseguo della narrazione. Grossman fa un mezzo polpettone perché nel mix ha inserito anche elementi che ricordano fortemente Narnia, per fortuna non ci sono riferimenti religiosi come nei libri di C.S. Lewis.
In finale il romanzo contiene una bella prosa, è avvincente tanto che si fa fatica a staccarsi dalle pagine del libro, coinvolge e diverte.
Anche il secondo libro non è male, forse è un po' più lento del primo. Vero è, che mi è capitato fra le mani in un periodo nel quale ho avuto poca voglia di leggere e mi ci siano voluti venti giorni per leggerlo. Mi infastidisce molto quando mi ci vuole così tanto per leggere un libro neanche troppo lungo. Ha un bel finale, uno di quelli che non ti aspetti.
Ho deciso di aspettare a leggere il terzo, ogni tanto è giusto lasciare sedimentare.
Il terzo e ultimo libro del mese è stato il quinto capitolo della saga Gli eroi dell'olimpo di Rick Riordan. Ho dato cinque stelle su aNobii, non certo per la qualità narrativa sebbene non sia da buttare anzi. Ho dato cinque stelle perché sono un inguaribile romantico e il finale dei dieci libri si è rivelato perfetto, come volevo io. È raro che una cosa così accada, di solito c'è sempre qualcosa che stona.
In particolare ciò che succede a uno dei coprotagonisti mi è molto piaciuto: Riordan non è stato timido nell'affrontare la faccenda e l'ha fa con tanta delicatezza. Complimenti a lui.

Approfitto di questo post per dire altre due cose che c'entrano con i libri ma non sono direttamente correlate con le letture di ottobre.
All'inizio del mese scorso ho avuto occasione di conoscere Eoin Colfer. Se passate da queste parti sapete, visto che non l'ho mai nascosto, che è uno dei miei scrittori preferiti. Incontrarlo è stato molto bello. Lui si è rivelato molto disponibile, simpatico e alla mano. Ho avuto anche occasione di scambiarci qualche parola quando sono andato a farmi firmare i due libri che avevo con me e come potete immaginare sono uscito dalla presentazione molto entusiasta e anche un po' emozionato.
Con la mia amica Giulia, di solito è la mia partner in crime in queste “scorribande”, abbiamo la lista di scrittori americani e inglesi, Eoin è irlandese, che ci piacerebbe portare a casa con noi per chiacchierare e fare mille domande. Eoin Colfer è uno di questi.

In questi giorni su Twitter c'è la campagna #unlibroèunlibro. Sostanzialmente si chiede al governo di rivedere la politica sull'iva: mentre i libri cartacei hanno l'iva al 4%, gli e-book arrivano al 22%. Essendo entrambi libri, sebbene in formato diverso, non si capisce perché ci sia questa disparità. È una campagna con la quale mi trovo completamente d'accordo.
Ho solo una domanda: nel caso questa richiesta degli editori italiani venisse accolta poi le case editrici abbasseranno i prezzi degli e-books oppure resteranno uguali?
Sono curioso di saperlo perché conoscendo un po' i miei polli credo che la seconda ipotesi che avanzo sia la più probabile, la meno gradita per quanto mi riguarda.