mercoledì 3 settembre 2014

Letture di Agosto.

Un buon mese anche agosto. Pensavo che il libro sulle Piccole donne mi portasse via tutto il mese e invece si è rivelato la cosa migliore letta quest'anno.
Tra gli altri una novità un po' deludente.

Stephen King: Blaze. Al trentacinquesimo libro di Stephen King cosa posso dire? Mi è piaciuto Blaze, niente di trascendentale ma una bella storia con un protagonista molto ben caratterizzato, pieno di sfaccettature: a volte mi faceva tenerezza, altre volte mi ha fatto incavolare, mi sono ritrovato a sperare che non facesse quello che poi ha fatto durante la storia. Come il precedente letto il mese scorso, Uscita per l'inferno, mi ha coinvolto molto.
Adesso temo il prossimo King: dopo una manciata di roba buona, al prossimo che leggo c'è la forte possibilità di beccare una cioffeca.

Louisa M. Alcott: I quattro libri delle piccole donne. Non starò qui a ripetermi, ho scritto un post apposito QUI. Mi limito a dire una volta di più: fino a questo momento il libro dell'anno.

Terry Goodkind: La spada della verità 10. Il nono volume della Spada era finito con una sorta di cliffhanger che per certi versi è proseguito nel decimo volume. Pensavo che questa serie mi avesse un po' stancato e invece questi ultimi volumi mi stanno prendendo per la gola, tanto che al momento ho in lettura l'undicesimo e ultimo di questa parte della storia.
Nel decimo c'è stato un momento che mi ha coinvolto e che è ancora impresso nella mia mente: viene descritta la possibile perdita dell'amore della propria vita. È un momento che si prolunga per diverse pagine e è descritto con vividi particolari, è una parte dura, violenta, che non lascia niente all'immaginazione e quando si è concluso quel capitolo mi sono dovuto fermare e mettere il libro da parte perché mi sono sentito svuotato. Il bello dei libri: la verità e la vita. A volte fa male.

Fabio Geda: Se la vita che salvi è la tua. È il primo libro di Fabio Geda che leggo. Sono stato alla presentazione che si è tenuta dalle mie parti e ho comprato il volume sulla scia dell'entusiastica presentazione. Sono rimasto un po' deluso.
Due i problemi che ho avuto: ogni volta che leggo narrativa italiana, anche quando mi piace molto, avverto sempre qualcosa mancante. Non so descrivere questa sensazione ma è sempre presente e in questo caso ancora di più del solito. Se mi permettete la citazione: io e la narrativa italiana siamo come le convergenze parallele. Se mi riesce proverò a dedicare al tema un post. 
Il secondo problema è stato il protagonista: non ho condiviso la gran parte delle scelte che ha fatto, forse solo una volta, per il resto l'ho trovato mancante, quasi infantile. Mi ha disturbato. Direbbe il passante: però il libro ti ha suscitato una reazione? Si ma con mille dubbi.


Francesco Abate: Il cattivo cronista. Letto per caso perché lo vendevano con il giornale, questo libro di Francesco Abate si è rivelato divertente con alcune situazioni tipiche della vita cagliaritana che mi ha hanno fatto ridere un bel po'. Tutte le cose che non dovrebbe fare un giornalista, Il cattivo cronista le fa tutte. Ben scritto.

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