venerdì 26 settembre 2014

Intorno alle presentazioni di libri e affini.

Durante tutti questi anni di letture e partecipazione a presentazioni letterarie mi sono formato un certo gusto personale, da questo ho provato a tirar giù un breve decalogo con qualche regola per chi si cimenta in moderazioni e affini.

Leggete il libro che presentate: mi è capitato più di una volta di ascoltare persone chiamate a fare domande allo scrittore di turno che chiaramente non avevano letto il libro in questione. Capisco che in alcuni casi non ci si possa leggere tutta la bibliografia ma vi assicuro che non basta che vi leggiate la quarta di copertina, anche perché spesso risulta fuorviante. Chi assiste se ne accorge, non sfuggite.
Se lo scrittore è straniero informatevi bene sul nome, c'è lì un traduttore al quale potete chiedere. Non ci si deve vergognare nel farlo, è più imbarazzante dopo, con pubblico che ride di voi.

Se riuscite allargate la discussione oltre al libro in presentazione. Lo so, spesso ci sono addetti stampa, soprattutto quando l'editore è importante, che vi rompono le scatole per dire più volte possibile il titolo del libro, per concentrarvi solo su quello e cercare di venderlo al meglio, solo che oltre ad un chiaro problema di spoilers, quando presentate un libro di 250 pagine le cose da dire dopo un po' si esauriscono e spesso si vedono persone che brancolano nel buio. Se lo scrittore è abituato riesce a cavarsi di impiccio, altre volte non accade.

Fatte in modo che le domande siano brevi. Non è interessante sentirvi parlare a vanvera per dieci minuti di questo o di quello per dimostrare che ne sapete. Capisco che a volte quando si fa una domanda ci sia bisogno di un momento per esporre ed elaborare ciò che si vuole chiedere, ma non è la vostra presentazione, è dello scrittore ospite. Questa regola vale di più quando lo scrittore è straniero e c'è bisogno di traduzione. Facilitate il lavoro a chi traduce e ci sono meno momenti morti.

Non fatte domande sceme per mostrarvi simpatici, soprattutto se siete giornalisti. Non lo siete. Avete davanti una persona che per vivere scrive, scrivendo approfondisce i temi della vita, ci riflette per mesi, se non per anni, fatte in modo che dall'incontro ci sia modo di portarsi via qualcosa oltre al libro. Vi assicuro che il pubblico apprezza se si sente arricchito dalla conversazione.

Se siete un amministratore pubblico... non mi interessa sentirvi fare un comizio politico. Se siete un sindaco o il presidente di una qualche cooperativa limitatevi a un brevissimo saluto, dite grazie che l'educazione non guasta mai, potete raccontare a proposito della manifestazione che ospitate, dei programmi futuri e poi basta. Non siamo lì per sentirvi fare proclami.
Mi è capitato qualche tempo di ascoltare il presidente di un consorzio blaterare cose confuse, per niente in grado di mettere in fila più di due parole. Una scena patetica. Se non sapete parlare in pubblico scrivetevi un appunto con due cose che volete dire, vi assicuro che fatte bella figura, non imbarazzate voi stessi e chi vi ascolta. Pensate alla regola madre che vi hanno insegnato alle elementari: soggetto, verbo, complemento.

Se siete il pubblico e vi chiedono di fare domande: fatele se hanno attinenza con ciò che avete ascoltato. Non mettetevi lì a fare show estemporanei dicendo sciocchezze, per quello avete facebook, usatelo. Una presentazione letteraria non è il vostro pulpito.
Se avete un obiezione fatela, è benvenuta, attenzione a non trasformatela in un dibattito che sicuramente perderete.


Giusto qualche idea, le cose principali. Sono sicuro che chi frequenta ne avrebbe da aggiungere. Non esiste la presentazione perfetta ma spesso fare attenzione aiuta ad evitare brutte figure e momenti spiacevoli. Se vi chiedono di moderare e non siete attrezzati o interessati non fatelo. Perdete tempo voi, fatte perdere tempo a noi lettori, dopo passeremo il viaggio di ritorno a casa prendendovi per i fondelli.

Edit: lo sapevo che qualcosa sarebbe saltata fuori.
Se siete pubblico ad una presentazione di autore inglese per cortesia astenetevi dal fare la domanda in inglese. Il vostro accento è pessimo e non vi si può sentire, dilungate i tempi perché chi traduce deve farlo per il pubblico perché non tutti tendono a volersi mettere in mostra. Vorrei vedervi alla presentazione di autore islandese.

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