mercoledì 21 maggio 2014

Crowdfunding.

L'argomento è soggetto a dibattito: è giusto chiedere soldi alle persone per finanziare il proprio progetto? Si, no, non lo so. Cosa è degno di attenzione e cosa non lo è. È meglio finanziare un progetto scientifico o il film su Veronica Mars? Non lo so. E se entrando nel sito dedicato al finanziamento di Veronica Mars scopro che c'è anche un interessante progetto scientifico?
La risposta credo sia quella suggerita dal buon senso: ognuno con i propri soldi fa quel che vuole. E così uccido il dibattito sul nascere perché mi interessa poco per lo scopo di questo post, ma visto ciò di cui si parla era meglio togliersi il dente.

Negli ultimi due mesi mi è capitato di assistere al crowdfunding messo su da parte di due persone che seguo, che ammiro e che un po' invidio: Zachary Levy, Wil Wheaton.
Zach ha una società che si chiama Nerd Machine, ormai da tre anni organizza a San Diego durante il Comic-Con il Nerd HQ. L'HQ è indipendente dalla convention, è un posto dove chiunque può andare, passare del tempo, bere qualcosa, giocare con i videogames più fighi, ricariche il proprio mobile device (cel, tablet e quant'altro), riposarsi e tirare il fiato, stare con i propri amici in un posto figo. Non paghi per entrare e stare. Se ti compri una maglietta, bevi qualcosa i soldi se li piglia la società di Zach.
A margine ci sono le "conversazioni per una causa", panels dove vari ospiti che siano produttori, attori, comici, fumettisti, creatori di videogiochi offrono un ora  o più del loro tempo e chiacchierano con il pubblico senza moderazione. Domanda e risposta. In questo caso si pagano 20 dollari, di solito non ci sono più di 200 persone, il che rende le conversazioni abbastanza intime. I soldi raccolti vanno in beneficenza a Operantion Smile. Se cercate su YouTube potrete trovare delle cose molto interessanti. Parliamo di circa una trentina di ore di video all'anno.
Perché il crowdfunding? Perché organizzare una cosa del genere costa, l'anno scorso hanno affittato parte dello stadio di baseball della città e è stato spettacolare, peccato che li abbia quasi mandati in bancarotta. La tempistica degli inserzionisti pubblicitari non coincide con i tempi necessari a organizzare qualcosa di questa grandezza, ecco perché la raccolta fondi.
Zach aveva posto la soglia del traguardo al milione di dollari, sono arrivati a un terzo della cifra. Il Nerd HQ lo faranno comunque, credo che anche solo un terzo sia un punto di partenza non indifferente.

Wil ha un programma su Geek and Sundry che si chiama Table Top. Ne ho accennato in un post qualche tempo fa. Table Top dura mezzora, si parla di giochi di società, Wil e tre amici suoi si trovano intorno a un tavolo e giocano. Non pensate però al solito Monopoli o a Scarabeo. Sono dei classici per carità, ma sul tavolo di Table Top ci sono giochi molto belli, difficili o facili, pieni di invettiva. Il programma mi ha aperto gli occhi su un mondo che non conoscevo e che mi affascina.
Geek and Sundry, il canale di Felicia Day su YouTube, gli anni passati hanno finanziato il programma di Wil con i soldi che gli venivano dalla piattaforma, quest'anno hanno deciso di provare a farlo in via autonoma e per questo hanno chiesto aiuto ai fan.
La soglia del traguardo era di cinquecento mila dollari, per tredici puntate. Sono arrivati a più di un milione di dollari, di puntate ne faranno 20 con una speciale dedicata agli RPG, sul tipo di Dungeons and Dragons per intenderci.
Non pensate a una cosa noiosa, perché non lo è. Ha un bel montaggio, abbastanza serrato, è ottimamente prodotto, tanto che farebbe l'invidia di tanti programmi tv non altrettanto divertenti e piacevoli.

Se avessi potuto avrei dato cinque euro a ognuno. Forse il progetto che più mi interessa è quello di Zachary Levy perché negli ultimi tre anni mi ha permesso di dare uno sguardo più da vicino al Comic-con e all'atmosfera che si respira. Ormai aspetto con ansia quel week-end di luglio per poter vedere e sentire cose che altrimenti non vedrei e sentirei da nessun'altra parte.
Il programma di Wil lo guardo ogni tanto, non sono assiduo, ma è un valido prodotto e ce n'è per tutti i gusti.
Guardando le due raccolte mi sono trovato a riflettere sul fatto che la raccolta di Wil è andata velocissima e ha raggiunto il traguardo in breve tempo, quella di Zach è partita a razzo ma ha rallentato velocemente e alla fine il traguardo è sfumato. Per me entrambi i progetti sono validi, entrambi ci restituiscono un sacco di intrattenimento in cambio, non so come mai i fan di Wil sono stati più appassionati nel partecipare rispetto a quelli di Zach. Come dicevo all'inizio ognuno spende i propri soldi come meglio preferisce.

La terza stagione di Table Top la prepareranno per fine anno, nell'attesa ci saranno i video del Nerd HQ a fine luglio. Non c'è competizione però, non era mia intenzione metterli così, volevo solo mostrare questi due casi, in entrambi il nerd dentro di me gode tanto, lo stesso.

Ecco due video così si capisce meglio di che si parla.




domenica 11 maggio 2014

Rinnovi e Cancellazioni.

Questo è il periodo delle conferme, delle sorprese e delle delusioni quando si tratta delle vostre, o in questo caso delle mie, serie tv preferite o quasi.

The mentalist: rinnovata. Non l'avrei detto. È rimasta nel limbo fino a quasi all'ultimo momento. L'ho scritto qualche post fa: visto come si è concluso il lungo arco narrativo che faceva da spina dorsale alla serie, la delusione che ne è scaturita, avrei sperato in una chiusura. Lo so, forse è infantile, non mi piace come si sono messe le cose e quindi non gioco più, però quando investi del tempo in qualcosa che ti appassiona e poi non sei soddisfatto dalla conclusione ti girano un po' le scatole.
La sesta stagione da quel momento non è stato male, è chiaro che stanno cercando di ritrovare la quadratura del cerchio, si sono concentrati di più sul lato procedurale della serie. Mancano due puntate alla fine, vediamo cosa hanno immaginato gli autori, pare che abbiano pensato ad una sorta di finale di serie o in alternativa di stagione quando ancora non erano certi della sua sorte.

The crazy ones: la comedy che doveva essere il ritorno di Robin Williams al piccolo schermo. Prodotta e scritta da David E. Kelly, tra i protagonisti Sarah Michelle Gellar, aveva tutte le premesse per essere un buon prodotto, ma non ha soddisfatto troppo le aspettative e i risultati sono stati altalenanti. Per me era piacevole e i 20 minuti ad episodio non mi pesavano affatto, un intrattenimento gradevole.

Revolution. Due stagioni è riuscita a durare la rivoluzione, non una brutta serie ma posso capire che abbia avuto risultati d'ascolto deludenti perché vista puntata per puntata probabilmente deve essere risultata frammentaria. Prima di Lost questo tipo di serie non aveva questo grande successo, poi è arrivato Lost e per cercare di replicarne il successo ha preso piede questa pesante serialità, se ne perdi una puntata non ci capisci più un cavolo. Non sempre funziona. Con due puntate alla fine credo che si ci lasceranno con un finale a metà.

Community. La delusione della stagione. Community è uno di quei casi in cui la chiusura di una serie causa dispiacere, e non per colpa dello show che anzi con il ritorno al timone di Dan Harmon ha ritrovato un po' della sua follia originale, ma per colpa della NBC che era anni che ci stava girando intorno, vero è che gli ascolti non sono mai stati eccelsi ma aveva comunque un suo zoccolo duro di fan affezionati, non è bastato. Spesso mi domando che senso ha produrre qualcosa in cui non credi. Boh! Misteri dei network tv. 

Agents of the S.H.I.E.L.D. La cosa migliore dell'intera stagione. Prodotta dalla ditta Whedon, con Jed e Maurissa Tancharoen al timone, è risultata una serie divertente, avvincente e con quel giusto collegamento con i film come Avengers, Thor e Captain America che ha aggiunto tanto. Tutto è collegato, ma godibile anche se non si è visto tutti i film. Sono contento che l'abbiano rinnovata, manca una puntata alla fine, non vedo l'ora di sapere come si concluderà la stagione. Il mio lato nerd gode molto a ogni puntata.


Almost Human. Per come FOX ha trattato questa serie, non mi meraviglia che sia stata chiusa. Quando mandi in onda le puntate non nell'ordine in cui erano state pensate, quando in corsa d'opera cambi parti intere di dialogo per cambiare il finale di una puntata e la cosa è così evidente che anche un neofita se ne accorge, chiaramente c'è qualcosa che non va. Peccato perché mi piaceva, mi piacevano le basi che aveva, mi piacevano i protagonisti. Un occasione perduta.

lunedì 5 maggio 2014

Letture di Aprile.


  1. Jonathan Tropper: Portami a casa.
  2. Jo Graham: The Lost.
  3. Melissa Scott: Allegiance.
  4. Jo Graham: The Furies.

Mese con poca varietà dal punto di vista delle letture, questo aprile.
Il libro di Jonathan Tropper è la rivelazione del mese. Mi ha stupito in positivo per l'equilibrio che ha mostrato l'autore nel parlare di temi forti come la fine di una relazione, la morte, il tradimento, i rapporti all'interno di una famiglia.
Lo fa con una lingua scorrevole, non superficiale, intrattiene e in alcuni casi mi ha fatto ridere fino alle lacrime. Mi ha anche fatto pensare tanto, quando fai bilanci e questi non si rivelano positivi non puoi non interrogarti.
Altro motivo di sorpresa: come Tropper ha usato il sesso durante la narrazione. Non è mai facile da trattare nei libri, la volgarità e la gratuità sono dietro l'angolo, rendersi ridicoli è un attimo. Tropper ce lo mostra per quello che è: ridicolo, in alcuni momenti patetico, per niente poetico, non lo svilisce, non gli toglie importanza, ma non lo veste di un manto che non ha. Spesso è bene fermarsi prima lasciando che sia l'immaginazione a riempire gli spazi bianchi, lui va oltre ma non sbaglia. Un bel libro, mi spingo addirittura a fare un paragone: come sarebbe dovuto essere Le correzioni di Franzen se i personaggi principali non fossero stati degli ignobili pezzi di merda. (poco elegante ma è il mio pensiero)

I successivi tre appartengono alla serie Stargate Atlantis Legacy. Sono sempre stato un appassionato di questo franchising e quando ho scoperto che esistevano sei libri che in qualche modo concludevano la serie tv, non potevo non metterci le mani sopra. Mi hanno conquistato, ho ritrovato personaggi che conosco da anni e tornare ad Atlantide è stato come tornare a casa, tranne che il pianeta è diverso, a questo giro fa più freddo.
Datemi navi spaziali, sistemi solari lontani, battaglie, laser, nemici da affrontare e io sono contento come una pasqua. I romanzi sono avvincenti, sono ben scritti, ti tengono incollati e non hanno un limite che c'era con la serie tv: non ci sono problemi di fondi, tutto può accadere.

Sono a metà del quinto libro, credo che finirò senza intermezzi, sono curioso di sapere come si conclude. In quest'ultimo mese sono stati un ottima compagnia.