lunedì 21 aprile 2014

Pezzi mancanti E04.



Mai come in questo momento il titolo che ho scelto per i post casuali si adatta meglio a due cose che sono accadute negli ultimi giorni e che sono perfette da mettere in fila e che hanno un senso una dietro l'alta; come quando ti manca un pezzo nel puzzle e ne provi uno che ti sembra starci bene, ma un angolo non incastra, ne provi un altro ancora e ti sembra di non venirne a capo, poi senza pensarci troppo ne provi un altro ancora e incastra perfettamente.
Pezzi da mettere in fila e che torneranno utili dopo: don't be a dick, scrivere più spesso, scrivere cose che contano veramente.
Qualche tempo fa Wil Wheaton ha annunciato che in giugno ci sarebbe stato un nuovo show su SyFy e che lui sarebbe stato il conduttore. Una mezz'ora dove parlare di cose che riguardano la fantascienza, la scienza, film, libri e serie di genere che possono essere interessanti e il tutto fatto con una vena comica, senza prendersi troppo sul serio. Tra le domande più frequenti che i fan hanno posto a Wil c'era anche quella: potremmo vederlo anche fuori dagli U.S.? Lui non lo sapeva ma si sarebbe informato e gli sarebbe piaciuto.
La cosa è scesa in secondo piano rispetto ad altre cose e non ci ho più pensato per un po', anche perché fino a giugno ci manca un po', l'ho messa da parte nell'attesa.
Succede che Ted A'Zary, senior excutive, gestisce l'acount ufficiale su twitter di SyFy e il venerdì risponde alle domande degli spettatori, l'altro venerdì ho beccato il momento in cui iniziava e senza starci a pensare troppo ho posto la domanda: riusciremmo a vedere lo show di Wil anche in Europa?
Poi ho spento e sono andato a cena e mi sono completamente dimenticato. Dopo cena ho riacceso e mi sono guardato una puntata di qualcosa, poi mi sono sparato un episodio di uno dei podcasts che ascolto, ignaro della piccola turbolenza che si stava scatenando. Verso le 23 e spicci ho guardato su twitter cosa succedeva e mi sono ritrovato più di una ventina di notifiche, gente mai vista e conosciuta da più parti del mondo aveva ripreso la mia domanda. Con mia grandissima sorpresa lo stesso Wil Wheaton mi ha aveva retweetato, non con il semplice comando apposito ma prendendo il mio tweet e incorporandolo in uno suo con il mio nome sopra. Ero sorpreso ma anche un sacco contento. Nel frattempo la mia domanda aveva avuto risposta: “ I hope so! We don’t actually control that, we license #TheWilWheatonProject from a studio, and the studio makes those deals”.
Qualcuno avrebbe ritenuto chiusa la faccenda, ma io ho preferito ringraziare per la risposta. Ted A'Zary ha messo il tweet tra i preferiti, una sottolineatura.
Il tutto è una piccola cosa in generale, grande per me per l'interazione che c'è stata con Wil che stimo tanto, cavolo sono cresciuto con lui: Stand by me, Star Trek TNG, Eureka e The Big Bang Theory tra le altre cose, e quindi il piacere è stato tanto.
Il piacere c'è anche nel non essere sgradevoli e chiedere le cose con cortesia: don't be a dick e la prima legge di Wil Wheaton. La mia cortesia è stata apprezzata.

Il secondo fatto è accaduto ieri e sempre grazie a twitter, credo.
Mi sono ritrovato la notifica di una ragazza che mi scriveva che fa parte di Choir, Choir, Choir e mi chiedeva se avevo notato la loro versione di A little respect degli Erasure. Era la risposta ad un mio tweet che ho scritto la sera dell'ultima puntata di Looking, serie dove questa canzone è presente, è che mi ha colpito molto per il contesto in cui si sentiva. Ho risposto si, che la conoscevo, l'ho ringraziata perché sentire le loro cover su YouTube mi riempie di gioia, mi fa ridere, mi fa sentire bene.
Contemporaneamente il post che avevo scritto sul coro canadese due mesi fa si segnalava per il numero di visite, una sessantina. Per i miei standard di visite un record. Mi ha fatto piacere perché quel post l'ho scritto in momento di forte stress, nel quale pensavo si stesse per scatenare qualcosa di molto brutto che poi per fortuna non c'è stato, ma scrivere quel post mi ha sollevato tanto, lo stress si è attenuato moltissimo come del resto accade ogni volta che scrivo, mentre scrivevo ascoltavo in cuffia i Choir, Choir, Choir; le due cose unite mi hanno avuto un effetto più che positivo.

Mi rimane la curiosità di sapere se chi ha visitato il mio blog, presumibilmente cittadini di Toronto, abbia usato il traduttore di google almeno per avere un idea di massima di ciò che c'è scritto nel post, mi auguro che ne abbiano colto lo spirito positivo con il quale avevo scritto.

Insomma don't be a dick: un tocco di gentilezza non guasta mai soprattutto in tempi nei quali sempre più spesso nei commenti a post, video, articoli e quant'altro leggi cose piene di odio, dileggio e rabbia.

Scrivere di più. L'ho scritto altre volte: sono pigro e questo fa di me il mio peggior nemico, però è vero che ogni volta che tiro fuori un post sono contento, mi da gioia, mi riempie lo spirito e poi non sai mai chi potrà leggere le cose che scrivi, magari quel giorno che ne hai più bisogno ricevi una parola gentile.


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