lunedì 14 aprile 2014

Looking.



Tra i rinnovi di questi primi mesi del 2014 quello che mi ha fatto più piacere è il rinnovo della serie tv Looking della HBO.
Looking è una serie tv, solo otto puntate fino ad ora, ambientata a San Francisco e che racconta le storie di tre di tre uomini, gay, alle prese con la difficoltà di trovare la persona giusta con la quale dividere la vita, alle prese con le proprie insicurezze e le proprie fragilità e con la vita di tutti i giorni.
Non è la prima serie tv che parla del mondo lgbt: c'erano già stata Queer as folks, Uk e US, e The L wolrd, in Looking almeno nelle prime puntate non ci sono grandi novità rispetto agli stessi temi trattati nelle serie citate, c'è però un lasso di tempo che sebbene non considerevole ha cambiato tantissimo il percepito delle temetiche lgbt. Basti pensare alla forza sempre più pressante nella richiesta di parità di diritti che dieci anni fa non c'era: sarebbe stato impensabile dieci anni fa sentire un presidende degli Stati Uniti parlare del tema nel suo secondo discorso di insediamento.
Lasciamo da parte la politica, torniamo a Looking.
I tre protagonisti: Patrick, crea videogiochi, è molto carino e fa colpo, non hai mai avuto una storia più lunga di qualche mese e cerca la persona giusta della quale innamorarsi. Il suo peggior nemico: se stesso.
Dom, ormai alla soglia dei 40, vorrebbe cambiare la sua vita, fare pace con relazioni fallite alle spalle e ritagliarsi il proprio angolo di mondo.
Agustin, uno dei più antipatici personaggi mai visti, secondo me. Vuole fare l'artista, è pretenzioso e un po' stronzo, ha una storia seria con Frank che non tratta benissimo, l'unica cosa positiva che si può dire su di lui è che vuole molto bene a Dom e Patrick.
Le interezioni tra loro e alcuni altri personaggi rendono la serie molto interessante: il linguaggio è fresco, non ci sono tabù, ha una fotografia splendida, San Francisco aiuta tantissimo, ha una colonna sonora molto bella.
Amore, amicizia, lavoro, relazioni, matrimoni, attrazioni inaspettate.
Delle otto puntate di questa prima serie quella che ha spiccato è la quinta: come possono passare la giornata due ragazzi che stanno iniziando una storia e che si stanno conoscendo? A parte l'ovvio, c'è anche quello, la cosa che mi ha colpito di più è stata la franchezza dei dialoghi, spesso è difficile far uscire allo scoperto i propri sentimenti. Ciò che si sente, quello che si crede.
Il consiglio è: guardatela. È un'ottima serie tv, è ben scritta, tra gli altri ci sono Jonathan Groff e Russell Tovey, ottimi entrambi.

E poi rischierette che vi rimanga in testa per settimane A little respect degli Erasure, come è successo a me.  


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