domenica 2 marzo 2014

Letture di Febbraio.

È stato un mese di molte letture, ho un po' baratto visto che sono tutte cose brevi, ma la brevità a volte serve.

Susan Abulhawa: Ogni mattina a Jenin. Palestina e Israele: basta questo per dire che il tema di questo libro è forte, come forti sono alcuni momenti che mi hanno colpito tanto. La scrittura è semplice, senza fronzoli e diretta ma non perde in efficacia. La questione mediorientale l'ho studiata, ho letto libri e ne ho sempre avuto una certa idea. Vedere la storia dall'alto aiuta a tenera la prospettiva sui problemi ma aiuta anche e soprattutto guardare alle singole storie, anche quando sono inventate ma inserite nei fatti realmente accaduti. È doloroso.

Bret Hartinger: Geography Club. Adolescenza e omosessualità. Sapevo di questo libro perché l'ho visto spesso in libreria e avevo visto lo stand di Playground, piccola casa editrice romana, alla fiera della piccola e media editoria. Ho colto l'occasione di leggere il libro in originale e non mi sono pentito. Il libro in se ha la possibilità di essere migliorato, in alcuni momenti ho trovato che approfondisse poco, resta il fatto che il tema viene trattato con dignità e senza pruderie. È il primo di una serie, credo che continuerò perché adesso sono curioso di sapere come continua.

Andrea Martinelli: Justice ha due padri. Di Andrea ne avevo già parlato nel blog (QUI), con lo stesso meccanismo ha intrapreso un nuovo viaggio attraverso gli States per vedere se e come cambia la percezione dell'omosessualità nel paese a stelle e strisce. Peccato che non aggiunge niente di nuovo rispetto alle cose lette sul blog, The Trading Post, l'estate scorsa. Resta un'iniziativa che mi è piaciuto sostenere.

Jo Graham: Homecoming. Orfano di Stargate Atlantis ho cercato per anni i cinque libri che raccontano cosa succede ai protagonisti della serie dopo la chiusura della stessa, finalmente li ho trovati, questo è il primo. Ho goduto come un riccio a leggere le storie di John Sheppard, Rodney McKay, Teyla Emmagan e Ronon Dex, è stato come ritrovare vecchi amici.

Jacqueline Carey: Naamah's blessing. E così sono arrivato alla conclusione della trilogia di Jacqueline Carey con protagonista Moirin. La promuovo anche se al nono libro della saga si sente un filino di stanchezza. Manca, secondo me, dell'epicità della prima trilogia, nonostante questo mi sono divertito lo stesso.

John Green: The fault in our stars. Adolescenza e cancro: l'esito è abbastanza scontato, il tema è trattato con un po' di approfondimento, il libro si rivela abbastanza interessante e una bella storia, forse avrebbe avuto bisogno di una scrittura più corposa, ma tant'è. Capisco perché in giro in rete abbia trovato commenti molto entusiasti.


AA.VV.: Sei per la Sardegna. Sono sempre piuttosto scettico quando ho tra le mani racconti, in questo caso pure molto brevi, e infatti non mi hanno suscitato grandi emozioni. Il libro è per una buona causa, aiutare la popolazione di Bitti paese tra i più colpiti dall'alluvione dello scorso novembre in Sardegna quindi vale la pena di essere comprato. 

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