domenica 2 marzo 2014

Fabio Volo.

Ieri mattina sono stato a vedere Fabio Volo che negli ultimi due giorni grazie a Liberos, ha fatto un tour in Sardegna.
È stato un incontro divertente, forse un po' breve, 40 minuti circa, ma grandi cose da aggiungere non ce n'erano rispetto al libro, le domande del pubblico sono state poche, credo che la gran parte delle persone che erano lì, il libro l'avesse letto e digerito da tempo e quindi era giusto l'occasione per farselo autografare, fare una foto e dire ciao. L'unica nota stonata un tizio al quale hanno fatto fare una sorta di saluto: si poteva evitare. Spesso sono momenti poco interessanti però capisco che a volte siano d'obbligo peccato che il tipo non riuscisse a mettere una parola dietro l'altra per esprimere un concetto di senso compiuto, se ne poteva fare a meno. Per fortuna la triste parentesi è stata chiusa con celerità.
E già sento in lontananza la domanda fatidica: ma come leggi Fabio Volo? Si, lo leggo.
È un dibattito abbastanza vecchio e che un po' mi ha stancato. Chi ha avuto la cortesia di leggere il mio blog avrà potuto vedere che sono abbastanza eclettico quando si tratta della scelta delle mi letture. Fabio lo leggo dal primo libro e fino al quarto l'ho sempre trovato divertente, ho riso tanto, era un'ottima lettura d'evasione, che non deve essere preso come demerito, anzi. Mi è capitato spesso che libri che dovevano servire a per rilassarmi e staccare il cervello dai pensieri si rivelassero delle epiche cagate.
Con gli ultimi tre libri devo confessare che ho fatto un po' di fatica e mi sono un filo annoiato. Credo che io, come lettore, e lui, come scrittore, siamo andati in direzioni diverse, capita. Capisco però il successo che ha: di fatto Fabio parla di cose comuni, successe più o meno a tutti noi e lo fa con una scrittura semplice che non tenta di prendere per il culo il lettore.
Non credo che Fabio sia un danno per l'editoria italiana, come spesso viene definito. Credo che chi legge Fabio Volo poi possa essere libero di leggere anche altro, io ne sono un esempio, una cosa non esclude l'altra. Mi si può argomentare contro che spesso chi legge Volo, legga solo questo, vero ma anche in questo caso non mi sembra che sia colpa sua, ma del sistema scolastico e editoriale italiano.
Quando ero a scuola, soprattutto alle medie, odiavo leggere con tutto me stesso, perché ero costretto a leggere cose che non capivo, benché importanti, e che mi annoiavano molto, mi ci sono voluti anni per amare la lettura, per farmi un gusto personale e per recuperare cose seminali.
Lo dico onestamente: credo che guardando a tutte i libri che escono ogni anno in questo paese siano tante le prese per il culo e pure di autori molto più blasonati e considerati dalla critica rispetto a Fabio Volo: lui scrive le sue cose, possono piacere o meno, ognuno di noi è libero di comprare o meno i suoi libri.

Basta con l'accanimento contro la croce rossa e proviamo, invece, a interrogarci sul perché in questo paese più della metà della popolazione non legge. Sarebbe un dibattito più utile.

Nessun commento:

Posta un commento