venerdì 3 gennaio 2014

Uscar 2013.

Con il mio gruppo di lettura ogni anno, questo è il terzo, ci mettiamo lì e compiliamo la nostra personalissima classifica dei libri letti durante l'anno. Alla fine è una scusa per vedere cosa è piaciuto agli altri, per consigliarci e segnalarci a vicenda libri che durante l'anno possono esserci sfuggiti.
Come si vede dai libri che ho scelto il 2013 non è l'anno di edizione ma quando li ho letti io, per questo ci sono cose note e del passato. Non ha nessuna pretesa esaustiva.

The nominees are:

i cinque libri migliori dell'anno:

1) Wil Wheaton: Dancing barefoot. L'ultimo capitolo di questo libro tocca una delle mie basi fondanti, Star Trek. Il racconto di come Wil fa pace con la serie e con l'odiato Wesley Crusher mi ha fatto venire i brividi. Parlava di se stesso, ma parlava anche di me e di ciò che sento più affine culturalmente. Difficile che un libro possa toccare le mie personalissime corde in questa maniera. (ne ho parlato anche QUI)

2) Douglas Adams: Dirk Gently, agenzia investigativa olistica. Mi ha fatto ridere come gli ultimi capitoli della Guida Galattica non erano riusciti a fare, più di tutto mi è piaciuta la costruzione della trama e l'uso del paradosso temporale.

3) Stephen Ambrose: Banda di fratelli. La compagnia Easy si addestra per lo sbarco in Normandia, il trasferimento in Gran Bretagna, lo sbarco, la Francia, il Belgio, fino ad arrivare ai campi di concentramento e al rifugio montano di Hitler. Una storia di ragazzi, eroi che hanno fatto la storia e che tra di loro erano fratelli. Hanno visto l'inferno e sono tornati per raccontarlo, sperando non accada mai più.

4) Francesco Abate: Un posto anche per me. Mi sono ritrovato ad immedesimarmi così tanto nel protagonista che mi ha fatto una certa impressione. Alcune cose della sua vita le conosco bene, purtroppo. Alla fine quello che ognuno di noi cerca è un posto dove sentirsi a proprio agio. (ne ho parlato anche QUI)

5) Cheryl Strayed: Wild. I km a piedi fatti dall'autrice nel cammino che parte dal Messico e arriva fino al Canada non sono solo fisici ma anche spirituali e personali. Wild è un racconto di errori, d'amore, di perdita e di riconquista. Stare così tanto da soli con se stessi mette davanti ai propri demoni e per uscirne vincitori ci vuole una forza non comune. Una storia affascinante.

più, categorie speciali:
il peggiore libro dell'anno: Walter Moers: Le 13 vite e mezzo del Capitano Orso Blu. La noia oltre il limite, nonostante sia un libro per ragazzi e quindi supposto leggero. Ha messo a dura prova la mia pazienza e sono stato lì, lì per abbandonarlo più volte.


la sorpresa: David Eggers: Zeitoun. L'avevo abbandonato Eggers, le sue cose di fiction sono andate calando con il tempo. Avevo però sentito parlare bene di questo libro e ho provato a dargli una possibilità. Ho fatto bene perché Eggers si rivela un ottimo cronista, la scrittura ottima, racconta la storia della caduta sotto Katrina di New Orleans. Racconta degli errori fatti e di quanto spesso le persone sanno essere stupide, racconta del coraggio di un uomo che ha affrontato una prova non indifferente.


la delusione: Stephen King: Shining. Leggilo, leggilo, non può mancarti uno dei capolavori del Re, dicevano. Non mi è piaciuto tanto. Ci sono tutti gli elementi che l'hanno reso grande ma sono pasticciati, a volte prolisso e ridondante, la narrazione ne risente. Si sente il fatto che fosse solo al suo terzo libro. (ne ho parlato anche QUI)


il più romantico: Rachel Cohn & David Levithan: Nick & Nora tutto accade in una notte. Chi non sognerebbe di trovare la persona dei propri sogni, in una notte a NY?


il libro che ci ha fatto ridere: Janet Evanovich: Stephanie ammazza sette. Anche quest'anno il più divertente. Le avventure di Stephanie sono esilaranti, la sua goffaggine e la sua capacità di cacciarsi nei guai sono senza uguali.


il libro che ci ha fatto piangere: Jacqueline Carey: Kushiel's mercy. Mi sono commosso, mi sono scese le lacrime. Tanta è stata l'attesa di poterlo leggere che quando l'ho letto mi ha lasciato a bocca aperta per quanto è bella la storia e di come i legami tra i personaggi sono di una forza incredibile. Vorresti averli anche tu così. Annullarsi completamente per ritrovare la persona amata, non da tutti.

miglior personaggio maschile: Wil Wheaton. Perché ha saputo reinventare se stesso nel momento di difficoltà, ha reinventato la sua carriere e oggi è una delle persone alle quale guardare nella nerd community. Si è messo in gioco, è venuto allo scoperto, si è messo a nudo e ha ricevuto inaspettate valanghe d'affetto e ammirazione, tanto da sotterrare le poche voci idiote. Non è fiction, è vita vera. È il protagonista dei suoi libri, è la sua storia.

miglior personaggio femminile: Annabeth Chase. Puoi essere la figlia di Atena, puoi essere la persona più intelligente del gruppo, puoi saper risolvere con il tuo cervello anche i problemi più complicati ma quando arrivi nel posto più buio della terra, nel posto più spaventoso che neanche i tuoi peggiori incubi allora l'amore della persona al tuo fianco può essere più potente di tutto il resto, anche se a volte è difficile ammetterlo anche con se stessi. 


Il miglior autore: Rick Riordan. Non per qualità della scrittura, forse. Ma sicuramente per il numero dei libri suoi che ho letto nel 2013 e perché mi ha tenuto avvinto e mi ha fatto trepidare per i suoi personaggi.

la copertina più bella: Bjorn Laarson: La vera storia del pirata Long John Silver. Perché sa di mare e d'avventura.


la colonna sonora: The Lumineers. Non sono propriamente la colonna sonora delle mie letture ma sono stati comunque la band che ho ascoltato di più. Si meritano la citazione.


il titolo più bello: Anne Rice: Un grido fino al cielo. Il libro così, così, ma il titolo lo trovo evocativo.


miglior racconto: uno qualsiasi di Nella carne di Sara Bilotti. Non amo i racconti ma quelli di Sara mi sono piaciuti. Quanto può essere oscuro l'animo dell'uomo?


Special Guest: Anarchy in Us!

Jules Verne – Viaggio al centro della terra. Letto per caso, mi ha divertito e affascinato e ancora mi mangio le mani per una citazione sulla scienza che non sono più riuscito a trovare. Scritto quasi due secoli fa e non sente il peso del tempo. Talento puro.

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