martedì 24 dicembre 2013

Smith & Burrows - When The Thames Froze



Non amo particolarmente le feste natalizie, la mia non è moda né un capriccio, semplicemente non sopporto tutto ciò che circonda questo periodo, le mille inutili complicazioni, la frenesia che prende le persone neanche dovesse arrivare l'apocalisse.
Paradossalmente, però, una cosa che amo tanto del periodo sono le canzoni natalizie. Sono capace di stare delle ore ascoltando melodie, campanelle e tutti gli orpelli del genere, persino i testi un po' sdolcinati non mi guastano l'ascolto.
La canzone che ho deciso di mettere quest'anno nel blog è un pezzo del 2011 del duo Tom Smith and Andy Burrow. Tom è il cantante degli Editors, Andy è batterista dei We are Scientist oltre ad avere mille altri progetti. Due anni fa si sono messi insieme e hanno fatto uscire un disco di canzoni natalizie dove c'è anche il pezzo del video. Scoperti grazie a James Corden e twitter, questi giorni non ho quasi ascoltato altro. Il pezzo è molto bello, la voce di Tom è fantastica, ma non lo scopro oggi.
Chiudo con le ultime frasi della canzone che mi piacciono molto:

"So tell everyone that there's hope in your heart
Tell everyone or it will tear you apart
The end of Christmas day, when there's nothing left to say
The years go by so fast, let's hope the next beats the last".

Buone feste.

lunedì 9 dicembre 2013

Mezza stagione: le serie tv che guardo.

Siamo quasi arrivati alla pausa natalizia della programmazione delle tv americane, canadesi e britanniche. Provo a raccogliere qualche idea.
Intanto le due novità della stagione: Agents of the S.H.I.E.L.D e Almost Human.
La prima è prodotta da Joss Whedon e compagnia. È il proseguimento con The Avengers e raccoglie molte delle idee di quel mondo. L'agente Coulson interpretato da Clark Gregg è il personaggio chiave e di raccordo con i film. La serie arrivata alla decima puntata è promossa a pieni voti. I personaggi principali sono interessanti, la serie bilancia bene la serietà di certi casi con momenti più divertenti che alleggeriscono. Il gruppo è ben assortito e si lascia voler bene.
Almost Human è prodotta da JJ Abrams e creata da J.H. Wyman, creatore di Fringe. Per avere un idea di Almost Human leggetevi Abissi d'acciaio di Isac Asimov perché viene direttamente da quel mondo. Cosa succede se mettete un detective umano insieme ad un androide? Ecco la serie. Non fatevi spaventare dalle ambientazioni nel futuro o dal rischio che ci sia troppa fantascienza, alla fine della fiera si arriverà a parlare dell'essere umano e della sua natura. Le prime 4 puntate sono state molto buone, vediamo come prosegue.
Del resto delle serie che seguo c'è poco da dire, tra alti e bassi proseguono tutte abbastanza decentemente.
Menzione speciale per Criminal Minds che arrivata alla nona stagione non da segni di essere bollita, anzi ogni settimana riescono a tirare fuori puntate molto belle che tengono l'asticella della qualità molto alta. (presto arriverà un post ad hoc per i Corpi Freddi)
The Mentalist e Dexter sono due casi che tralascio e dei quali voglio parlare a parte.
Dicembre è un mese speciale perché arrivano due finali di serie. Chiudono Misfits e Treme.
La prima mi piace, le prime tre stagioni erano state molto belle e divertenti, queste ultime due con il totale cambiamento di cast un po' meno, questi tipi di cambiamento sono tipici della tv britannica, non sempre pagano.
Treme è un caso particolare. Ne ho già parlato in questo post (QUI), non mi dilungo. Mi spiace tantissimo che finisca perché è un gioiello fine e delicato che non si può non amare, allo stesso tempo come un libro meraviglioso è giusto che arrivi alla sua conclusione per non rovinare le cose che lo rendono speciale.

Chiudo con una rigenerazione, il 25 ci sarà quella di Eleventh in Doctor Who. Si chiude l'era di Matt Smith e si apre quella di Peter Capaldi. È la natura del Dottore quella di rinnovarsi per continuare a girare lo spazio e il tempo e vivere avventure emozionanti. L'anniversario per i 50 anni è stato uno spettacolo e non capisco molte delle critiche a Steven Moffat, sono sicuro che sarà ottimo anche lo speciale natalizio. Non vedo l'ora.

mercoledì 4 dicembre 2013

Letture di novembre.

Mese inteso novembre. Mi sono divertito a leggere e ho anche allargato i miei orizzonti con quattro autori su sei che non avevo mai letto.

Janet Evanovich - Stephanie ammazza sette. Come sempre da spanciarsi dal ridere. Al settimo capitolo delle avventure di Stephanie Plum si potrebbe pensare di averne abbastanza e invece è sempre un bel leggere e ridere. I guai in cui si caccia sono innumerevoli e spesso improbabili ma è il suo bello. Non vedo l'ora di leggere l'ottavo libro.

Fannie Flagg: Pomodori verdi fritti. Un regalo gradito e un libro che volevo leggere da anni. Ho un vago ricordo di aver visto il film ma non ne sono sicuro. La storia è dura, è storia di vita nel sud degli Stati Uniti, Alabama, e è storia di neri che ancora non avevano diritti e venivano sfruttati, è storia di povertà ma anche di persone che al loro modo e nel loro piccolo facevano la differenza. Un ottimo romanzo.
Harper Lee: il buio oltre la siepe. Un classico che mi mancava e grazie ad un altro regalo l'ho letto. Mi è piaciuto tantissimo e capisco perché viene considerato una delle pietre miliari della letteratura americana. Mi sento di consigliarlo fortissimamente. Nel post precedente a questo ho provato a buttare giù qualche idea che mi ha ispirato, fateci un giro se avete piacere.

Edward K. Moore: Domenica con le Supremes. Il terzo della mia involontaria trilogia sulla condizione dei neri in America. Dal titolo potrebbe sembrare trattarsi di chick lit, ma non lo è. Le tre protagoniste sono una forza della natura, grazie alla loro amicizia riescono a superare i molti ostacoli che la vita pone loro davanti e in alcuni casi sono terribili. La scrittura leggera rende i temi meno pesanti e fa si che si legga tutto d'un fiato.

Enrico Pandiani: Les italiens. Giallo italiano e di solito inizio la lettura di questo genere con con sospetto e pregiudizio e invece Pandiani mi ha sorpreso in bene. Il protagonista inizia mostrandosi come il classico detective che “non deve chiedere mai”, un duro e invece per fortuna nel proseguo della lettura cambia e trova nuovi modi di essere. L'unica cosa che un po' mi ha disturbato del romanzo di Pandiani è stato l'ultimo paragrafo del libro che mi ha lasciato un po' di amarezza, forse è vero che la natura umana non si può cambiare. Credo che darò una possibilità ai due capitoli successivi.


Licia Troisi: Leggende del mondo emerso. A me basta che ci siano asce, spade, elfi, gnomi, maghi, umani, castelli, foreste e draghi e sono felice. Ogni volta che leggo un romanzo fantasy che mi conquista mi annullo del tutto nella lettura, non riesco a staccarmene e non vedo l'ora di sapere come va a finire. Licia Troisi è riuscita in questo per la terza volta, ritrovare alcuni dei protagonisti dei libri precedenti è stato molto piacevole. Complimenti.