lunedì 11 novembre 2013

Shining, Stephen King.



Nel post predente, quello sulle letture di ottobre, ho accennato brevemente a Shining e al fatto che non mi sia piaciuto molto. Provo ad argomentare un po'.
In primo luogo mi preme dire che non sono un lettore occasionale di Stephen King ma Shining è stato il 33° romanzo che ho letto dello scrittore del Maine. Arrivo con una certa preparazione.
Con i libri di King ho avuto tutta la gamma di esperienze che un lettore può avere leggendo: mi sono divertito tantissimo, sono cresciuto sia come lettore che come persona, ho amato alcuni personaggi, ne ho odiati altri, ho trovato alcuni suoi libri meravigliosi, altri mediamente buoni e altri ancora mi hanno annoiato tantissimo, per altri mi sono domandato che senso abbia avuto pubblicarli, mi sono sembrati inutili.

Shining, per quanto mi ha riguardato, è arrivato carico di moltissime aspettative: persone, amici lettori, del cui gusto mi fido, per anni mi hanno chiesto come mai ancora non l'avessi letto, cosa aspettavo a colmare questa lacuna, un libro così bello, così inquietante. Non ho mai avuto una vera e propria risposta in merito se non che bilanciavo le cose vecchie, per molti le migliori, con le cose nuove.
Ogni volta che sono stato in libreria e ho visto Shining qualcosa mi tratteneva dal comprarlo e non so perché, o meglio, so che quando sei un lettore forte certi libri li senti a pelle, so che chi legge tanto mi può capire. Senti o meno di voler comprare questo o quel libro e con Shining non scattava la scintilla, tanto che alla fine c'è voluto un regalo.
In più a frenarmi c'era la famosa scena del film di Kubrick, che non ho visto, con Nicholson con l'ascia in mano che chiama "Wendy" e che in qualche modo mi ha "rubato" la voglia di scoprire il libro, nonostante sapessi che il regista inglese ha cambiato il finale.
Tutti questi elementi in qualche modo hanno remato contro.
A spiegare la mia perplessità generale basterebbe dire che è il terzo libro di King pubblicato negli States, la bibliografia italiana non fa testo in questo caso.
Ecco perché ho fatto fatica a ritrovare la voce dello scrittore americano a me così familiare, ecco perché alcuni temi ripetuti qua hanno rallentato di molto la narrazione mentre in altri casi sono stati funzionali.
Meno bello di quel che mi aspettavo, il finale mi è piaciuto, alcune parti mi hanno conquistato, altre no ecco perché secondo me ci sarebbe voluta un ulteriore asciugatura, almeno una cinquantina di pagine in meno per rendere il romanzo più agile. Se alla fine fosse stato più spedito e avesse girato meno intorno al proprio ombelico, sarebbe stato perfetto.
Ma era solo al terzo romanzo, ci sarebbe voluto ancora un po' perché sviluppasse la voce dello scrittore che molti di noi amano.

Shining si colloca tra le cose medie di King che letto.

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