venerdì 4 ottobre 2013

La natura e il libro.



Pare uno dei titoli scelti dalla casa editrice Nord per i libri di Jacqueline Carey e invece è il racconto di una domenica pomeriggio.
Domenica scorsa sono stato in un paese della provincia di Oristano che si chiama Samugheo per ascoltare Francesco Abate presentare il suo ultimo libro Un posto anche per me.
Per arrivare lì da dove vivo io ci vuole mezz'ora di macchina, il primo pezzo di strada passa attraverso le campagne che quest'estate sono state colpite da uno degli incendi più brutti che hanno colpito l'isola poco più di un mese e mezzo fa.
Non avevo ancora avuto occasione di vedere i danni e mentre percorrevo i chilometri tenevo un occhio sulla strada e uno sul panorama spettrale che avevo davanti. Il maggiore contrasto è stato il verde brillante dell'erba che sta ricominciando a crescere e il nero degli alberi senza foglie che si protendono verso il cielo con i loro rami che sembrano dita scheletriche. A completare il tutto i cespugli delle varie tonalità di rosso e non perché sta arrivando l'autunno ma a causa della varie gradazioni del fuoco che gli ha bruciati o solo lambiti. Vederlo dal vivo, nonostante sia passato un po' di tempo lascia attoniti. Il fuoco di quest'estate si è portato via anche una vita che cercava di salvare il salvabile.
Per fortuna a risollevarmi lo spirito ci hanno pensato Francesco Abate e gli amici che gli hanno dato una mano durante la presentazione, riduttivo definirla cosi perché c'è stato qualcosa di più.
Un video che ha aperto la serata e che ha fatto da trailer, Matteo Sau ha recitato dei brani dal libro, Irene Nonis ha cantato una canzone ispirata dal libro e Stefano Guzzetti ha curato le musiche che hanno fatto da colonna sonora alla serata. Francesco Abate ha raccontato cosa lo ha ispirato a scrivere il libro, libro che parla di soprusi perpetrati contro le persone considerate differenti. Durante il racconto ci sono stati momenti esilaranti inframezzati da momenti che sono stati veri e propri pugni nello stomaco, sai di cosa parla e come se l'avesse fatto apposta, Abate ha usato le stesse parole che hai sentito tu. La dice lunga su quanto può essere universale un libro.
Libro che ho comprato e che leggerò perché voglio sapere come va a finire la storia di Peppino, sono stati molto bravi a precipitare nella storia le persone che erano lì presenti. Un signore seduto vicino a me ad un certo punto ha fatto un salto sulla sedia, è uscito e dopo poco è tornato con il libro in mano e un sorriso sulla faccia.

La natura ha chiuso la serata per me, infatti ha piovuto tanto che tornato alla macchina ero da strizzare, mentre facevo la strada del ritorno e scendevo verso valle vedevo i lampi in lontananza, al buio i danni degli incendi non si vedevano ma sono lì e certo non basterà un po' di pioggia a risanare la terra così ferita.

edit: ho scordato di dire che la presentazione è organizzata da Liberos, per il festival itinerante Entula. Mi premeva ricordarlo perché stavo facendo un lavoro splendido e meritano pubblicità.

Nessun commento:

Posta un commento