giovedì 26 settembre 2013

Terry Brooks.

E poi arriva quel giorno di settembre in cui incontri uno dei tuoi eroi letterari.
L'idea te la rigiri in mente fin da quando hai letto la notizia, notizia che ha avuto bisogno di tempo per essere digerita: Terry Brooks viene in Sardegna per quattro presentazioni. Una cosa così incredibile che non avrei mai avuto il coraggio di pensare neanche nei miei sogni più nascosti e proibiti.
Il colpaccio l'hanno fatto quelli di Liberos sfruttando il fatto che lo scrittore dello stato di Washington era a Mantova.
Per giorni sono passato da non ci penso, non ci penso a ci penso e mi emoziono. Una groupie alle sue prime date, insomma.
Che libro porto? Il primo libro che ho letto e che fu un regalo della mia amica Laura.

Inciso: con Laura ci siamo persi, come succede nella vita si prendono direzioni differenti e nonostante tutta la buona volontà i contati si sfilacciano fino a sciogliersi del tutto. Se passi da queste parti: grazie per avermi permesso di conoscere Terry Brooks.

Il druido di Shannara, Walker Boh è il mio personaggio preferito. Sarà perché l'ho conosciuto in un momento della mia vita non facile, sarà che in lui ho trovato una comune sensibilità ma mi è rimasto nel cuore tanto che quando è morto mi è dispiaciuto tantissimo, nonostante siano persone su carta ti ci affezioni lo stesso e vivi con loro i momenti brutti e quelli belli.
Dal vivo Terry Brooks è un signore di quasi settant'anni, tipicamente americano e con un gusto dubbio sulla scelta delle camicie: no Terry, la Sardegna non sono le Hawaii sopratutto quest'ultimo settembre.
Come gli scrittori americani che ho incontrato prima di lui, si è rivelato simpatico, disponibile sia nel giocare, dialetticamente, con i moderatori dei due incontri, Chiara Valerio e Michela Murgia, e disponibile a rispondere alle domande. Gliene ho fatta una anche io, anche se non quella che avrei voluto, sono stato spinto dalle cose che ha detto. L'emozione è stata tanta quando a fine presentazione mentre mi firmava il libro mi ha detto grazie per la domanda e io ho risposto grazie a lei.
Il giorno dopo quando mi sono avvicinato per farmi firmare l'ultimo libro che stavo leggendo, si è ricordato e abbiamo scambiato poche parole. Chi mi ha visto dopo deve aver pensato che fossi un po' scemo visto che a fatica ho nascosto l'entusiasmo e l'emozione.
Una risata distensiva me l'ha strappata un ragazzo in fila dopo di me arrivato con due buste dove c'erano tutti i libri: Brooks glieli ha firmati tutti senza battere ciglio tra l'ilarità generale.
Per le cose che ha detto durante i due pomeriggi che l'ho visto vi rimando alla lettura di A volte la magia funziona, una sorta di racconto del perché scrive fantasy, anche se lui ha specificato di scrivere storie d'avventura, del come scrive e degli elementi contenuti nei suoi libri. Non ha aggiunto molto di più però sentirlo dal vivo è tutta un'altra cosa.

Non lo so se riuscirò mai ad incontrare qualche altro dei miei eroi letterari, diciamo che adesso mi permetto di sognare, so che questi due incontri rimarranno nella mia mente come ricordi indelebili, come due momenti felici. Due piccoli tesori da custodire.

Qui due foto importanti: 1 - 2.

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