sabato 3 agosto 2013

Letture di luglio.

È stato un mese denso, sia per qualità che per quantità.

Douglas Adams: Dirk Gently, agenzia investigativa olistica.
Era tanto che volevo leggere questo libro e per fortuna è stato ripubblicato. La storia è uno spettacolo, mi sono fatto grasse risate a leggerlo e l'ho trovato molto originale, molto meglio rispetto all'ultimo della Guida scritto da Adams che mi aveva annoiato. Mi auguro che anche il secondo La lunga oscura pausa caffè dell'anima abbia la stessa freschezza e originalità perché lo voglio leggere poresto.


Cheryl Strayed: Wild. 
Non pensavo che alla fine questo libro mi emozionasse così, un bel percorso, non solo a piedi, raccontato bene. La fatica, i dubbi, le emozioni le ho vissute un po' anche io leggendo il libro.



P.G. Woodehouse: Gas esilarante.
Caruccio ma gli anni passati si sentono tanto. L'idea, dello scambio di corpi, pensata oggi non è granché originale ma pensata allora quando è stato scritto il libro nel 1936, doveva essere abbastanza interessante.


Joanne Harris: Chocolat. Il film l'ho visto così tanti anni fa che lo ricordo appena, ricordo però che puntarono molto sull'ammiccamento a una certa sensualità e sessualità, che però nel libro mancano. Mi è piaciuto, soprattutto il dualismo tra l'oscurantismo rappresentato dal prete e i colori e l'apertura alla vita della protagonista.

Andrea Marinelli: L'ospite. Gli ho dedicato un post tutto suo, lo merita. QUI

Graham Greene: Missione confidenziale. Altro libro che sente il peso degli anni. Ho come moto del blog proprio una frase di Graham Greene, mi segue fin dal 2005 e dal vecchio blog. Non so dove la lessi, mi rimase attaccata. Dovevo ancora leggere un libro di Greene e ne ho approfittato avendo per le mani questo. Non mi ha fatto impazzire, parte della storia del protagonista l'ho trovata ripetitiva. Sono rimasto un po' deluso. Sarò più fortunato la prossima volta?


Rick Riordan: The lost hero. Non so cosa c'è dentro i libri di Rick Riordan che mi prende così tanto ma ad ogni libro faccio fatica a staccarmi. La storia mi coinvolge tanto e mi diverto a leggere. In The lost hero un po' temevo l'effetto personaggi nuovi e invece ho ritrovato le stesse atmosfere, nonché alcuni degli stessi personaggi con la sorpresa finale, tant'è che ho avuto anche il momento: “mi si è accesa lampadina in testa”, quando ho capito dove sarebbe andato a parare il prossimo romanzo. Non tarderò a leggerlo. Troppo bello quando accadono queste cose.

Nessun commento:

Posta un commento