martedì 6 agosto 2013

Concerti.

Un po' come ai vecchi tempi, della mia vita nella capitale, sono riuscito a mettere in fila tre concerti fino ad ora quest'estate. Per il vecchio blog sarebbe stata una festa visto che la musica era monotematica, quasi un disco rotto e ne sarebbero usciti ben tre posts. Piccole memorie.
Tant'è, ho visto nell'ordine Lorenzo Jovanotti, Paolo Fresu e Uri Cane, Stefano Bollani.

Al concerto di Lorenzo le sorprese sono state poche, essendo la terza volta che lo vedevo dal vivo, avevo un'idea abbastanza precisa, ma non vuol dire che non mi sia divertito. Anzi.
Mi sono divertito molto, mi è piaciuto che abbia suonato quasi due ore mezzo e che sia state tutte molto tirate con i pezzi veloci, meno le ballate a questo giro. Ci ha fatto ballare, ci ha fatto ridere e ci ha fatto emozionare. La cosa più bella: il palco. Un forma tutta sua che ha permesso a tutti, nonostante la posizione, di goderci il concerto di poter vedere i musicisti da vicino. Lo scambio di energia è stato bello potente. Nota particolare della serata: una bellissima luna piena che mi ha accompagnato nel viaggio di ritorno, per di più come ha ricordato anche Lorenzo, era l'anniversario del primo allunaggio e per un po' mi sono crogiolato nell'idea che Neal ci guardasse da lassù.

Paolo Fresu e Uri Cane li avevo già visti insieme quando due anni fa il trombettista sardo fece il tour dei cinquanta. Rivederli è stato un bel piacere. Tra i momenti più toccanti quando hanno suonato Cheek to Cheek, E se domani come a voler esorcizzare i tempi del cavolo che viviamo e poi, come due anni fa, hanno suonato un pezzo di Claudio Monteverdi e un pezzo di Barbara Strozzi, entrambi compositori del seicento. Due pezzi di una potenza incredibile, hanno quest'intensità che lascia senza fiato. Momenti di rara bellezza. Da sottolineare la generosità dei due musicisti che sembrava non volessero più scendere da palco.

L'ultimo concerto visto è quello di Stefano Bollani. Bollani lo conoscevo di fama ma non l'avevo mai visto dal vivo, che sorpresa! Sapevo del suo modo giocoso e divertente di esibirsi dal vivo, vederlo è stata un esperienza. Quando è salito sul palco non ha proferito parola se non per un educato buonasera. Si è seduto al piano e è iniziata la magia. Le mani andavano a una velocità incredibile tanto da far sembrare che al piano ci fossero almeno due persone. Meraviglioso quando sembrava che la mano sinistra suonasse una cosa e quella destra qualcosa di completamente diverso. Sono rimasto incantato.
Il bis ci ha fatto morire dal ridere con il suo collage di pezzi che non c'entravano niente l'uno con l'altro. Maestro.

Ultima nota: in apertura di serata si è esibita Ilaria Porceddu, che conoscevo giusto di nome e perché ha partecipato a un edizione di x-factor. Sarò sincero: il genere per me è un po' così, il pop lo digerisco a fatica, ma le canzoni non erano male. Si è seduta al piano ha suonato e ha cantato e sono stati quaranta minuti interessanti. La cosa che più mi ha stupito è stata la voce: potente. Da tenere d'occhio.

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