mercoledì 17 luglio 2013

Cory.

È strano come a ormai qualche giorno dalla morte di Cory Monteith stia ancora qui a pensarci. Peggio, da qualche giorno leggo con una certa regolarità un forum dove si parla di Glee e dove le reazioni dei fan della serie non si sono fatte attendere e sono, come è facile immaginare, tutte abbastanza tristi e scosse. La severità quasi militare dei moderatori tiene lontani i trolls, per fortuna.
Nel post precedente ho messo il video di Don't Stop Believin' perché mi sembrava il modo migliore per ricordarlo, da quella canzone tutto ha avuto inizio. Non eravamo in molti a conoscere la canzone dei Journey, almeno in Italia.
Quello che mi chiedo è perché la morte di Cory mi abbia colpito così. 
Dovessi stilare una veloce lista delle mie serie preferite Glee risulterebbe in una posizione molto bassa, qualche mese fa ho anche scritto un pezzo critico nel quale esprimevo perplessità sullo stupore di certi fan a proposito del modo fin troppo leggero e superficiale di affrontare certi temi da parte degli autori della serie. Diciamo che le trame, sia quella orizzontale e che quelle verticali delle puntate, non sono il punto di forza della serie.
Ricordandomi della prima stagione, come molte cose della mia vita arrivai in ritardo anche con Glee, la cosa che più mi infastidiva era che il personaggio di Cory, Finn, pensasse di aver messo incinta la propria ragazza senza averci fatto sesso. Una roba talmente ridicola che mi sentivo in imbarazzo per lui e per la serie.
Per me Glee è sempre stato una sorta di karaoke, quando le canzoni mi piacciono e sono ben arrangiate e cantate la puntata ne esce bene, altrimenti il tastino “skip” diventa il mio preferito e la cosa si riduce a venti minuti scarsi.
Eppure eccomi qui. Guardo le foto di Cory, leggo le cose che diceva e quello che ne viene fuori è l'immagine di un ragazzo simpatico, divertente e di talento. Eppure i demoni c'erano, c'erano fin da prima che diventasse famoso e ricco, erano una parte di lui, la parte che ha vinto, purtroppo.
Di abuso di sostanze per fortuna ne so poco, però l'idea che mi sono fatto negli anni è che se non vuoi essere aiutato difficilmente ne esci. Ti potranno costringere ad andare in riabilitazione, ma se non hai la volontà non c'è niente da fare e forse la volontà di salvarsi per Cory non era così forte.
C'è un bell'articolo del comico americano Rob Delaney (qui) dove spiega questo e dove racconta che per decidere di smettere di bere gli ci sono voluti quasi dieci anni. Non è facile insomma.
Boh! Probabilmente mi spiace perché il potenziale perso è tanto, perché nonostante nessuna cosa in comune era un ragazzo apparentemente normale non troppo lontano da me. Non lo so.
Resta un filo di rammarico, assommo queste mi poche righe allo stuole di commenti sulla vicenda,
alla fine per me si tratta di qualche pensiero sparso.

Adesso assisteremmo al solito circo, fra qualche anno forse si capirà, se mai sarà possibile capirlo, perché un ragazzo di 31 anni è morto da solo, circondato solo dai suoi demoni.


domenica 7 luglio 2013

Michael Cunningham.

Qualche settimana fa sono stato ad ascoltare parlare lo scrittore americano Michael Cunningham, sono rimasto un po' deluso non per colpa sua ma di chi faceva le domande, una giornalista che invece di sfruttare l'opportunità di avere uno scrittore del suo calibro per chiedere cose rilevanti su qualsiasi tema, si è concentrata su scemenze da bambina piccola. Anzi credo che se le domande le avesse fatto un bambino avrebbe chiesto cose più profonde. Avete presente quando si parla di servizi di costume, il livello era quello, c'è mancato poco che gli chiedesse quale fosse il suo colore preferito. Mi sono sentito in imbarazzo per lei. Il momento più alto quando una signora del pubblico ha fatto una domanda e si è beccata l'applauso dei presenti perché era una domanda di un certo spessore. Lui un po' è stato al gioco e un po' è riuscito a dire, nonostante tutto, cose interessanti.
Il fatto più curioso della serata è avvenuto quando ero in fila con la mia amica Giulia per farci firmare il libro, io ho portato quello di Cunningham che ho amato di più: Una casa alla fine del mondo.
Dunque, eravamo in fila e una signorina dietro di me era al telefono con il fidanzato/marito e voleva che lui le prendesse uno dei libri che le mancavano, solo che non si ricordava il titolo. Dopo averli elencati tutti mi accorgo che ne manca uno e glielo suggerisco, mi ringrazia e dopo qualche minuto arriva il fidanzato/marito con il libro. Si parla di Giorni memorabili.
E io mi sono chiesto, tra di me, mi ringrazierai anche dopo averlo letto? Perché a me non è piaciuto per niente. Doveva rivelarsi una delle cose migliori scritte da Cunningham, con ampi riferimenti a Walt Whitman, uno dei pochi poeti che apprezzo, invece ricordo nel leggerlo fatica e noia. Accade.
Di tutto ciò mi resta che non saprò mai se alla signorina dietro di me in fila il libro possa essere piaciuto o meno. Potrebbe essere una bella storia da raccontare.

giovedì 4 luglio 2013

Letture di Giugno.

Giugno è stato un mese ricco di letture, che soddisfazione quando è così.

  1. Kami Garcia & Margaret Stohl: Beautiful Creatures. una lettura così. Ho visto il film e ho voluto leggere il primo libro. Come spesso succede il film si è rivelato una schifezza mentre il libro è piacevole ma niente di più di una storia adolescenziale. *** (letto in originale)

  2. Herbie Brennan: La figlia degli Elfi. anche qui siamo appena sopra la sufficienza. Brennan aveva detto che la serie si sarebbe conclusa al quarto libro e avrebbe fatto bene a mantenere la parola visto che questo ultimo libro non aggiunge niente. Una lettura piacevole e siccome sono un complettista compulsivo, l'ho preso. ***


  3. Eoin Colfer: WARP - Reluctant assassin. la sorpresa del mese, non pensavo che dopo la serie di Artemis Fowl, Colfer riuscisse a tirar fuori un'altra bella idea e invece... l'ho trovato avvincente e non vedo l'ora che scriva il seguito. I libri dello scrittore irlandese ormai me li sto prendendo in originale, sono di facile comprensione e non devo aspettare i beati comodi dell'editore italiano. ****

  4. Isaac Asimov: Abissi d'acciaio. Asimov è una conferma. In questo caso si parla di pregiudizi. Sono stato contento di aver ritrovato un personaggio già incontrato alla fine del ciclo della fondazione. Asimov va letto, lo ripeto da sempre, perché usa la fantascienza per parlare dell'essere umano, sono libri scritti sessanta anni fa ma sono di un'attualità disarmante. ****


  5. Dave Eggers: Zeitoun. Il cinque stelle del mese. Un libro molto bene scritto con una storia realmente accaduta, New Orleans durante e dopo Katrina, che lascia senza parole. Lo osservavamo da poco con un altro estimatore dello scrittore statunitense, mi pare che Eggers in questi casi dia il meglio di se rispetto a quando scrive fiction. Adesso sono curioso di leggere Eravamo solo ragazzi in camino. *****


  6. Marco Cubeddu: Con una bomba a mano sul cuore. un bel titolo, un libro non malvagio. risente di essere opera prima che può essere un pregio e un diffetto, lo dicevo con il mio libraio di fiducia, il prossimo magari non sarà granché ma al terzo rischia di sfornare il capolavoro. Vedremmo. ****


  7. Flavio Soriga: Nuraghe Beach. a me come scrive lui, mi piace poco. In questo libro un po' si riscatta: si inventa una bella storia per parlare dei luoghi poco conosciuti della Sardegna. Gli ultimi capitoli sono proprio belli. ****


Faccio un aggiunta che sconfina nelle serie tv: mi fa molto ridere leggere in giro per la rete i commenti a Game of Thrones. La serie non la sto guardando, è fatta molto molto bene, ma conoscendo già la storia mi annoio un po'. Leggere delle speranze e delle attese delle persone mi fa sorridere perché alcune si avvereranno, altre no. Se potete leggetevi i libri, vedrette che sono altrettanto avvincenti.

Cose sparse.

Uno di quei post omni comprensivi dove ci metto un po' di cose. Se postassi ogni volta, anche solo una breve nota, sarebbe meglio. (ma si possono avere sensi di colpa guardando da quanto non si aggiorna il proprio blog? Non dovrebbe essere un piacere? Domande retoriche)

musica: continua il mio innamoramento con The Lumineers, da qualche mese a questa parte non passa giorno senza che mi ascolti qualcosa dal tubo. Non c'è tantissimo, con un solo disco all'attivo quello è. A seconda della voglia ci sono tre concerti interi che mi piacciono molto: uno ad Amsterdam, il migliore secondo me. Poi ci sono un live fatto a KEXP, radio di Seattle che tra l'altro ha dato spazio anche a Jovanotti, bei video. L'ultimo è un concerto tenutosi a New Orleans, in una posto, presumo, colpito dall'uragano katrina perché pare un po' diroccato ma un'ambientazione suggestiva.
Ci sono anche alcuni video che hanno registrato con il progetto La Blogotheque. Suonano in posti particolari e per strada con le persone che si affacciano dalle finestre, molto originali.
Ultimo consiglio: ascoltate l'ultimo disco di Billy Bragg, molto molto bello e interpreta con profondità questi nostri tempi.

Libri, seguirà post del mese. Con i miei amici di lettura è una bella tradizione che ci siamo presi, è utile perché spesso ci sfuggono belle letture e torna utile per allargare i propri orizzonti.

Cinema: credo che sia la nota dolente visto che non ci vado da tempo. Le ultime due cose che ho visto sono state l'ultimo Batman e l'ultimo Spiderman. Erano doppiati talmente male che sono uscito dal cinema schifato. Sarò snob io, probabile, ma negli ultimi anni la qualità del doppiaggio si è abbassata drammaticamente, sembra tutto finto e tutto troppo patinato. Preferisco guardarmi le cose in originale. Per The man of steel e l'ultimo star trek aspetterò di mettere mano sui dvd, e no, non è un eufemismo per le alternative della rete, conto di prenderli perché sono troppo appassionato per vedere cose di qualità infima.


Sono stato alla presentazione di Marco Cubeddu, Con una bomba a mano sul cuore. Lui è stato abbastanza interessante e mi ha scritto una bella dedica. Negli ultimi due giorni si è segnalato per un articolo un filo spericolato che ha scritto per Il Secolo XIX, sulle donne e i calzoncini corti, diciamo che delle volte prima di scrivere delle cose bisognerebbe pensarci meglio. (disse pensando alle scemenze scritte in questo post)