domenica 2 giugno 2013

Il vuoto.



Quando arriva la primavera, più o meno, è tempo di rinfrescare, vengono chiamati gli imbianchini che armati di pennelli, scale, secchi e altri utensili danno una mano o due di bianco.
Che quadretto idilliaco! Se non fosse per la polvere, la pulizia e il conseguente riordino.
Il giorno prima di tutto ciò ho svuotato la mia stanza, i quasi settecento libri che ho letto in questi anni, e sottolineo la parola anni, sono stati trasportati momentaneamente in soffitta per due tre giorni in attesa di poter ritrovare il loro posto abituale.
Le sere in cui sono stato nella mia stanza praticamente vuota, mi sono ritrovato a pensare: ma sarà così la mente di una persona che non legge? Lo so, lo so, un po' presuntuoso, ma che ci volete fare?
Mi sono domandato come si fa a vivere senza essere circondato da tutte quelle storie, tutte quelle avventure, quelle storie d'amore, quelle storie di tradimenti, di omicidi efferati, di eroi e di magia, di elfi, nani, orchi e statisti, come si fa?
Devo dire che tutto ciò mi ha dato un senso di solitudine e spaesamento. C'è stato un tempo della mia vita nel quale vedere un libro mi causava un certo fastidio allo stomaco. Quello che doveva essere un piacere era diventato qualcosa di sgradevole, da vedere con sospetto soprattutto durante gli anni della scuola media e in parte del liceo, però il germe c'era.
C'è voluto tempo, ci sono volute varie prove, c'è stato bisogno di affinare il gusto e c'è stato bisogno di incontrare tante persone interessanti piene di suggerimenti.
Quando entri in libreria e vedi centinaia e centinaia di volumi come fai a scegliere?
Vai a naso, prendi quello che pensi ti possa piacere o quello che pensi che possa andar bene in quel momento. Ogni libro al suo momento giusto. Non arrendetevi: più saprete, più potrete.

Questa semplice riflessione mi è venuta dal vedere le mie mensole vuote, il senso di vuoto dato dall'eco della stanza vuota. Mi ha un po' spaventato, il vuoto.

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