lunedì 3 giugno 2013

Letture di Maggio.

1) Tess Gerritsen: Il chirurgo.
2) Richard Castle: Frozen Heat.
3) Kathy Reichs: la cacciatrice di ossa.
4) Cecilia Randall: Gens Arcana.
Dei quattro di questo mese quello meno entusiasmante è stato il libro di Kathy Reichs, La cacciatrice di ossa. Quando si tratta di serie il rischio di arrivare ad un momento di stanca è altissimo e credo che la Reichs ci sia in mezzo. Va detto però che nonostante la poca originalità è stata una lettura molto piacevole.
La novità del mese è stata Tess Gerritsen, non l'avevo mai letta ma essendo estimatore della serie tv Rizzoli & Isles volevo provare a leggere i libri dal quale è tratta. Una buona lettura, essendo il primo volume emerge qualche stereotipo ma nel complesso intrattiene bene e mi ha incuriosito. Continuerò.
L'unica nota stonata è stata la copertina un po' ingannevole perché lo spaccia per un caso Rizzoli & Isles, ma della dottoressa non vi è traccia. Insomma alla TEA fanno come i titolisti dei giornali... 
Con Richard Castle siamo alla quarta prova, ne ho detto in lungo e in largo sui Corpi Freddi, so dove mi vado a infilare. Appena sarà pubblicata segnalerò anche qui la piccola recensione che ho scritto. A settembre dovrebbe uscire il nuovo, lo aspetto con impazienza.

Gens Arcana di Cecilia Randall, nonostante un inizio lento, nello svolgimento si riprende ed è una bella storia ambientata nella Firenze dei medici. Ha un buon intrigo e mi ha sorpreso in parte visto che mi aspettavo una conclusione diversa. Un buon fantasy. Della scrittrice italiana ora mi manca da leggere il terzo volume della trilogia Hyperversum, la consiglio perché racconta il medio evo e lo fa con un bel piglio. Ricorda un po' Timeline di Crichton ma nessuno è perfetto.

Chiudo con una nota negativa verso la Giunti, casa editrice che ha pubblicato la trilogia: avete pubblicato i primi due volumi in una sorta di edizione "economica" a 11euro, l'ultimo nonostante sia uscito da anni sarò costretto a comprarlo a prezzo pieno perché non è mai uscito altro. Complimenti! Continuate così che attirerete i lettori forti come me a frotte, di corsa.

domenica 2 giugno 2013

Il vuoto.



Quando arriva la primavera, più o meno, è tempo di rinfrescare, vengono chiamati gli imbianchini che armati di pennelli, scale, secchi e altri utensili danno una mano o due di bianco.
Che quadretto idilliaco! Se non fosse per la polvere, la pulizia e il conseguente riordino.
Il giorno prima di tutto ciò ho svuotato la mia stanza, i quasi settecento libri che ho letto in questi anni, e sottolineo la parola anni, sono stati trasportati momentaneamente in soffitta per due tre giorni in attesa di poter ritrovare il loro posto abituale.
Le sere in cui sono stato nella mia stanza praticamente vuota, mi sono ritrovato a pensare: ma sarà così la mente di una persona che non legge? Lo so, lo so, un po' presuntuoso, ma che ci volete fare?
Mi sono domandato come si fa a vivere senza essere circondato da tutte quelle storie, tutte quelle avventure, quelle storie d'amore, quelle storie di tradimenti, di omicidi efferati, di eroi e di magia, di elfi, nani, orchi e statisti, come si fa?
Devo dire che tutto ciò mi ha dato un senso di solitudine e spaesamento. C'è stato un tempo della mia vita nel quale vedere un libro mi causava un certo fastidio allo stomaco. Quello che doveva essere un piacere era diventato qualcosa di sgradevole, da vedere con sospetto soprattutto durante gli anni della scuola media e in parte del liceo, però il germe c'era.
C'è voluto tempo, ci sono volute varie prove, c'è stato bisogno di affinare il gusto e c'è stato bisogno di incontrare tante persone interessanti piene di suggerimenti.
Quando entri in libreria e vedi centinaia e centinaia di volumi come fai a scegliere?
Vai a naso, prendi quello che pensi ti possa piacere o quello che pensi che possa andar bene in quel momento. Ogni libro al suo momento giusto. Non arrendetevi: più saprete, più potrete.

Questa semplice riflessione mi è venuta dal vedere le mie mensole vuote, il senso di vuoto dato dall'eco della stanza vuota. Mi ha un po' spaventato, il vuoto.