martedì 7 maggio 2013

Letture di aprile.




Finalmente un mese soddisfacente dal punto di vista dei numeri. Lo confesso: un po' ho barato, ci sono due libri brevi sotto le duecento pagine, ma ci sono anche due libri in inglese. Pari e patta.

Trudi Canavan: L'apprendista del mago. L'estate scorsa ho letto tutta di fila la precedente trilogia di Trudi Canavan, La corporazione dei maghi. Mi è piaciuta molto, sebbene alcune perplessità iniziali. Accade spesso, ti devi acclimatare nel nuovo mondo del quale stai leggendo, dove ci sono regole nuove rispetto ai fantasy letti in precedenza.
L'apprendista del mago è un “prequel” ambientato centinaia di anni prima dei fatti accaduti nella trilogia della corporazione. Racconta come e perché è nata la corporazione, anche qui la protagonista è una giovane donna che attraverso le peripezie che vive, crescerà fino a diventare una maga di valore. Cambia le regole basate sul “si è sempre fatto così”, apre nuove prospettive per l'uso nella magia. Spero di poter leggere presto la nuova trilogia.

Charlaine Harris: Morto e spacciato. Sono al nono capitolo di questa serie, mi piace. Mi sono affezionato ai protagonisti e mi piace molto Sookie in questa versione, diversa da quella della serie tv, e mi piace tanto il rapporto che ha con Eric. Ogni volta mi diverto a leggere e rispetto ad altre serie di libri dove la qualità scema con il passare del tempo e dei volumi, qui trovo ancora freschezza e svolte nella trama che mi tengono incollato alla pagina.

George R. R. Martin: Il drago di ghiaccio. Dal creatore de Il trono di spade, voce profonda e musica che sovrasta, una robetta di poca cosa. Una favoletta per bambini che non impegna un micron di cervello. Come per Le torri di cenere, anche qui la delusione è abbastanza forte. Amo molto Le cronache del ghiaccio e fuoco, trovo deludenti le cose slegate da quel mondo che ho letto nei libri di Martin. Come sempre accade le pubblicazioni in italiano si moltiplicano, proverò a dargli un'altra possibilità, sperando di non rimanere deluso.

Sara Bilotti: Nella carne. Primo libro italiano dell'anno. Sara Bilotti è alla sua prima prova editoriale e devo dire che la supera a pieni voti. Confesso una parzialità nei suoi confronti visto che c'è una consuetudine internetiana fatta di dialogo e confronto, ho visto nascere i suoi racconti, ne ho letto qualcuno e ogni volta sono rimasto soddisfatto dalla lettura.
Non amo i racconti, faccio fatica perché appena impari a conoscere i protagonisti arrivi alla fine, il fatto che Nella carne mi abbia conquistato con i suoi racconti di ordinaria malignità, amarezza e crudezza, lo considero un punto a favore di questo libro. Non vedo l'ora di poter leggere qualcosa dal più ampio respiro.

Chris Colfer: Struck by lightning. Chris Colfer? Ma come quello di Glee? Si, quello di Glee. Ah! Ormai scrivono cani e porci, figurati questo che è diventato famoso con una serie leggerina e scema, adesso si mette a scrivere libri. Bleah!
Breve dialogo di chi vede un libro così in libreria e ha un po' di puzza sotto il naso. In parte è stato anche il mio atteggiamento. Sono entrato in libreria, quella volta, senza veri e propri desideri, convinto che ne sarei uscito senza prendere niente. Vado sempre a guardare lo scaffale dei libri in inglese, pronto come sempre a non trovare niente di interessante. Invece eccolo lì. Sapevo dell'esistenza di questo libro dalla rete ma non ci avevo fatto troppo caso, dopo un altro giro a mani vuote decido di prenderlo, d'impulso.
Un bel romanzo, forse più adatto ad un pubblico di adolescenti, ma una lettura divertente, sarcastica e ironica con un protagonista che, diciamocelo francamente, è uno stronzetto che ti piacerebbe prendere a calci nel sedere ma che nel corso del romanzo riesce anche a mostrare un lato di se non detestabile. La fine mi ha completato spiazzato e forse è questo che mi ha sorpreso maggiormente. Una buona prova.

Chris Hardwick: The nerdist way. Ti sei dato ai manuali di auto aiuto? no. Non li leggevo prima, non credo che inizierò a leggerli adesso. Questo è particolare. Qui sul blog ho già parlato di Chris Hardwick e della sua creatura The Nerdist, network di podcast e molto altro. In questo libro Chris prova a suggerire ai nerds - oggi va di moda esserlo ma per natura restiamo emarginati e portati alla solitudine - come provare a focalizzare le proprie ossessioni per videogiochi, musica, libri, film e fumetti in qualcosa di valido che non solo sia la passione della propria vita ma che possa trasformarsi in occasione di lavoro e arricchimento personale, non parlo finanziariamente, parlo della possibilità di uscire dal proprio guscio, dal proprio piccolo mondo fatto di certezze e sicurezze che spesso sono solo un'ancora, un peso che ci trattiene dal valorizzare le nostre potenzialità. Niente di originale sotto il sole, ma in questo libro ci sono consigli validi perché frutto di esperienza e buon senso. Hanno la loro utilità.
Vediamo se riesco a metterne in pratica qualcuno, di questi consigli, almeno con il blog.

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