mercoledì 2 gennaio 2013

UScar 2012.




Con il piccolo gruppo al quale appartengo su aNobii, il sito con le librerie e libri, ormai è tradizione fare un riassunto dell'anno appena passato. La nostra piccola grande capa si è inventate qualche categoria e ognuno di noi si diverte - ci si diverte con i libri, pensa tu – a compilare la scheda. Non si vince niente, in realtà è un giochino per segnalare cosa ci è piaciuto e raccogliere eventuali suggerimenti da persone delle quali ci fidiamo.

Le categorie sono:
  • i cinque libri migliori dell'anno
  1. Kathryn Stockett: L'aiuto. Credo che sia il migliore che ho letto quest'anno, non tanto per la scrittura ma per i temi che affronta come quello della segregazione. Forse nella conclusione c'è un certo buonismo e forse la lingua poteva essere più dura, io mi sono accontento, non bisogna necessariamente esagerare per descrivere certe realtà. Possono essere forti ma raccontate con un oncia di leggerezza.
  2. David Nicholls: Un giorno. Era un po' che non leggevo un libro con una storia d'amore così intensa, non ne dovrei leggere che poi mi intristisco. Fosse stato per me sarebbe finito a pagina 401, solo che Nicholls ha continuato per un altro centinaio di pagine. Uffa! La mia amica Elena dice che in fondo sono un romanticone, in questi casi cito sempre una frase che ho letto o sentito non mi ricordo dove e che fa più o meno: “i cinici sono romantici delusi”.
  3. Stephen Chbosky: Un ragazzo da parete. Parla del passaggio attraverso l'adolescenza di un ragazzo come tanti. Non così originale per i temi che tratta ma la voce del protagonista mi ha colpito molto, mi ha conquistato e facevo fatica a staccarmi da questo libro.
  4. Stephen King – 22/11/63. La mia lettura annuale di King non poteva andare meglio, bel libro, lui lo conosco da anni e so più o meno cosa aspettarmi. Questa volta mi ha conquistato con i viaggi nel tempo, da nerd quale sono non poteva essere altrimenti.
  5. Terry Pratchett – Streghe di una notte di mezza estate. È stato un bel regalo gradito, letto durante l'estate, mi ha fatto venire ancora più voglia di leggere cose dello scrittore britannico. Non-sense che ha senso, un mondo fantastico per raccontare cosa non va nel nostro.

più, categorie speciali:
  • il peggiore libro dell'anno: Jeff Lindsay – Dexter il delicato. Una delle cose peggiori che io abbia mai letto, mi ha fatto letteralmente incazzare come Lindsay abbia buttato al cesso il personaggio. Avevo grandi aspettative dopo aver letto i primi tre della serie, arrivato al quarto ho notato una certa flessione, con il quinto ecco il baratro. Un vero peccato.
  • la sorpresa: Marilù Oliva – Repetita. Ho sempre un certo sospetto verso gli scrittori italiani e invece Mailù Oliva mi ha spiazzato positivamente. Venivo dalla lettura orrenda di Dexter, e ritrovarmi con un serial killer finalmente degno di questo nome è stato una piacevole sorpresa. Fosse stato leggermente più lungo sarebbe stato un romanzo perfetto. Promosso in ogni caso.
  • la delusione: Jonathan Stroud – The ring of Solomon. Letto in inglese per il prezzo troppo alto della versione italiana, ho fatto bene. Rispetto alla trilogia di Bartimeus questa sorta di prequel perde in freschezza. Troppo lento, troppo lungo, abbastanza noioso, peccato perché la trilogia è stata una delle cose migliori in campo fantasy che abbia mai letto.
  • il più romantico: David Nicholls – Un giorno. La storia d'amore tra Emma e Dexter mi ha conquistato. Bello struggente, anche troppo per i miei gusti, una bella scrittura e una bella costruzione della trama. Originale.
  • il libro che ci ha fatto ridere: Janet Evanovich – 6 nei guai. Una sera della scorsa estate, ero sul letto a leggere questo libro, per fortuna ero solo in casa. Verso tre quarti c'è stata una scena che mi ha fatto così ridere che non riuscivo a respirare, mi sono scese le lacrime e mi ha fatto male la pancia, uno schifo insomma. Ma quanto ho riso? Per chi ha voglia di un giallo divertente e senza troppo impegno, consiglio.
  • il libro che ci ha fatto piangere: Kathryn Stockett – L'aiuto. Piangere forse è troppo, però ammetto momenti di commozione. Leggere del trattamento delle persone di colore nel sud degli States, mi ha fa sempre questo effetto.
  • miglior personaggio maschile: Eragon. Credo più di tutti quest'anno mi è piaciuto lui, con la sua crescita, da ragazzo solo al mondo a adulto consapevole dei propri mezzi e più saggio grazie alle esperienze vissute.
  • miglior personaggio femminile: Dorelei mab Breidaia. È uno dei personaggi della seconda trilogia di Jacqueline Carey. Di lei mi è piaciuta molto la determinazione nel far funzionare le cose con il marito. il matrimonio imposto per ragioni di stato si è trasformato grazie alla sua gentilezza, la sua grazia e la sua pazienza. Una donna forte che nonostante tutto alla fine vince.
  • miglior autore: George R. R. Martin. La sua saga continua a piacermi tantissimo, con il suo ultimo libro ha continuato ad appassionarmi, anche se spero che arrivi presto ad una conclusione perché voglio sapere dove andrà a parare.
  • la copertina più bella: Il tempo è un bastardo. Nonostante il libro non sia tra le cose migliori che ho letto nel 2012, la copertina è molto bella.
  • la colonna sonora: particolarmente legato ai libri non ho niente che mi venga in mente, però se dovessi dire, questo 2012 per me è stato l'anno dei Mumford and Sons. La loro musica mi ha stregato.
  • il titolo più bello: A dance with dragons. Mi piace molto l'immagine che evoca questo titolo.
  • miglior racconti: non ho letto raccolte quest'anno.
  • Special Guest: Anarchy in Us! J.K. Rowling – Il seggio vacante. Letto prima che uscisse in in Italia, non volevo aspettare. Bello, mi è piaciuto molto, il libro è pervaso da amarezza, tanta. La Rowling però non si inventa niente, descrive la società.
Per riassumere: 50 libri letti, 18637 circa pagine lette, 1 in lettura e 27 in attesa di essere letti.
È stato un buon anno, soprattutto perché dei 50 libri letti, venti in meno dell'anno scorso, 9 li ho letti in inglese. Arrivare alla fine delle 980 pagine di A dance with dragons è stata una soddisfazione incredibile, mi ci sono voluti due mesi ma ne è valsa la pena. Sogno un giorno, alla faccia delle case editrici italiane, di invertire la tendenza e leggere più libri in inglese e meno in italiano, tanto le cose che più mi interessano le pubblicano oltre la manica o oltre oceano.
Sono contento, ho fatto delle belle letture che mi hanno soddisfatto, spero in un 2013 con altrettanti libri belli.

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