giovedì 31 gennaio 2013

Un po' di serie sparse.


ATTENZIONE: NEL SEGUENTE POST COMPAIONO ENORMI, GIGANTESCHI SPOILERS SU FRINGE. SE NON AVETE ANCORA VISTO L'ULTIMA STAGIONE GIRATE AL LARGO.

Oggi pomeriggio mi sono guardato un po' di cose nuove, parliamo di serie tv, che dovrebbero iniziare la prossima stagione, niente di eclatante ma è presto per dire. Diciamo che all'occhio mi sono saltate le tre nuove serie prodotte da JJ Abrams, non so quanto poi lui sarà coinvolto direttamente ma parliamo della sua casa di produzione e saranno coinvolti i soliti nomi noti. La quarta cosa nuova che guarderò sicuramente è The Shield con al comando Joss Whedon, lui mi piace, speriamo che non fottano il progetto in fase di realizzazione.
Il resto mi interessa poco, aspetto di vedere cosa sopravvive e cosa perirà sotto la scure degli ascolti. La scorsa stagione, per fare un esempio, non ho visto Alcatraz nonostante fosse prodotto da JJ, quando l'hanno chiuso ci ho messo un croce sopra, le serie con un alto tasso di trama orizzontale mi frustrano se non arrivano a una conclusione.
Conclusioni e JJ Abrams ci portano a Fringe. Fringe ha chiuso i battenti con le sue ultime 13 puntate, questo mese. Non tutti sono rimasti soddisfati dal finale. Da un punto di vista emozionale è stato bello e soddisfacente, quando passiamo, però, al un punto di vista strettamente narrativo salta fuori dal cilindro un buco abbastanza grosso. Io non sono rimasto così male, ogni volta che si parla di paradossi temporali siamo sempre sul filo e il caso di Fringe non fa eccezione. Il fatto che Walter e il bambino siano riusciti ad arrivare nel futuro e quindi sventare la minaccia degli osservatori non avrebbe dovuto azzerare anche Peter e Walter? Se i 12 mandati nel passato per studiare le epoche e decidere quale periodo sarebbe stato migliore per l'invasione non fossero mai partiti, come avrebbe fatto Settembre a salvare Peter e Walter dal lago? Sarebbero annegati e quindi mai esisti, solo che se non fossero mai esistiti non avrebbero mai potuto sventare la minaccia degli osservatori. Potremmo stare a discuterne fino alla fine dei tempi. Non esistendo una teoria scientificamente valida, ognuno avrà la propria spiegazione.
Altre serie che si sono concluse: Private Practice è arrivato alla sua fine, per fortuna. Solo che ancora non so come sia finito perché non l'ho ancora visto. Devo trovare la giusta disposizione d'animo, la fine della scorsa stagione mi ha fatto molto girare le palle.
Di Merlin ne ho parlato in un post precedente. Alphas di SyFy è stato chiuso alla seconda stagione e la delusione è stata tanta. Era una bella serie che mi ha fatto compagnia per due estati e è stata divertente e piacevole. Peccato che non abbia avuto il giusto successo.
Altre cose che finiranno quest'anno: Dexter, a ottobre andrà in onda l'ultima stagione. Di quella passata devo recuperare una decina di puntate. I primi due episodi sono mi sono piaciuti.
Quest'estate arriverà alla sua fine il capolavoro di David Simon: Treme. È una serie meravigliosa che racconta di New Orleans e della sua vita. Si innalza senza sforzi sopra la media delle serie. Ogni volta la consiglio.
È di questi giorni la notizia che nel 2014 scopriremo chi è “your mother” di How met your mother. La nona stagione sarà l'ultima e ne sono contento, a tirarla troppo per le lunghe si fa solo danno.
Anche per Psych di avvicina la data di scadenza, pare che per l'ottava stagione USA ha ordinato solo poche puntate. Staremmo a vedere. I due protagonisti mi fanno abbastanza ridere, ma le cose che si possono raccontare mi pare che stiano volgendo al termine.
Edit: tra le serie che finiranno quest'anno ho dimenticato Sons of Anarchy. Anche per SOA ho visto solo due puntate della stagione andata in onda in autunno, devo decidermi a vedere il resto. La curiosità per la conclusione è tanta, voglio vedere cosa si inventerà Kurt Sutter per chiudere la storia.

mercoledì 2 gennaio 2013

UScar 2012.




Con il piccolo gruppo al quale appartengo su aNobii, il sito con le librerie e libri, ormai è tradizione fare un riassunto dell'anno appena passato. La nostra piccola grande capa si è inventate qualche categoria e ognuno di noi si diverte - ci si diverte con i libri, pensa tu – a compilare la scheda. Non si vince niente, in realtà è un giochino per segnalare cosa ci è piaciuto e raccogliere eventuali suggerimenti da persone delle quali ci fidiamo.

Le categorie sono:
  • i cinque libri migliori dell'anno
  1. Kathryn Stockett: L'aiuto. Credo che sia il migliore che ho letto quest'anno, non tanto per la scrittura ma per i temi che affronta come quello della segregazione. Forse nella conclusione c'è un certo buonismo e forse la lingua poteva essere più dura, io mi sono accontento, non bisogna necessariamente esagerare per descrivere certe realtà. Possono essere forti ma raccontate con un oncia di leggerezza.
  2. David Nicholls: Un giorno. Era un po' che non leggevo un libro con una storia d'amore così intensa, non ne dovrei leggere che poi mi intristisco. Fosse stato per me sarebbe finito a pagina 401, solo che Nicholls ha continuato per un altro centinaio di pagine. Uffa! La mia amica Elena dice che in fondo sono un romanticone, in questi casi cito sempre una frase che ho letto o sentito non mi ricordo dove e che fa più o meno: “i cinici sono romantici delusi”.
  3. Stephen Chbosky: Un ragazzo da parete. Parla del passaggio attraverso l'adolescenza di un ragazzo come tanti. Non così originale per i temi che tratta ma la voce del protagonista mi ha colpito molto, mi ha conquistato e facevo fatica a staccarmi da questo libro.
  4. Stephen King – 22/11/63. La mia lettura annuale di King non poteva andare meglio, bel libro, lui lo conosco da anni e so più o meno cosa aspettarmi. Questa volta mi ha conquistato con i viaggi nel tempo, da nerd quale sono non poteva essere altrimenti.
  5. Terry Pratchett – Streghe di una notte di mezza estate. È stato un bel regalo gradito, letto durante l'estate, mi ha fatto venire ancora più voglia di leggere cose dello scrittore britannico. Non-sense che ha senso, un mondo fantastico per raccontare cosa non va nel nostro.

più, categorie speciali:
  • il peggiore libro dell'anno: Jeff Lindsay – Dexter il delicato. Una delle cose peggiori che io abbia mai letto, mi ha fatto letteralmente incazzare come Lindsay abbia buttato al cesso il personaggio. Avevo grandi aspettative dopo aver letto i primi tre della serie, arrivato al quarto ho notato una certa flessione, con il quinto ecco il baratro. Un vero peccato.
  • la sorpresa: Marilù Oliva – Repetita. Ho sempre un certo sospetto verso gli scrittori italiani e invece Mailù Oliva mi ha spiazzato positivamente. Venivo dalla lettura orrenda di Dexter, e ritrovarmi con un serial killer finalmente degno di questo nome è stato una piacevole sorpresa. Fosse stato leggermente più lungo sarebbe stato un romanzo perfetto. Promosso in ogni caso.
  • la delusione: Jonathan Stroud – The ring of Solomon. Letto in inglese per il prezzo troppo alto della versione italiana, ho fatto bene. Rispetto alla trilogia di Bartimeus questa sorta di prequel perde in freschezza. Troppo lento, troppo lungo, abbastanza noioso, peccato perché la trilogia è stata una delle cose migliori in campo fantasy che abbia mai letto.
  • il più romantico: David Nicholls – Un giorno. La storia d'amore tra Emma e Dexter mi ha conquistato. Bello struggente, anche troppo per i miei gusti, una bella scrittura e una bella costruzione della trama. Originale.
  • il libro che ci ha fatto ridere: Janet Evanovich – 6 nei guai. Una sera della scorsa estate, ero sul letto a leggere questo libro, per fortuna ero solo in casa. Verso tre quarti c'è stata una scena che mi ha fatto così ridere che non riuscivo a respirare, mi sono scese le lacrime e mi ha fatto male la pancia, uno schifo insomma. Ma quanto ho riso? Per chi ha voglia di un giallo divertente e senza troppo impegno, consiglio.
  • il libro che ci ha fatto piangere: Kathryn Stockett – L'aiuto. Piangere forse è troppo, però ammetto momenti di commozione. Leggere del trattamento delle persone di colore nel sud degli States, mi ha fa sempre questo effetto.
  • miglior personaggio maschile: Eragon. Credo più di tutti quest'anno mi è piaciuto lui, con la sua crescita, da ragazzo solo al mondo a adulto consapevole dei propri mezzi e più saggio grazie alle esperienze vissute.
  • miglior personaggio femminile: Dorelei mab Breidaia. È uno dei personaggi della seconda trilogia di Jacqueline Carey. Di lei mi è piaciuta molto la determinazione nel far funzionare le cose con il marito. il matrimonio imposto per ragioni di stato si è trasformato grazie alla sua gentilezza, la sua grazia e la sua pazienza. Una donna forte che nonostante tutto alla fine vince.
  • miglior autore: George R. R. Martin. La sua saga continua a piacermi tantissimo, con il suo ultimo libro ha continuato ad appassionarmi, anche se spero che arrivi presto ad una conclusione perché voglio sapere dove andrà a parare.
  • la copertina più bella: Il tempo è un bastardo. Nonostante il libro non sia tra le cose migliori che ho letto nel 2012, la copertina è molto bella.
  • la colonna sonora: particolarmente legato ai libri non ho niente che mi venga in mente, però se dovessi dire, questo 2012 per me è stato l'anno dei Mumford and Sons. La loro musica mi ha stregato.
  • il titolo più bello: A dance with dragons. Mi piace molto l'immagine che evoca questo titolo.
  • miglior racconti: non ho letto raccolte quest'anno.
  • Special Guest: Anarchy in Us! J.K. Rowling – Il seggio vacante. Letto prima che uscisse in in Italia, non volevo aspettare. Bello, mi è piaciuto molto, il libro è pervaso da amarezza, tanta. La Rowling però non si inventa niente, descrive la società.
Per riassumere: 50 libri letti, 18637 circa pagine lette, 1 in lettura e 27 in attesa di essere letti.
È stato un buon anno, soprattutto perché dei 50 libri letti, venti in meno dell'anno scorso, 9 li ho letti in inglese. Arrivare alla fine delle 980 pagine di A dance with dragons è stata una soddisfazione incredibile, mi ci sono voluti due mesi ma ne è valsa la pena. Sogno un giorno, alla faccia delle case editrici italiane, di invertire la tendenza e leggere più libri in inglese e meno in italiano, tanto le cose che più mi interessano le pubblicano oltre la manica o oltre oceano.
Sono contento, ho fatto delle belle letture che mi hanno soddisfatto, spero in un 2013 con altrettanti libri belli.