sabato 24 novembre 2012

Tre giorni da paraculo.

Lunedì il blog compie un anno. Per festeggiare metterò un post oggi, domani un video e lunedì scrivo una cosa ad hoc.
Il post di oggi è un riciclo, riprendo il post che scrissi nel 2006, giugno, per festeggiare il primo anno del mio vecchio blog Just Push Play. Mi guardo con gli occhi di oggi, com'ero sei anni fa. Alcune cose sono cambiate, altre per niente. 

Con lo stomaco, un anno di blog.

Quando si parla di stomaco normalmente si dovrebbe pensare al mangiare, io invece lo uso come organo per sentire le emozioni al posto del cuore. Parlando di musica se non sento quello che scrivo con lo stomaco credo che non valga la pena di metterlo sul blog, e alcune cose le avrei potute evitare.
Credo nella musica con la M maiuscola, e delle volte questa va al di là del gusto di ognuno di noi, credo nella musica dal vivo che quando esci da un concerto hai lo stomaco in gola per il divertimento e le emozioni che hai provato (Audioslave docet), credo nel girovagare in un negozio di cd/dischi e scovare le rarità, il disco a buon prezzo che cercavi da tempo o trovarne di nuovi. Credo nello scartare il tuo nuovo acquisto, sentirne l’odore, sfogliare il booklet per la prima volta, mettere il cd nel lettore, iniziare dalla prima traccia, arrivare all’ultima e “inginocchiarti” e ringraziare se pensi che sia un gran disco oppure darlo al gatto se pensi che faccia schifo.
Queste sono le cose in cui credo quando ascolto, parlo, vivo di musica. Sono malato, so che non potrò guarire ma è una bella malattia.
Ecco perché quando un anno fa ho aperto questo blog ero felice ma al tempo stesso non ero convinto della sua durata. Due i motivi: un po’ per la mia pigrizia e un po’ perché è sempre più difficile provare certe cose con la musica odierna.
La scrittrice Dorothy Parker, alla classica domanda che si fa agli scrittori sul segreto della scrittura, ha risposto: “Scrivere è l’arte di adattare il culo alla sedia”. Perfetto nella sua semplicità. Spesso il mio culo non si adatta alla sedia.
Sono un rocksnob, come direbbe Enrico Brizzi, nonostante, spesso, cerchi di andare oltre il pregiudizio, certe cagate proprio non passano e la pochezza della produzione discografica non contribuisce ad allargare i miei orizzonti oltre un certo tipo di lavoro. Tra gli ultimi libri letti c’è quello di Lester Bangs (Deliri, distorsioni e desideri) tra i giudizi che da ce ne sono alcuni poco teneri verso pietre miliari della musica, mi chiedo: se fosse ancora vivo e sentisse quello che passa oggi il convento che direbbe?
Chiudo ringraziando: Prince Faster (www.princefaster.com) perché la mia prima recensione sul concerto degli Audioslave di qualche anno fa qui a Roma è apparsa sul suo sito, se non avessi avuto quella spinta forse non avrei iniziato. Il secondo ringraziamento a La Stanza di Skinner a cui è dedicato il blog, perché oltre a farmi l’onore della loro amicizia, lasciano che io creda ciecamente al loro progetto. Infine a Potus, perché grazie a lui/me mi sono liberato di qualche inibizione, e posso fare, forse per la prima volta, qualcosa in cui credo.

Stefano.

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