domenica 11 novembre 2012

J.K. Rowling: The casual vacancy.




Non ho aspettato, era troppa la curiosità e mi sono buttato a pesce sul nuovo libro della Rowling.
Un libro per adulti, decisamente. Tristissimo e amaro, non se ne esce bene da una lettura così, se non con la convinzione che l'umanità se guardata da vicino è abbastanza misera.
In breve: a Pagford piccolo centro dell'Inghilterra muore all'improvviso uno dei consiglieri cittadini, questo scatena una lotta senza quartiere tra chi vorrebbe prenderne il posto.
La Rowling è abilissima a dipingere un quadro preciso delle dinamiche del piccolo centro, la natura umana non ne esce per niente bene, il peggio di se lo si da quando si cerca di raggiungere una posizione di presunto potere. Parliamo di un consiglio cittadino, quale potere ci potrà mai essere?
E invece è una di quelle tipiche situazioni che accadono in tutto il mondo ad ogni latitudine e in ogni paese dove il presunto signorotto locale fa di tutto per imporre la propria visione delle cose, manovra per la propria utilità.
In questo misero quadro troviamo alcune famiglie, protagoniste del romanzo, che oltre a dover fronteggiare i problemi cittadini si ritrovano ad affrontare i propri problemi, non sempre di facile soluzione. Frustrazioni, recriminazioni, bassezze, gelosie e odio sono i sentimenti prevalenti nelle famiglie di Pagford. Si presume che nei piccoli centri la vita possa essere più tranquilla e serena lontana dal caos delle grandi città, invece sotto la cenere ardono le peggiori manifestazioni dell'animo umano.
A farne le spese i più innocenti.
È un bel romanzo The casual vacancy, la Rowling si allontana da Harry Potter, ma torna a parlare di adolescenti, delle loro problematiche e del rapporto con i loro genitori. Non vi aspettate un romanzo di formazione perché non lo è. È duro, forse fin troppo, come la vita del resto.
La scrittura resta quella dei precedenti lavori dell'autrice inglese: veloce e appassionante.
Sembra che il romanzo abbia spaccato in due la critica, c'è chi l'ha amato e chi non l'ha apprezzato. A me è piaciuto molto e mi sento di consigliarlo, mi ha appassionato e ho vissuto con i protagonisti le loro vicende, in alcune mi ci sono pure riconosciuto. Brava alla Rowling che ha saputo, secondo me, staccarsi dalla sua precedente produzione senza perdere lo smalto.

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