lunedì 26 novembre 2012

Una anno di blog, per la seconda volta.


E così cacchio cacchio arrivo a festeggiare il primo anno di Celebrando il sole, il mio secondo blog.
Ho un po' rotto le scatole con il vecchio blog questi giorni, ma non poteva essere altrimenti visto che mi ha fatto compagnia per sette anni 2005-2011.
Non avevo tantissime visite, parlavo quasi sempre ed esclusivamente di musica e non delle cose più pop e commerciali, alcune cose le ascoltavamo io e altri dieci in Italia.
Mi ha fatto crescere molto, mi sono affinato e quando si è trattato di recuperare tutti i post scritti è stato come fare un viaggio indietro nel tempo, alcune cose che avevo scritto non le ricordavo, altre le ricordavo, altre le avrei potute scrivere meglio.
Non scrivevo con regolarità, capitava che non scrivessi niente per mesi. Pigrizia e mancanza di idee, come sempre. Essere monotematico non aiutava.
La chiusura di Splinder, e di conseguenza del mio blog, non è stata, però, un fattore negativo. Già da qualche mese avevo iniziato a far emergere altre cose che mi interessavano e mi interessano, trovare un posto nuovo, con una nuova veste, è stato terapeutico per scrivere cose nuove.
Quasi 900 visite in un anno per me sono tante, la speranza che ci siano tante altre persone a leggere, oltre agli amici che sono così gentili da dimostrare attenzione.
Spero di essere più costante in futuro, con tante cose in più da scrivere e da dire, dentro di me ci sono, le devo solo tirar fuori.
Prima di chiudere devo dei grazie. Il primo a Enzo che mi ospita sui Corpi Freddi e che mi permette di scrivere di cose che mi piacciono e amo. A Sergio che in quest'ultimo anno è stato una presenza costante con il quale mi sono confrontato molto. (non mi sono dimenticato, non l'ho ancora finito)
A Chris Hardwick e Zachary Levi, anche se non leggeranno mai, perché hanno fatto di me un nerd più completo. Un grazie a tutti nel gruppo US, con voi divido interessi, letture e amicizie profonde e una fidanza. (“fidanzata a metà”)
Infine ma non ultima: Ele, grazie per il supporto e l'affetto sempre e comunque.


"It's a new dawn, It's a new day, It's a new life, For me, And I'm feeling good".


domenica 25 novembre 2012

Celebrando il sole.

Seconda parte di Tre giorni da paraculo. Questo sotto è il video di Celebrando il sole della Stanza. Prima di tutto sono amici, poi mi piacciono le cose che scrivono. (ancora aspetto un supporto con su Il Progetto Aurora)
Questa canzone in particolare mi ha sempre toccato corde particolari, sia la parte strumentale che il testo in qualche modo rispecchiano molte parti di me. Il primo embrione di blog l'ho tenuto sul forum della Stanza, a loro ho dedicato Just Push Play, come ho scritto anche nel primo post, il passo successivo non poteva non essere che Celebrando il sole.
Nel video si sente un tipo che dice: "evvai!". Sono io in preda all'entusiasmo. Se ogni tanto il video si muove un po', sono sempre io che pogo.
Ancora più sotto c'è il testo della canzone con qualche nota personale, l'ho scritta pochi anni fa in un momento della mia vita nel quale ero così incazzato che non so come ho fatto a non farmi inghiottire dalla mia stessa rabbia. Quella rabbia si è attenuata con il tempo, ma è sempre lì sopita, temo il giorno che verrà fuori a reclamare un posto al sole.




CELEBRANDO IL SOLE

Non so se smuoverò L’aria che gira intorno a me… Non so se assaggerò Di nuovo l’odore del mare Liberando tutto ciò che ho Mi muovo dentro il mio torpore Abbellisco il mio deserto E vivo del il suo calore”

Mi dibatto ormai da mesi in una sorta di apatia personale e non solo, niente riesce a destare il mio entusiasmo, mi rigiro e un po’ mi compiaccio di questo, quasi che l’apatia fosse un bozzolo caldo, sicuro dove possa stare aspettando Godot. Alla resa dei conti di questo si tratta, sto aspettando Godot ma al contrario dei due protagonisti dell’opera di Beckett, io so che non arriverà.
Il rigirarmi nel mio rifugio non mi ha tolto solo l’entusiasmo ma fa si che perda occasioni di uscirne. Arrivo tardi sulle cose e mi rendo conto che il treno è passato solo quando vedo l’ultima carrozza allontanarsi, mi riprometto di stare più attento e poi con puntualità svizzera perdo anche il treno successivo.

Yeah! Perdendomi Yeah! Perdendomi”

Mi perdo in un inutile rabbia, perché sono più incazzato di quando avevo sedici anni e dovevo essere incazzato perché a sedici anni è fisiologico, la norma. L’ennesimo treno perso, ho perso l’occasione di incazzarmi quando era il momento giusto..

Mille specchi mi confondono E non vedo la mia immagine.. E resto solo qui e So già che sto per affondare”

Mi perdo in una miriade di piccole cose che mi danno un piacere momentaneo, mi racconto, mentendo a me stesso, che di più non si può avere. Mi accontento cercando di accontentare il resto del mondo, le cosiddette persone che mi vogliono bene ma snaturando me stesso e i miei desideri. Intrappolato. Desidero liberarmi ma non uso la forza necessaria che mi permetta di uscirne definitivamente.

Inseguendo la mia cecità Infrango solo il mio odore Abbellisco il mio deserto E vivo del suo calore Yeah! Perdendomi Yeah! Perdendomi Nel mio mondo Nel mio mondo”

Mi perdo nel mio mondo fatto di letture, di vite altrui. Mi racconto che questo basta, che devo accontentarmi perché di più non si può avere, che pretendere di più non è bene. Che cosa è bene me lo devono ancora spiegare, loro mi dicono di saltare e io chiedo quanto in alto.

Luce che vive dentro me In un mondo che non c’è Sole che splende dentro me In un modo che non c’è Yeah! Perdendomi Yeah! Perdendomi”

La decisione, il bivio è davanti a me. Continuare ad assecondare il comune sentire e fare cioè che comunemente è riconosciuta come la cosa giusta da fare o assecondare la mia personale inclinazione verso il mondo e fottermene di tutto il resto? Moderno Jeremy che all'ennesima sopraffazione fa quello che va fatto.
La voglia è di alzare e rinforzare il muro intorno a me, insonorizzarlo per non sentire gli echi altrui e lasciare solo una debole luce rossa per segnalarmi che c’è qualcuno alla porta. Decidere se quella porta è da aprire o da lasciare chiusa. Continuare a vivere nel mio mondo, un mondo che non esiste ma dove sono io a decidere chi deve vivere e chi deve morire. Sono io a decidere, la scelta è mia.

sabato 24 novembre 2012

Tre giorni da paraculo.

Lunedì il blog compie un anno. Per festeggiare metterò un post oggi, domani un video e lunedì scrivo una cosa ad hoc.
Il post di oggi è un riciclo, riprendo il post che scrissi nel 2006, giugno, per festeggiare il primo anno del mio vecchio blog Just Push Play. Mi guardo con gli occhi di oggi, com'ero sei anni fa. Alcune cose sono cambiate, altre per niente. 

Con lo stomaco, un anno di blog.

Quando si parla di stomaco normalmente si dovrebbe pensare al mangiare, io invece lo uso come organo per sentire le emozioni al posto del cuore. Parlando di musica se non sento quello che scrivo con lo stomaco credo che non valga la pena di metterlo sul blog, e alcune cose le avrei potute evitare.
Credo nella musica con la M maiuscola, e delle volte questa va al di là del gusto di ognuno di noi, credo nella musica dal vivo che quando esci da un concerto hai lo stomaco in gola per il divertimento e le emozioni che hai provato (Audioslave docet), credo nel girovagare in un negozio di cd/dischi e scovare le rarità, il disco a buon prezzo che cercavi da tempo o trovarne di nuovi. Credo nello scartare il tuo nuovo acquisto, sentirne l’odore, sfogliare il booklet per la prima volta, mettere il cd nel lettore, iniziare dalla prima traccia, arrivare all’ultima e “inginocchiarti” e ringraziare se pensi che sia un gran disco oppure darlo al gatto se pensi che faccia schifo.
Queste sono le cose in cui credo quando ascolto, parlo, vivo di musica. Sono malato, so che non potrò guarire ma è una bella malattia.
Ecco perché quando un anno fa ho aperto questo blog ero felice ma al tempo stesso non ero convinto della sua durata. Due i motivi: un po’ per la mia pigrizia e un po’ perché è sempre più difficile provare certe cose con la musica odierna.
La scrittrice Dorothy Parker, alla classica domanda che si fa agli scrittori sul segreto della scrittura, ha risposto: “Scrivere è l’arte di adattare il culo alla sedia”. Perfetto nella sua semplicità. Spesso il mio culo non si adatta alla sedia.
Sono un rocksnob, come direbbe Enrico Brizzi, nonostante, spesso, cerchi di andare oltre il pregiudizio, certe cagate proprio non passano e la pochezza della produzione discografica non contribuisce ad allargare i miei orizzonti oltre un certo tipo di lavoro. Tra gli ultimi libri letti c’è quello di Lester Bangs (Deliri, distorsioni e desideri) tra i giudizi che da ce ne sono alcuni poco teneri verso pietre miliari della musica, mi chiedo: se fosse ancora vivo e sentisse quello che passa oggi il convento che direbbe?
Chiudo ringraziando: Prince Faster (www.princefaster.com) perché la mia prima recensione sul concerto degli Audioslave di qualche anno fa qui a Roma è apparsa sul suo sito, se non avessi avuto quella spinta forse non avrei iniziato. Il secondo ringraziamento a La Stanza di Skinner a cui è dedicato il blog, perché oltre a farmi l’onore della loro amicizia, lasciano che io creda ciecamente al loro progetto. Infine a Potus, perché grazie a lui/me mi sono liberato di qualche inibizione, e posso fare, forse per la prima volta, qualcosa in cui credo.

Stefano.

giovedì 15 novembre 2012

Corpi Freddi - itinerari noir: Le serie TV autunnali

Corpi Freddi - itinerari noir: Le serie TV autunnali

Una piccola panoramica delle serie di genere, scritto per i Corpi Freddi.

ps: Quando a scuola ci dicevano di rileggere con attenzione le cose scritte. Qualche typo e qualche cosina da aggiustare. La prossima volta ci vuole più attenzione.

martedì 13 novembre 2012

#csxfactor.




Riprendo l'ashtag di ieri sera che hanno usato gli utenti di twitter che seguivano il dibattito dei contendenti delle primarie del centro sinistra.
Lo riprendo perché da un certo punto di vista mi è piaciuto, da un altro punto di vista mi ha un po' infastidito. Il sospetto che ho è che si sia voluto usare per sminuire l'avvenimento, come ho il sospetto che chi l'ha inventato sia dello stesso campo politico.
Peccato perché quello che è successo ieri è qualcosa di molto importante nella storia della politica italiana. Non è stato il solito talk show urlato, senza ordine, dove vince, se si può parlare di vittoria, chi urla più forte. Un po' come al mercato, senza voler sminuire la professione di chi vende al mercato, dove chi urla più forte ha la possibilità di attirare più clienti.
Ieri sera il dibattito è stato onesto, non ci sono state grandi novità ma si è potuto ascoltare con chiarezza il punto di vista di tutti, c'è stato rispetto.
Potevano essere meglio approfonditi alcuni punti, si potevano evitare le domande di chi appoggiava i candidati, le domande stesse del moderatore potevano essere più incisive (consiglio la visione di The Newsroom s01e09) ma era la prima volta che un esperimento del genere veniva fatto in Italia e secondo me ha funzionato bene. Da elettore sono contento di aver avuto l'occasione di guardare e ascoltare.
Questo ha cambiato la mia idea di partenza? No, la mia volontà di votare Matteo Renzi alle primarie rimane, ma ciò non toglie valore al dibattito. Ascoltare idee diverse dalle proprie è sempre un momento di arricchimento.
Pare che la stessa cosa si farà per le primarie del centro destra. Non sono un loro elettore ma lo guarderò lo stesso per aver un'idea di cosa diranno.
Il mio augurio è che si passi dall'eccezionalità alla prassi, mi auguro che una cosa del genere venga fatta anche per le due, tre, quel che saranno, personalità che vorranno correre per la carica di presidente del consiglio nella prossima legislatura.
Nelle democrazie occidentali questo è il metodo comune a tutti, noi come per tante altre cose arriviamo in ritardo, facciamo si che si recuperi il tempo perso.
Siamo un paese che ha mille difficoltà, che si complica la vita con impegno, proviamo a vedere se per una volta riusciamo fare qualcosa come si deve.

domenica 11 novembre 2012

J.K. Rowling: The casual vacancy.




Non ho aspettato, era troppa la curiosità e mi sono buttato a pesce sul nuovo libro della Rowling.
Un libro per adulti, decisamente. Tristissimo e amaro, non se ne esce bene da una lettura così, se non con la convinzione che l'umanità se guardata da vicino è abbastanza misera.
In breve: a Pagford piccolo centro dell'Inghilterra muore all'improvviso uno dei consiglieri cittadini, questo scatena una lotta senza quartiere tra chi vorrebbe prenderne il posto.
La Rowling è abilissima a dipingere un quadro preciso delle dinamiche del piccolo centro, la natura umana non ne esce per niente bene, il peggio di se lo si da quando si cerca di raggiungere una posizione di presunto potere. Parliamo di un consiglio cittadino, quale potere ci potrà mai essere?
E invece è una di quelle tipiche situazioni che accadono in tutto il mondo ad ogni latitudine e in ogni paese dove il presunto signorotto locale fa di tutto per imporre la propria visione delle cose, manovra per la propria utilità.
In questo misero quadro troviamo alcune famiglie, protagoniste del romanzo, che oltre a dover fronteggiare i problemi cittadini si ritrovano ad affrontare i propri problemi, non sempre di facile soluzione. Frustrazioni, recriminazioni, bassezze, gelosie e odio sono i sentimenti prevalenti nelle famiglie di Pagford. Si presume che nei piccoli centri la vita possa essere più tranquilla e serena lontana dal caos delle grandi città, invece sotto la cenere ardono le peggiori manifestazioni dell'animo umano.
A farne le spese i più innocenti.
È un bel romanzo The casual vacancy, la Rowling si allontana da Harry Potter, ma torna a parlare di adolescenti, delle loro problematiche e del rapporto con i loro genitori. Non vi aspettate un romanzo di formazione perché non lo è. È duro, forse fin troppo, come la vita del resto.
La scrittura resta quella dei precedenti lavori dell'autrice inglese: veloce e appassionante.
Sembra che il romanzo abbia spaccato in due la critica, c'è chi l'ha amato e chi non l'ha apprezzato. A me è piaciuto molto e mi sento di consigliarlo, mi ha appassionato e ho vissuto con i protagonisti le loro vicende, in alcune mi ci sono pure riconosciuto. Brava alla Rowling che ha saputo, secondo me, staccarsi dalla sua precedente produzione senza perdere lo smalto.

martedì 6 novembre 2012

Bunch of stuff.




Mi sono trascurato in questo periodo. Nonostante abbia in mente un sacco di cose da scrivere per il blog non ho avuto né tempo né voglia e poi c'è la mia mostruosa pigrizia. Scrivere, anche se scrivi per il tuo blog personale è fatica. Cercare di mettere in fila le parole, dare a quello che scrivi senso compiuto richiede concentrazione, questa va coltivata tutti i giorni, non cresce sugli alberi, non puoi andare lì e raccoglierne quanto ti serve.
Il tempo, invece, me l'ha rubato il podcast di nerdist.com.
In breve: nerdist.com è un sito creato da Chris Hardwick, comico, attore e presentatore americano. Ad un certo punto della sua carriera Chris ha deciso che voleva cercare di metter su qualcosa di suo dove fosse l'unico a decidere i contenuti e insieme a due amici, Matt Mira e Jonah Ray, ha iniziato a registrare questi podcast di un ora circa. Quasi tre anni dopo eccolo registrare un'ora e mezza di chiacchiere con Tom Hanks o con Kevin Bacon. C'è tanto cazzeggio, si ride tanto ma c'è anche spazio per cose serie. La cosa che mi piace di più è che si parla in libertà di scrittura, di Star Trek o Guerre Stellari, ci si ricorda con trasporto di Back to the future o Ghostbuster. Parlare di Doctor Who è strettamente richiesto, in quanto Chris è fan sfegatato della serie. Sono stati ospiti sia Matt Smith e David Tennant e Karen Gillian, e non si non ricordare una delle cose più divertenti e più sconce mai sentita registrata con John Barrowman.
Il podcast di Nerdist è un posto dove sentirsi accettati e tra amici, dove capisci i riferimenti e nessuno si prende gioco di te per le tue insane passioni. Fuck y'all! I am a proud nerd!
Tra le cose più belle l'ora e poco più con Neil Gaiman. Ascoltarlo parlare è stato illuminante e interessante e divertente e ogni frase era importante. Meraviglia.
Mi ha talmente coinvolto che sono indietro con le mie serie di riferimento e ho sulla memoria del pc circa una quarantina di puntate da vedere, chi mi conosce sa che difficilmente resto così indietro. Pazienza, ne è valsa la pena.

Poi ci sono le cose che vorrei scrivere per il blog. Intanto un post sul Nobel per la pace all'Unione Europea, che secondo me è molto molto importante. Poi esce il nuovo disco degli Aerosmith, dopo 11 anni e sono in attesa come non capitava da anni. Sto leggendo il libro per adulti di J.K.Rowling, The casual vacancy e voglio provare a scriverci sopra due righe.
Ci sono tre o quattro cose che scriverò per i Corpi Freddi: un post su Criminal Minds e poi ho in mente un piccolo progetto che riguarda Sherlock, Elementary e un post dove li metto a confronto. Ho visto che su Nerd Machine hanno avuto la stessa idea, leggerò le cose che hanno scritto e le indicherò come fonte, sicuramente ci saranno idee originali. Sarà interessante, soprattutto perché sono partito con un'idea precostituita e che con il passare del tempo questa idea sta cambiando.

Per finire, si avvicina il primo anniversario del blog e voglio provare a tirar qualche somma. Insomma recuperiamo il tempo perduto.