venerdì 14 settembre 2012

L'odio.




Sarà l'aria che tira ma è un periodo che in rete osservo sempre più manifestazioni di odio e di intolleranza. La risposta più semplice sarebbe: sono tutti imbecilli e bisogna lasciarli perdere. Appunto, troppo semplice.
La causa scatenante di questo post è stata la cancellazione del proprio account Twitter da parte di Steven Moffat, autore capo e produttore esecutivo di Doctor Who.
Non è il primo caso di persone “famose” che si sono stufate e hanno lasciato perdere il social network, ma mai mi avevano colpito come mi ha colpito la rinuncia di Steven Moffat. È sempre sgradevole quando una voce interessante rinuncia a parlare, significa che ci sta venendo tolto qualcosa, quando ti tolgono idee interessanti non è mai un bene.
Steven Moffat era molto divertente e arguto nell'esprimersi nei 140 caratteri. Quando poteva rispondeva alle domande, a volte prendeva in giro noi followers sempre con il sorriso e quando era necessario smentiva voci nate sulla rete a proposito del Dottore e della sua altra serie Sherlock.
Tutto questo è durato fino a qualche giorno fa quando si è stancato degli attacchi continui da parte di trolls e flames, costanti, che però hanno un fatto un salto di qualità e sono passati a vere e proprie minacce di morte.
Perché? Pare che le ultime due puntate del Dottore non abbiano incontrato l'apprezzamento di qualcuno. È una scusa, va da se.
“Tanto sono solo due sfigati che si nascondono dietro l'anonimato del proprio pc”. E si in genere è così, ma quando hai famiglia ti senti di rischiare che l'idiota di turno passi oltre il semplice piggiare dei tasti sul pc? no. È quindi per raffreddare qualsiasi tipo di sentimento ostile fai un passo indietro.
Forse esagero io a prendermela così tanto ma quando a qualcuno viene tolta la possibilità di potersi esprimere mi sento minacciato anche io. Certo Moffat potrò continuare ad ascoltarlo nelle interviste, posso continuare a vedere il Dottore, ma resta il fatto che gli sia impedito di esprimersi in libertà.
È censura. Quella che viene sbandierata dalla rete stessa, FB e Twitter in particolare, un giorno si e l'altro pure. Non mi accontento che si dica che sono pochi ignoranti, perché si tende a giustificarli e gli intolleranti non vanno tollerati, mai.
Ben inteso, non sto dicendo che non si possa criticare, ci mancherebbe altro. Esprimere una critica argomentata è legittimo e salutare.
Onestamente tutto questo odio nei suoi confronti non lo capisco, tutti abbiamo i nostri problemi ma non per questo usciamo in strada e ci mettiamo a insultare e minacciare il primo che passa. I quarantacinque minuti di una puntata di Doctor Who dovrebbero essere un piacere, un momento per staccare, distrarci, alcuni lo prendono troppo sul serio. Chi guarda il Dottore, a true whovian, sa che tolleranza, rispetto e curiosità verso il diverso sono i tratti caratteristici di questo "pazzo uomo nella scatola blu".
Per fortuna, e questo mi conforta, le manifestazioni di solidarietà sono state tante, belle e chiassose. La speranza, un po' ingenua, è che si arrivi a maturare un po' come società.

martedì 11 settembre 2012

9/11.




E' il primo anniversario dell'11 settembre che celebro su questo blog, l'anno scorso nel vecchio blog, Just Push Play, per ricordare i dieci anni avevo scritto queste poche righe. Le riprendo per lasciare traccia in questa mia nuova avventura.


11/09/2001

Oggi, a dieci anni da quella data, il meccanismo quasi automatico che scatta è: dove'eri tu l'11 settembre. Questo l'ho scritto qualche anno fa, come a voler scattare un istantanea del ricordo prima che scappi via, solo che mi ricordo ogni momento. Rileggerlo oggi mi fa sorridere perché la mia fonte principale fu il tg5 di Mentana e penso a quante cose sono cambiate da allora. 

"L’11 settembre 2001 ero seduto sul mio divano blu di Ikea mentre guardavo The Practice. Improvvisamente ci fu un edizione straordinaria del tg2 in cui si parlava di un aereo che si era appena scontrato contro una delle torri gemelle di New York.
Mi lamentai a voce bassa perché avevano interrotto il telefilm per un incidente aereo, oggi me ne vergogno profondamente. Ma non fu subito chiaro quello che stava succedendo e quello che ancora doveva accadere. Il telefilm riprese ma senza che fosse passato troppo tempo ci fu un'altra edizione straordinaria, sempre del tg2.
Presi il telecomando e cambiai il canale per mettere a canale 5. anche sul tg5 c’erano le immagini del fumo che usciva da una delle due torri. Le televisioni americane stavano trasmettendo da palazzi un po’ lontani o dagli elicotteri. In diretta la tragedia ha preso corpo quando il secondo aereo si è scontrato con la seconda torre e contemporaneamente arrivavano le prime notizie da Washington dove un altro aereo si era scontrato contro il Pentagono. Del quarto aereo non si avevano ancora notizie anche se in un primo momento sembrava si fosse andato a scontrare contro Capitol Hill dove si trova il parlamento americano poi fortunatamente la notizia si rivelò falsa.
Il pomeriggio passo così davanti alla televisione fino a notte tarda con le notizie della tragedia che ha cambiato la nostra vita".

C'è com'è naturale un po' di retorica, ma va bene, a volte serve anche quella.
Nel 2004, dicembre, sono stato a Ground Zero. Ormai le macerie non c'erano più, solo un enorme spazio vuoto circondato dai palazzi altissimi. Anche quel giorno fu una bella botta emotiva.

Mi auguro di poterci tornare presto a NY per poter guardare il memoriale e per vedere la Freedom Tower.