lunedì 27 agosto 2012

Neil Armstrong.




Per ricordare il primo uomo sulla luna l'altra sera ho postato attraverso youtube il video dei titoli di testa di Enterprise, l'ultima serie del franchising di Star Trek.
Ho utilizzato quel video perché in un minuto e venti ripercorre al meglio la storia dell'esplorazione dell'umanità. Dai galeoni che solcavano i mari, ai primi tentativi di volo, fino a passare agli aerei, allo space shuttle, all'evoluzione dello space shuttle e a chiudere con la prima Enterprise.
Confondo fantasia a realtà, ma in fondo non è di questo che si tratta? Come recitava la frase di apertura: «Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.»
Jules Verne racconto nel suo libro Dalla terra alla luna, 1865, la possibile esplorazione del nostro satellite, cento anni dopo Neil Armstrong posava il suo piede sulla luna. È bastato un secolo per realizzare quello che poteva essere il volo pindarico di uno scrittore visionario.
Non è un caso se ho citato Star Trek, sono cresciuto con quel tipo di fantascienza, con il pensare che non siamo soli nell'universo, che arroganza pensarlo. Pensare che un giorno l'umanità potrà attraversare lo spazio, arrivare su Marte o spingersi oltre il sistema solare mi riempie la mente e il cuore. In fondo è la vocazione dell'essere umano quella di migliorarsi e migliorare.
Lo so, lo so. La corsa allo spazio, la luna tutto nasce dalle due super potenze che si sfidavano, misuravano il loro ingegno, anche la loro capacità di reciproca distruzione.
Era un tempo diverso, benché non tanto lontano da noi, sognare in grande era ancora possibile. Oggi in qualche modo ci siamo ripiegati su noi stessi, attanagliati dalla crisi economica e incapaci di vedere oltre.
Mi auguro, forse è un utopia ma chi se ne frega, che ripensando alla missione Apollo, a quell'uomo che metteva il piede sulla luna, le generazioni che verranno dopo la mia abbiano una vocazione maggiore per tornare a sognare in grande. In fondo basta un “piccolo passo”

venerdì 17 agosto 2012

Comic-Con e Eureka.



Recupero con un mese di ritardo il post che volevo scrivere sul Comic-Con e sul finale di serie di Eureka.
Il Comic-Con è una grande convention che si tiene ogni anno a San Diego, California, dove convergono tutti gli appassionati di fumetti, libri, serie tv, videogiochi di genere fantascientifico e fantasy, con qualche eccezione. Quest'anno grazie alla rete ho potuto seguire alcuni degli avvenimenti che ci sono stati, certo non è la stessa cosa di trovarsi lì sul posto e fare l'esperienza di prima mano, ma è stato comunque piacevole.
Il bello del Comic-Con è che gli attori che vedi in tv, gli autori che scrivono le cose che leggi e che ami sono lì per rispondere alle tue domande e per raccontare il processo creativo che occorre per arrivare al prodotto finale.
Tra gli altri quest'anno i pannel più interessanti e divertenti sono stati quelli di Doctor Who e Warehouse 13. Per quanto riguarda il Dottore, Steven Moffat non ha dato grandi risposte come suo solito, lui è bravissimo a raccontare i grandi temi generali della serie ma quando si tratta di scendere nel particolare è muto e si nasconde dietro la battuta più famosa di River Song: “Spoilers”.
Il pannel di Warehouse 13 era tra i più attesi visto il finale di stagione della scorsa primavera. Grandi notizie non ci sono state ma il cast si è rivelato molto divertente e disponibile, mi hanno fatto molto ridere e ho scoperto in Allison Scagliotti, oltre a una brava attrice, anche una persona intelligente e profonda.
Una menzione speciale per l'anniversario dei 10 anni di Firefly. Un manica di pazzi, meravigliosi fans hanno avuto modo di festeggiare insieme al cast questa piccolissima serie tv che ha lasciato un'impronta fondamentale nel modo di fare fantascienza.
Al Comic- Con oltre alle iniziative all'interno ci sono altri avvenimenti di contorno. Quello più bello è stato indubbiamente NerdHQ organizzato da Zachary Levi (Chuck). Già l'anno scorso erano stati in grado di metter su qualcosa ma quest'anno si sono superati. Joss Whedon, Nathan Fillion, Matt Smith, Karen Gillian e Arthur Darvill o Gulliermo Del Toro e Damon Lindelof sono stati tra gli altri i protagonisti del botta e risposta con i fan. In alcuni casi c'è stato da morire dal ridere e in altri si sono sentite cose interessantissime. Nessuno degli ospiti si è risparmiato o tirato indietro. Lodevole la causa visto che i 20 dollari per partecipare andavano in beneficenza a Operation Smile. Delusioni non ce ne sono state ma Joss Whedon e Damon Lindelof sono stati quelli che maggiormente ci hanno mostrato cosa significa scrivere per la tv o per il cinema, per niente semplice per come potrebbe essere percepito dall'esterno.
Deve essere stata un'esperienza notevole essere lì per quei tre giorni.

Il lunedì seguente si è conclusa dopo cinque anni e cinque stagioni la serie tv Eureka su SyFy.
Eureka racconta le vicende di questa cittadina degli Stati Uniti dove vivono e lavorano tantissimi scienziati che ogni giorno inventano le cose più incredibili. Non sempre però fila tutto liscio e lo sceriffo Carter, l'unico “normale”, cercherà di metterci una pezza e salvare la situazione.
Non è stato un finale di serie epico, è stato giusto e ha risolto con la chiusura del cerchio le vicende dei protagonisti. Le stagioni sono state altalenanti con alti pichi di divertimento e cose ben scritte e qualche caduta con puntate al limite della sufficienza.
Una buona idea e devo dire che ci mancherà una serie così.

Nerd Machine

Operation Smile