domenica 22 luglio 2012

E la puzza sotto il naso.




Ho deciso che leggerò il libro di Alessandro Del Piero.
Shock! Ma come, tu dovresti leggere cose migliori. Le polemiche sono cicliche, se non è Del Piero, è Fabio Volo, se non è lui, si porta ad esempio di brutta letteratura Faletti o semplicemente chi è primo in classifica, con le dovute eccezioni naturalmente.
Intanto mi pare esagerato dire che il libro l'ha scritto Del Piero, lui ha collaborato con le sue esperienze di vita ma poi un giornalista l'ha prodotto. Pennivendolo, il giornalista. Già, perché campi d'aria.
Non credete a chi vi racconta la favola: “scrivo innanzitutto per me stesso”. In tanti anni da lettore, da frequentatore laterale del mondo della scrittura conto sulla punta delle dita chi veramente scrive per se stesso. Solo un caso, uno, di scrittrice pubblicata da grande casa editrice che ha mollato lì perché tutto quello che stava intorno non le piaceva e fidatevi di un pinco pallino qualunque: la signora sa scrivere.
Tante volte negli ultimi anni mi è capitato di partecipare a dibattiti dottissimi tra scrittori, aspiranti tali, appassionati, critici e per quanto ogni volta si sia cercato di volare alto, il groppo rimane lì in gola.
I Fabio Volo, i Moccia e altri ancora, l'elenco è lungo, si permettono di violare i sacri templi della letteratura con le loro pagine imbrattate. Come si permettono loro di stare sugli scaffali delle librerie e guadagnare milioni di euro.
Ah! Ma la colpa è delle case editrici che sono diventate fabbriche per far soldi fregandosene della qualità. Luogo comune. (Se Einaudi non se lo fosse comprata Berlusconi sarebbe andata fallita e tutto il suo patrimonio culturale sarebbe andato tranquillamente in vacca. Poi possiamo dibattere su Einaudi oggi e Einaudi cinquant'anni fa. Ma c'è ancora.)
Se scrivi vuoi essere letto. Più persone ti leggono, più il tuo ego ne guadagna, più ti senti fiero, se poi con i numeri arrivano anche complimenti, apprezzamenti e allora ti senti un re.
Badate bene: scrivere è fatica e sofferenza perché quando ti lasci veramente trascinare da quello che stai facendo il tuo inconscio è capace di partorire demoni così grossi che spaventano, perché non solo li partorisci, ma poi ci devi tornare sopra infinite volte. Le verità che ignoriamo per non stare male vanno cesellate. Non basta sputarle fuori, sono come gli incubi che ritornano ogni notte.
E quando vedi che i tuoi risultati editoriali non compensano la fatica fatta, potrai bearti quanto vuoi della tua arte, potrai cercare di volare alto ma i coglioni girano lo stesso. Lo faranno con qualche volo pindarico, lo faranno attraverso grandi metafore ma alla fine di questo si tratta.
Ci si sente defraudati a torto o a ragione.
Non temete la grande letteratura sugli scaffali delle librerie c'è ancora. Va detto che i lettori, soprattutto quelli meno avvertiti, hanno perso la capacità di saper scegliere per proprio conto lasciandosi guidare dal mercato che non sempre è in grado di scegliere.
Tutto questo per dire che non bisogna avere la puzza sotto il naso, non sto dicendo che non si debba scegliere, perché io per primo scelgo e quando entro in libreria so essere un gran rompipalle se non trovo quello che voglio.
Se non siete lettori provate a scegliere cose che vi interessano, vedrette che nel momento in cui vi scocca la scintilla non vi fermerete più. A chi legge dico: fregatevene. I grandi della letteratura si troveranno anche fra decenni sugli scaffali, gli altri resteranno un simpatico ricordo di quell'estate che li avete letti sotto l'ombrellone.

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