martedì 17 aprile 2012

Radio and chat show.


Due cose che mi sembrano interessanti da essere segnalate. Le trovate entrambe su youtube.

La prima si chiama Studio Q e va in onda sulla radio pubblica canadese CBC, è condotta da Jian Ghomeshi. Quello che mi ha colpito maggiormente di questa trasmissione è l'intensità delle interviste. Si spazia  tra gli argomenti: si passa dall'attrice che pubblicizza il suo ultimo film allo scrittore che parla del suo ultimo libro. Fino a qui mi dirette: abbastanza banale. E sono d'accordo con voi.
Ma avete mai trovato un programma dove Alice Cooper racconta per più di venti minuti i suoi quarant'anni su e giù dai palchi? Avete mai sentito Christopher Hitchens raccontare dei suoi libri, con pacatezza ma decisione. Avete mai trovato un programma dove l'intervistatore è veramente preparato e non fa mai domande banali?
Una delle cose che più mi ha stupito è stata l'intervista a Kim Cattrall. Oltre agli accenni a Sex and the City, dove era Samantha, mi ha restituito l'immagine di una bella donna, cinquantenne, intelligente e colta e soprattutto serena. Quaranta minuti di domande e risposte neanche un secondo di noia.
Naturalmente c'è la musica dal vivo. I nomi sono i più vari e le esibizioni sempre molto intime e raccolte. In Italia forse qualche affinità ci può essere con Fahrenheit su radio 3.

Per l'altra cosa dobbiamo attraversare l'atlantico e andare in Gran Bretagna. Il venerdì sera su BBC One c'è The Graham Norton Show. Uno chat show come lo chiama lo stesso Norton. È un programma ad interviste. Il divano rosso per gli ospiti dove di solito sono tre o quattro. Qui si sta molto sulla stretta attualità della promozione ma la cosa più bella da vedere sono attori e cantanti e gente della tv che cerca di darsi un tono ma che invariabilmente lo perde perché si finisce a ridere. si ride sempre e sempre con le lacrime agli occhi. La qualità di Graham Norton, secondo me, sta nel fatto di essere riuscito a rompere la liturgia Letterman/Leno della scrivania e del singolo intervistato. Qui gli ospiti si mischiano e interagiscono tra loro e spesso vengono bersagliati dalle battute cattivissime del conduttore, che però non è mai maleducato. Quando poi arriva il momento finale della sedia rossa dove il pubblico è protagonista, l'ironia la fa da padrona. L'unica critica che mi sento di fargli è quella di invitare sempre lo stesso giro di comici. Sono più o meno sempre gli stessi e delle volte raccontano le stesse  cose.
Anche qui esibizioni dal vivo, in un programma tv, e sono sempre superlative. Anche quando capitano artisti che non amo, comunque mi gusto l'esibizione.
I quaranta minuti del programma volano.

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