domenica 15 aprile 2012

Ascolti e chiusura serie tv.


Ieri pomeriggio ho seguito per un po' una interessante discussione tra Craig Engler capo di SyFy e Ted Linhart di USA Network. Si parlava di ascolti e chiusura di serie tv.
Engler, in particolare, ha stilato un breve elenco di regole di cose da fare e non fare nel caso si voglia supportare uno show che ci piace e che può essere a rischio chiusura. Tra le altre spargere la voce il più possibile, molto banalmente, più gente guarda più saranno alti gli ascolti. Mai mandare mail o messaggi infuriati ai responsabili della rete che manda in onda il vostro show preferito perché non serve a niente. Sono utili le campagne fatte sui social network se hanno come conseguenza numeri maggiori di telespettatori che guardano la tv.
Essendo imprese che devono fare utili per stare sul mercato, i network si trovano costretti a tagliare la dove utili non arrivano. So che mi si potrebbe obbiettare che parliamo di opere dell'ingegno e quindi monetizzarle in questo modo è sbagliato, ma siccome il nostro sistema economico è questo lasciamo il dibattito ad una altra volta.
Dallo scambio di battute è venuto fuori che il pubblico d'oltre oceano, noi europei e australiani per intenderci, conta come il due di piche. Certo ci sono utili anche nella vendita all'estero del proprio prodotto, o dell'acquisto su iTunes, ma essendo le serie tv abbastanza costose il loro compito è quello di fare alti ascolti soprattutto negli States per generare maggiori entrate pubblicitarie.
Come dicevo prima mi pare tutto abbastanza banale, ma non così scontato.
Tutto questo si è unito nella mia testa a una considerazione che si faceva in forum di appassionati di serie tv a proposito dell'ultima puntata andata in onda di Criminal Minds. È stata una puntata particolarmente intensa, molto bene scritta, con di colpi di scena da farti trattenere il fiato. Si rifletteva sul fatto che nonostante la serie sia arrivata alla sua settima stagione ancora le idee ci sono e ancora è possibile tirar fuori episodi di grande bellezza. Criminal Minds continua ogni mercoledì a fare ascolti ottimi.
Questo è un esempio, ma se ne possono fare anche al contrario. Grey's Anatomy calza a pennello, arrivati all'ottava stagione è chiaro che ci sia una certa stanchezza e una certa mancanza di idee nella “stanza degli autori”. Ad onor del vero questa stanchezza non sembra percepita dal pubblico U.S. perché lo show fa ancora ascolti molto alti tanto che è stato rinnovato per una nona stagione.
Questo mi porta a dire che, per quanto si parli di società globalizzata, le sensibilità e i gusti si differenziano in maniera notevole. Spesso leggo, quando una serie che piace da noi non ha successo: “ah! Questi americani brutti ignoranti che non apprezzano le cose belle”.
È chiaramente un idiozia. Ci sono cose che piacciono e cose che non piacciono, a volte non sono le stesse cose. Potremmo comprarci la stessa felpa alla GAP o la stessa maglietta da Abercrombie & Fitch ma ci sono ancora tantissime cose che ci dividono quando si arriva dalle parti del gusto personale.
Quando è giusto chiudere una serie? Dipende di quale serie parliamo. House terminerà il mese prossimo per una dichiarata volontà di produttori e attore protagonista, meglio smettere prima di arrivare al punto in cui tutte le qualità positive del programma si perdano. Spesso è la scelta migliore.
Ognuna fa caso a se, ognuna chiude per una ragione diversa, spesso è meglio chiudere se non si ha più molto da dire.

Nessun commento:

Posta un commento