venerdì 9 marzo 2012

Robert Sawyer - Flash Forward


Riprendo la primissima cosa che ho scritto per il blog Corpi Freddi (il link è a fondo pagina), la ripropongo soprattutto per la riflessione che faccio alla fine del commento al libro di Sawyer, riflessione che vorrei collegare a una cosa che sto scrivendo e che spero di postare domani.



La scoperta dell’esistenza del libro di Robert Sawyer, è avvenuta grazie alla serie omonima andata in onda su Fox e nella quale è stata usata l’idea base che l’autore canadese ha sviluppato in maniera differente nel suo libro.
Sawyer illustra l’idea fondante dalla quale è partito per scrivere il suo romanzo nella prefazione al libro. Nella sua bibliografia ha, infatti, affrontato tre temi fondamentali: in The terminal experiment parla di uno scienziato che prova scientificamente l’esistenza dell’anima umana, in Calculating God prova a interrogarsi sull’esistenza di Dio, mentre con Flash Forward si domanda se l’uomo sia dotato di libero arbitrio.
Più che fantascienza, la narrativa di Sawyer potrebbe essere meglio definita come scienza speculativa, immagina uno sviluppo della scienza coerente con le conoscenze odierne, fa delle ipotesi plausibili sul suo sviluppo nei prossimi vent’anni.
La trama si può riassumere con poche parole: l’umanità si trova a guardare attraverso una finestra di poco meno di due minuti avanti nel tempo di ventuno anni, esattamente nel 2030.
I due protagonisti del romanzo, Lloyd Simcoe e Theo Procopides, si trovano ognuno ad un bivio diverso. Dopo il “cronolampo” si trovano a dover prendere decisioni importanti per la propria vita, decidere se fare o meno una certa scelta, decidere se vivere in base a quello che dovrebbe essere il 2030 mostrato dalla visione oppure andare avanti come se non fosse mai accaduto.
Nel libro ho trovato molto affascinanti alcuni sviluppi della storia umana che Sawyer prevede, la cosa più curiosa: il libro è stato scritto nel 1999 ed è ambientato nel 2009, su alcune cose ci ha preso, altre non sono molto lontane dalla realtà.
La prosa è molto fluida, i dialoghi sono serrati, ci sono momenti in cui ci spiega un po’ di fisica e momenti d’azione avvincenti che si avvicinano al thriller e che riescono a tenerti incollato alla pagina. Per me è stata una lettura molto piacevole e veloce come non mi sarei aspettato, il libro funziona alla perfeziona. Tra un capitolo è l’altro, Sawyer, ci fornisce brevi cenni sugli effetti del “cronolampo”, in alcuni casi fanno sorridere tanto sono paradossali certi comportamenti.


Prima di concludere questa breve recensione vorrei fare un appello: di solito il lettore, anche quello più accorto, nel sentire la parola fantascienza lascia che qualche idea preconcetta lo dissuada dalla lettura di questo genere di libri. Mi piacerebbe che chi ha voglia di accostarsi alla lettura di Flash Forward cerchi di superare questo pregiudizio. Al di là delle ambientazioni più o meno ancorate alla “nostra” realtà questo genere esplora prima di tutto l’essere umano, i suoi pregi e i suoi difetti, ha l’ambizione di superare idee di intolleranza, sottovalutazione dell’altro diverso da noi.
Non importa il tempo o il pianeta in cui si trova l’umanità, alla base della narrazione ci sarà sempre quel che siamo e forse quel che diventeremo. 

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