mercoledì 15 febbraio 2012

Grammys…. Sanremo.


Solo mettendo i due nomi uno di fianco all'altro il post sarebbe già scritto, con esiti scontati ma proviamo a mettere due idee e vediamo cosa succede.
Ieri sera in barba alla televisione nazionale mi sono visto i Grammys. Sono durati due ore e mezzo senza pubblicità. Pensavo di annoiarmi un po’ e mandare avanti quando non ero interessato e invece mi sono guardato tutto il programma d’un fiato.
La struttura è semplice ma è misurata al millimetro: esibizione live, presentazione, premiazione, esibizione live, premiazione etc. La parte da gigante la fanno le esibizioni live, ha aperto Springsteen, poi Chris Brown, Riahnna e i Coldplay, Adele e i Foo Fighters - due esibizioni live del gruppo di Deva Grohl in tv non si vedono tutti i gironi - Paul McCartney e David Guetta, i Beach Boys. Ognuno ha avuto la sua fetta di torta al gusto che preferiva. Persino il momento country, benché ci fossero artisti che non conosco, non mi ha annoiato e me lo sono guardato con curiosità.
Adele: la mia preferita. Quando ha cantato Rolling in the deep, sia quando ha ritirato i suoi sei premi. L’ultima premiazione mi ha fatto molto ridere perché mentre piangeva l’è colato un po’ il naso e nel farlo notare ha strappato a tutti un sorriso.
Non è mancato il momento per ricordare Whitney Houston, con Jennifer Hudson che ha cantato I will always love you.
A volergli fare una critica, potremmo dire che era tutto perfetto calibrato al secondo senza troppe sbavature. Verissimo ma la qualità dello spettacolo tutto e delle esibizioni in particolare noi ce la sogniamo la notte.

La serata di Sanremo non l’ho vista. Alle 23 mi sono collegato a twitter perché ero curioso di leggere i commenti. Ho riso molto, soprattutto per gli insulti a Celentano e per le cose ridicole che venivano riportate. Un passante distratto mi domanderà: come fai a stroncare il festival senza averlo visto? Cosa c’è da vedere. Il festival è una messa cantata, ogni anno è uguale a se stesso. Un presentatore, una o due gnocche, un comico per far ridere, la polemica sugli eventuali ospiti e poi se avanza tempo le canzoni. Canzoni……
Fondamentalmente ieri sera tutto è girato intorno a un vecchietto che berciava contro questo o quello e l’ha fatto per 55 minuti. Sempre il passante di prima mi dirà: ma i vecchietti c’erano anche ai Grammys. Certo però McCartney ha cantato due volte, i Beach Boys si sono esibiti in Good Vibrations e pure Tony Bennet non ha sfigurato per niente.
Quando c’è la qualità. 
E quindi Sanremo non lo facciamo più?
Si può continua a fare se la si smettesse con le idiozie finto impegnate e si riportasse tutto alla musica, facendone un progetto di medio periodo. Snellire sarebbe la parola d’ordine, in una televisione dove il brodo e talmente lungo che non ha sapore di niente sarebbe una vera rivoluzione. Forse il primo anno non avrebbe così tanto successo ma sarebbe un inizio. Farebbe da volano a tante altre trasmissioni a concentrarsi sulla qualità e non sulla lunghezza, a quindici anni ci sta a misurarselo, dopo è patetico.

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