martedì 3 gennaio 2012

Jeff Lindsay: vendicatore, devoto, oscuro.


Nel compilare la lista dei libri che mi hanno colpito l'anno passato mi sono reso conto che per alcuni avevo scritto un post. Questo è apparso sul blog dei Corpi Freddi un po' di mesi fa. Lo ripropongo perché in qualche modo continua il percorso dei post precedenti. A marzo dovrebbe uscire il nuovo per gli Oscar Mondadori. (erano già usciti per i gialli, io me li sono persi)



Da lettore di gialli, thriller et similia non sai mai quando inizi un libro di genere quanto l’autore spingerà o meno sul pedale del male o del macabro.
Non so da cosa dipenda, ma mi rendo conto, che spesso quella che per molti è una soglia da non oltrepassare per me è appena un assaggio di quello che cerco in un romanzo. Non scrivo questo per scioccare il lettore di questi miei pensieri sparsi, ma perché voglio provare a spiegare la mia sorpresa e il mio godimento nel leggere i tre libri di Jeff Lindsay.
Conoscevo già Dexter Morgan grazie alla serie tv. Per cinque serie ho attraversato con Dexter le strade di Miami: di giorno per analizzare le tracce di sangue, il suo lavoro è quello di ematologo forense, di notte per andare a caccia delle sue prede. Ho osservato i suoi tentativi di sembrare umano, di non far prevalere il vuoto del suo animo, di non far emergere alla luce del sole il “suo passeggero oscuro”.
Immaginate le mie aspettative nel leggere i libri dai quali la serie è tratta.
Il primo libro è sicuramente il più debole dei tre. Pone le basi, ci spiega perché Dexter è quello che è, come lo è diventato, qual è il suo codice di condotta. Purtroppo però si perde nel finale, Lindsay lo tira via, secondo me lo spreca. Poteva sviluppare meglio alcuni particolari, ne sarebbe uscito un libro superlativo.
Il secondo volume della saga è meglio a partire dal serial killer rivale che lascia dietro di se una bella scia di sangue con descrizioni abbastanza dettagliate che mi sono piaciute molto. Non si ferma sulla soglia del gesto come faceva nel precedente, ci lascia sbirciare un po’.
Il terzo romanzo spalanca porte che non avrei mai immaginato si potessero aprire: spesso chi deve giudicare il tuo romanzo per la pubblicazione ti suggerisce di non spingere troppo su alcune tematiche per non rischiare di spaventare il lettore, soprattutto se le parti in questioni riguardano minori. So già cosa state pensando, ma vi tranquillizzo, nessun bambino viene maltrattato però alcuni aspetti psicologici lasciano intravedere il possibile abisso.
Quando Jeff Lindsay ha deciso di introdurre certe variabili nella trama, i miei desideri di lettore sono stati soddisfati.
Jeff Lindsay fa sicuramente centro, non corre rischi nell’esagerazione, non fa dei suoi libri un pessimo film horror di serie B. La lingua semplice e scorrevole permette una lettura abbastanza veloce, intrattiene e diverte. Spesso è difficile incontrare queste caratteristiche in un libro.
Non vedo l’ora di poter leggere il quarto capitolo, non vedo l’ora di rincontrare Dexter… forse. 

2 commenti:

  1. ho appena comprato il primo libro, anche io sono rimasta conquistata dalla serie tv :-) piacere di aver trovato il tuo blog, ciao!

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  2. grazie per i tuoi commenti, spero di continuare a mettere cose interessanti. ^_^

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