lunedì 12 dicembre 2011

Chinese Democracy: Prima parte.


Prima parte che ho scritto qualche tempo fa all'uscita di Chinese Democracy.



Chinese Democracy inizia con una bella chitarra. L’urlo che fa da intro giusto per ricordarci cosa stiamo ascoltando, ricorda Welcome to the jungle. I temi del testo non sono nuovi alla scrittura di Axl Rose, già ne avevamo avuto un assaggio con Civil War. Un pezzo abbastanza spinto e veloce.
Shackler's Revenge suona simile ad alcune cose dei NIN, non a caso il chitarrista Robert Finch ha partecipato ad alcune delle sessioni di registrazione del disco. Il testo non è niente di speciale ma nel mezzo del pezzo alcune cose del vecchio gruppo vengono fuori.
Better, non nego che sia una bella canzone e che mi ricordi gli anni fiorenti. Indubbiamente parla di Axl, parla degli anni passati. Entra in testa con facilità ed è una delle cose pregevoli di questo disco. Il riff di chitarra è coinvolgente, le linee vocali di Axl non sono male anche se si sente un po’ di stanchezza.
Streets of Dream è la prima ballata del disco e, mi vergogno a dirlo tanto è banale, suona come suonava Estranged. Le chitarre all’interno del pezzo si sentono come poche altre di questi tempi, una bella canzone che raggiunge lo scopo. Il piano, le orchestrazioni tutto al posto giusto. molto gustoso.
If the world cambia le coordinate, si muove tra ritmi elettronici e una chitarra molto minimal all’inizio. Ci sono buone dosi di distorsioni, la voce di Axl su tutto a guidare il pezzo. Quello che non capisco sono i ritmi un latini, un tentativo di cambiamento? Sicuramente un pezzo che ha qualcosa da dire. Ben equilibrato.
Di There was a time salverei gli incisi, il testo ancora una volta suona molto autobiografico. La parte centrale della canzone arrangiata con gli archi e la chitarra mi piace molto. Peccato i coretti ad inizio e fine del disco.
Alla settima traccia scopriamo che anche Axl legge, o almeno cita, Salinger. La canzone è la prima del disco che trovo apertamente noiosa.
Da qui in poi non ci sono cose interessanti, capita in tutti i dischi. Scraped passa abbastanza inosservata, a quanto mi pare di capire Riad’n’ bedouins dovrebbe essere una canzone sulla guerra, troppi urletti per i miei gusti.
Sorry mi piace, Axl canta con semplicità, senza troppi effetti sulla voce. Si alternano piacevolmente parti lente e parti un po’ più sostenute. Bella la chitarra solista nel mezzo. Verso da sottolineare: “Just shut up and sing”.
I.R.S. mi pare un riempitivo.
Arriva Madagascar, che non è assolutamente male. Nella voce di Axl c’è una sorta di nota straziante. Ci sono i corretti alla November Rain. Anche qui archi per dare maggiore drammaticità al pezzo. Poi c’è la seconda parte con le citazioni…. “What we've got here is failure to communicate”.
This is love è una bella canzone d’amore. Bello il verso dove dice: “Please God you must believe me I've searched the universe And found myself Within' her eyes”. Piano e chitarra solista fanno il loro sporco lavoro di strizzatura dell’occhio, lo fanno bene. Con questa canzone Axl dimostra di avere ancora il tocco.
Chiude il tutto Prostitute.
Ecco! Se dobbiamo trovare il difetto principale di questo disco è quello di essere prolisso in alcune sue parti. Dieci canzoni sarebbero state l’ideale, sarebbe stato un signor disco. Mando giù i miei preconcetti e promuovo il disco di Axl…..

Nella seconda parte, domani, un po’ di pippe mentali sparse su Axl, i Guns e Chinese democracy.

Nessun commento:

Posta un commento